Milioni, media e zero rendiconto. Il tris di Maiolo, il “pasdaran” di Lucano

Recosol e i milioni piovuti dai progetti dell’hinterland reggino. Poi la fideiussione a Città futura. Il denaro che transita dalle e nelle casse della Rete dei comuni solidali, gestita da uno dei “cantori” del sistema Riace

Ne “I padroni di Riace”, Storie di un sistema che ha messo in crisi le casse dello Stato, c’è scritto anche questo: la macchina mediatica che ha incensato e tuttora incensa Lucano, non ha nulla di casuale. Abbiamo scritto varie volte di come ne faccia parte la scrittrice pro-sistema Chiara Sasso, come non restino immuni i reduci di settimanali regionali che per Lucano raccoglievano donazioni e tanti altri megafoni (e megafone). Ognuno con la sua fetta di torta, ognuno con il suo tornaconto personale. Dalle case alla fondazione, Riace è stato il parco giochi a vocazione statale dove i migranti rappresentavano la scusa per ingrassarsi a titolo personale.


Si parla di uno stuolo di giornalisti e comunicatori, che avrebbe dovuto tenere lontana la lente della giustizia e buttare qua e là un po’ di fumo, per darla a bere alla gente ma soprattutto agli inquirenti. Se, per esempio, la Sasso de Il Fatto Quotidiano è quella che c’entrava col frantoio, il meno noto Giovanni Maiolo (sopra, in un’immagine tratta dalla Gazzetta del Sud) c’entra con la Rete dei Comuni solidali, cioè quella ReCoSol di cui si parla tanto all’interno delle carte dell’inchieste, e con una testata locale (“Ciavula”, di cui è il direttore) che prevedibilmente sul sistema Riace versa tonnellate di incenso.



A processo inoltrato e a ispezioni chiuse, tuttavia, diverse cose sembrano passare inosservate. Dal frantoio alle botteghe che erano al centro della relazione delle Fiamme gialle che stanno riaprendo i battenti, alle centinaia di migliaia di euro piovute proprio su Recosol, che tra l’altro di recente avrebbe garantito per Città futura una cifra che si aggira attorno ai 700mila euro, transitata tramite la Banca Etica di Torino. Una questione fumosa, su cui tuttavia si sta aprendo qualche spiraglio. Con difficoltà, visto che l’abitudine di Recosol – asso pigliatutto dei progetti milionari di Caulonia, Gioiosa Jonica e Cinquefrondi – è quella di non lasciare traccia. Di non dedicarsi, insomma, alla pratiche noiose della trasparenza e del rendiconto. “Noi – dice Maiolo in una delle intercettazioni invitando l’interlocutore all’emulazione – facciamo tutto pulito”.

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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.