Annunci

Comuni “allegri”, revocato il finanziamento quasi milionario per Camini

L’ente dovrà restituire 850mila euro perché non avrebbe compiuto “nessuna attività di ospitalità”. E ora rischia il dissesto

Lo avevamo anticipato in esclusiva: anche a Camini l’accoglienza, pur essendo milionaria, serviva a coprire le spese di un gruppo sparuto di stranieri. Proprio dall’esperienza del borgo reggino ha preso le mosse il più noto “modello” Riace. Lo stesso Lucano, con l’ente supervisionato da Carmelo Daqua ha goduto di una sorta di rapporto di interscambio, senza contare gli inviti rivolti ai vicinissimi di fare “come fanno a Camini”.


Lo stop al finanziamento e la restituzione di parte delle somme
L’esperienza Lucano insegna tuttavia che tutti i sistemi non proprio ortodossi (anche quelli meglio strutturati) hanno una fine. Per Camini l’epilogo silenzioso, questa volta per quanto concerne le attività turistiche promosse dal Comune volte a risollevare le sorti del paesino, è sancito da un decreto dirigenziale della Regione Calabria del 17 gennaio, appena qualche giorno fa, firmato dal responsabile del procedimento Antonio Costa e dalla dirigente generale Orsola Renata Reillo. In questo non solo viene decretato la revoca di un finanziamento ma viene stabilita la restituzione – entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento – di 846.100 euro. I motivi sono presto detti: il turismo, similmente all’accoglienza, in alcuni casi era solo su carta.


Annunci

“Non c’è nessuna attività di ospitalità”
Anche a Camini, insomma, i soldi pubblici servivano a foraggiare un sistema più che a coprire reali attività connesse all’accoglienza, questa volta dei turisti. Lo hanno scritto a chiare lettere i tecnici incaricati di effettuare un sopralluogo che reca la data del 18 dicembre 2017. “Non sussiste – scrivevano – alcuna attività di ospitalità diffusa come prevista dall’intervento e, stante cosi le cose, è francamente difficile ravvedere alcuna possibilità di realizzarla. Gli immobili sono privi degli impianti idonei e degli arredi necessari per l’esercizio di tale attività; non si riscontrano minimi segni di ordinaria o straordinaria manutenzione delle opere realizzate al fine di scongiurare il progressivo degrado, in parte già in evidente stato avanzato; alcune opere non sembrerebbero realizzate in aderenza al progetto originario”.


Un milione per le case fantasma
Un riscontro tanto più grave se si considera che il progetto per cui Camini ha battuto cassa consisteva nella “Conservazione, recupero, riuso e valorizzazione del patrimonio edilizio urbano” che, dunque, a sentire i tecnici incaricati non è mai avvenuta. Eppure l’Accordo di Programma Quadro ha garantito alle casse del piccolo borgo, negli anni, un finanziamento annuo di un milione tondo. La prima convenzione è del 2007, quando in carica c’era il controverso governatore Agazio Loiero, ma rinnovi si contano (fino al 2012) anche nel corso dell’altrettanto “elastica” amministrazione Scopelliti.


Annunci

Annunci

1 Comment

  1. Avatar
    Domenico
    24/01/2019 - 21:26

    Agli stessi gestori dello sprar del piccolo comune reggino (Camini).
    È da attribuire anche una strana gestione di un chiosco con sede in piazza municipio e di un bar a pochi metri da quest’ultimo. Dove lavora personale senza contratto di lavoro, formazione professionale, visite mediche, licenza per il maneggiamento e somministrazione di alimenti. Di dubbia fatturazione, dove il personale non ha orari certi e turnazione regolari, e ferie. La stessa società risulta registrata come azienda socio sanitaria. E nota la continua collaborazione della stessa con una pseudo azienda edile dello stesso paese, che collabora con gli organizzatori dello sprar e con personale operante ritrovato tra gli emigrati accolti a Camini. Anche questi ultimi senza contratti e alcun tipo di formazione, e idoneità medica certificata. Ma nessun ente controlla davvero tutte le attività annesse dietro all’accoglienza, come quella che affermano alcuni cittadini che gli immigrati venivano offerti come forza lavoro nelle campagne. insomma dietro agli sprar si collocano personalità che hanno fatto di un dramma planetario un pozzo doro, colonizzando i piccoli paesi acquisendo diverse proprietà immobiliari e terreni a meno di un box a Milano. Diventando di fatto milionari senza reddito. Con il pericolo di cosa rappresenti in piccoli borghi un fenomeno come questo dove cittadini si dispongono a qualsiasi sorta per pochi spiccioli.

    Reply

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error:
WhatsApp chat

Consigliati

Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: