Seguici

© Rec News -

del

Gentile redazione, in merito al contenuto dell’articolo “L’altro modello Riace” e soprattutto alla affermazione: <>, il sottoscritto Avvocato Francesco De Agostino, sindaco del Comune di Camini dal maggio 2011 al settembre del 2015, è stato eletto senza attingere ad alcun “serbatoio” di voti, e non è stata ravvisata alcuna irregolarità. Infatti, non vi è stata alcuna contrapposizione con l’altra lista la quale è stata formata per scongiurare l’eventuale mancato raggiungimento del quorum. Inoltre, preciso che il sottoscritto ha amministrato il Comune di Camini responsabilmente e con spirito di servizio risanandolo da un dissesto finanziario dichiarato da chi mi aveva preceduto.

La cooperativa Eurocoop in precedenza gestiva diversi servizi pubblici che la mia amministrazione non gli ha rinnovato e durante la gestione del progetto SPRAR in più occasioni mi sono scontrato con la stessa coop rilevando che alcuni servizi non venivano erogati e il personale assunto non era sufficiente e per altre criticità. Il risultato è stato che in seguito ad una congiura ai miei danni, improvvisamente, si sono dimessi cinque consiglieri tra cui i due assessori determinando lo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale e di conseguenza il commissariamento del Comune. L’evento è passato sotto silenzio, infatti, né il Prefetto né il commissario prefettizio e neppure gli organi d’informazione si sono preoccupati di analizzare la questione. Evidenzio che i consiglieri che si erano dimessi o loro familiari subito dopo sono stati assunti dalla Eurocoop.

Il Commissario prefettizio, poi, anziché assumere un atteggiamento imparziale e distaccato, senza tener conto della mia informativa, ha preferito i consigli del Responsabile comunale, quindi, ha favorito ulteriormente la cooperativa Eurocoop, la quale ha ottenuto un incremento di richiedenti asilo superando quota 100. Pertanto, chiedo alla redazione di rettificare il contenuto dell’articolo nella parte che mi riguarda.

Continua a leggere
Commenta per primo

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

LAZIO

Dopo le critiche ai termovalorizzatori, il secondo di Legambiente passa al Comune di Roma

L’associazione appena qualche giorno fa aveva criticato la volontà di Roberto Gualtieri di avviare una stagione tutt’altro che attenta all’ambiente nella Capitale. Oggi l’annuncio dell’ingresso nell’Ufficio “Clima” del gabinetto del sindaco

© Rec News -

del

Dopo le critiche ai termovalorizzatori, il secondo di Legambiente passa al Comune di Roma | Rec News dir. Zaira Bartucca

Edoardo Zanchini, già vicepresidente e membro della segreteria nazionale di Legambiente, è stato nominato direttore dell’Ufficio “Clima” del Comune di Roma, emanazione del Gabinetto del sindaco. L’associazione appena qualche settimana fa aveva criticato la volontà di Roberto Gualtieri di avviare una stagione tutt’altro che attenta all’ambiente nella Capitale, con la previsione della costruzione di nuovi termovalorizzatori. Quale sarà la posizione di Zanchini sull’argomento? Non si sa, e comunque a passaggio avvenuto le acque si sono calmate e il clima si annuncia più che disteso.

Legambiente ha già inviato il suo bigliettino virtuale di felicitazioni: “Auguri di buon lavoro per il nuovo prestigioso incarico. Roma ha bisogno della sua competenza ed esperienza”. I termovalorizzatori ora non sono più un problema: il baricentro si è già spostato sulla “diffusione degli impianti a fonti rinnovabili, gli interventi per l’efficientamento energetico degli edifici e i progetti di forestazione per contribuire a combattere la crisi climatica”: questi i punti indicati dal presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani assieme alla “decarbonizzazione”.

Continua a leggere

POLITICA

Petrocelli silurato, la Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente

Le manovre per il suo insediamento – supportate anche dalla Lega di Salvini, che oggi si è complimentato via social – sono la conseguenza…

© Rec News -

del

Petrocelli silurato, la Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente | Rec News dir. Zaira Bartucca
Immagine Angelo Carconi (Ansa)

La Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente: è Stefania Craxi, figlia di Bettino. Le manovre per il suo insediamento – supportate anche dalla Lega di Salvini, che oggi si è complimentato via social – sono la conseguenza dell’addio di Petrocelli. Il pentastellato è stato costretto a lasciare la commissione e anche il M5S dopo aver espresso posizioni critiche verso l’invio di armi in Ucraina e verso l’operato del governo Draghi.

Negli scorsi giorni la Giunta per il regolamento aveva votato a favore dello scioglimento della Commissione Esteri dopo che venti membri di tutti i partiti avevano annunciato le loro dimissioni.

Rec News dir. Zaira Bartucca

Continua a leggere

POLITICA

Chiesta la sfiducia di Draghi

Ma a sostenere l’operato del premier con le dimissioni di massa dalla Commissione Affari Esteri ci sono esponenti di tutti i partiti. Anche i “pacifisti” della Lega con a capo Matteo Salvini e la cosiddetta opposizione di Fratelli d’Italia. Petrocelli: “Hanno votato tutti la delega in bianco per armare l’Ucraina fino a dicembre 2022, tutto il resto è propaganda”

© Rec News -

del

Chiesta la sfiducia di Draghi | Rec News dir. Zaira Bartucca
Immagine di repertorio (Imagoeconomica)

“Togliere la fiducia a Draghi” e “fermare l’invio di tutte le armi” all’Ucraina. E’ quanto ha chiesto oggi il presidente della Commissione Esteri al Senato Vito Petrocelli. E’ l’epilogo di tensioni che si sono manifestate nel corso di tutta la settimana, prima con la promessa di ricorrere alla Corte Costituzionale e poi con le dimissioni di diversi componenti della commissione.

Ad abbandonare l’organismo in segno di protesta verso le recenti prese di posizione di Petrocelli negli scorsi giorni sono stati esponenti di tutti i partiti. Ci sono anche i leghisti “pacifisti” a difendere l’operato del premier Draghi e l’invio di armi all’Ucraina: Matteo Salvini, Tony Iwobi, Stefano Lucidi, e Manuel Vescovi.

Non resta fuori neanche la cosiddetta opposizione di Fratelli d’Italia, che ha confermato le dimissioni del presidente del Copasir Adolfo Urso. A fare blocco contro la via diplomatica sono poi stati Stefania Craxi (Forza Italia), Alberto Airola (M5S), Laura Garavini (Italia Viva) e Pier Ferdinando Casini.

“Tutti i partiti – ha detto Petrocelli – hanno votato la delega in bianco per armare l’Ucraina fino a dicembre 2022. Tutto il resto sono chiacchiere e propaganda elettorale”.

Continua a leggere

Ora di tendenza

error: Vietata ogni tipo di copia e di riproduzione