FOOD & WINE
Rum Cojuelo Tabai, il diavolo che ha fregato gli americani
Lo chiamate “Cujelo”. Si chiama Diablo Cojuelo. Il diavolo zoppo del Carnevale di La Vega, Repubblica Dominicana.
Mentre i magnati americani compravano distillerie, stabilimenti e etichette in tutto il Sudamerica, un italiano ha fatto il contrario: è andato lì a comprare il mito.
Tabai, marchio fondato nel 2012 da Otto Tabai tra le colline del Cuneese, con una filosofia che mette al centro rarità, territorio e produzione limitata, allarga la famiglia. La famiglia dei distillati prodotti dall’etichetta Tabai si amplia. Entrano a farne parte anche i rum, pregiati, dai gusti tropicali. 
Cojuelo è la sua arma.
Due versioni, entrambe Platinum Edition e con le bottiglie numerate, rum puri invecchiati cinque anni, impreziositi dalle cassette in abete:
• n.1 Reserva Especial Costa Rica 
• n.2 Reserva Especial Repubblica Dominicana 
Non è rum da miscelazione. È un’etichetta più scura, complessa, con un profilo aromatico che unisce legno tostato, spezie, cacao amaro, tabacco e agrumi canditi. Nasce nella Repubblica Dominicana e prende il nome dal leggendario “diavolo zoppo”. 
La beffa finale? I Rum Garras de Dragón e Diablo Cojuelo della cantina italiana Tabai entrano nella collezione privata della Casa Bianca. 
Gli americani hanno comprato il rum. Tabai ha messo il suo diavolo dentro la Casa Bianca.
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