POLITICA
Ecco la nuova giunta regionale in Veneto: l’equilibrio politico di Stefani e la continuità dopo l’era Zaia
La nuova giunta regionale guidata da Alberto Stefani, neo presidente del Veneto, è stata presentata ufficialmente oggi a Venezia, al termine di giorni di intense trattative nella maggioranza. Fonti regionali e testate locali parlano di una “giunta dell’equilibrio”, costruita sul bilancino tra territori (con forte peso dell’area padovana e veronese) e partiti della coalizione, con dieci assessori complessivi e un’impostazione che punta a garantire continuità amministrativa rispetto alle precedenti legislature.
A fare parte del nuovo esecutivo targato Stefani saranno Gino Gerosa, Elisa de Berti, Lucas Pavanetto, Massimo Bitonci, Dario Bond, Filippo Giacinti, Valeria Mantovan, Paola Roma, Diego Ruzza, Elisa Venturini, Marco Zecchinato, Morena Martini.
Stefani ha lavorato per arrivare alla presentazione con una squadra già definita prima della prima seduta del Consiglio regionale, scelta letta come segnale di efficienza e compattezza politica. La cerimonia di presentazione è avvenuta a Palazzo Grandi Stazioni, con una conferenza stampa in cui il governatore ha illustrato deleghe, priorità e metodo di lavoro della nuova squadra di governo.
I nomi chiave: sanità, economia, infrastrutture
Il dossier più delicato è quello della sanità: a guidare il settore sarà il professor Gino Gerosa, cardiochirurgo di fama e figura tecnica indicata come garanzia di continuità e competenza in un ambito centrale per il Veneto. La scelta di un tecnico di alto profilo in questo ruolo risponde alla richiesta diffusa, emersa durante il confronto interno alla maggioranza, di mantenere la sanità regionale su standard elevati dopo gli anni della gestione Zaia.
Accanto al presidente, un ruolo strategico sarà quello di Elisa De Berti. Per lei il ruolo extra-giunta – ma strategico – di consigliere delegato alle infrastrutture. L’area dello sviluppo economico e delle attività produttive è stata invece affidata a Massimo Bitonci, in continuità con le politiche pro–impresa e con l’attenzione alle filiere industriali e turistico–manifatturiere che caratterizzano la regione.
Gli equilibri tra partiti e territori
La composizione della giunta riflette l’accordo di fondo tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, con una distribuzione che vede cinque assessorati in quota Fratelli d’Italia (inclusa la vicepresidenza), quattro alla Lega e uno a Forza Italia, come emerso dai retroscena sulle trattative. L’obiettivo dichiarato di Stefani è evitare strappi e garantire rappresentanza a tutte le province chiave, in particolare Padova, Verona, Vicenza e Treviso, bilanciando la presenza di esponenti politici e di tecnici con curriculum consolidati.
Nei giorni scorsi si è tanto discusso del “doppio slot” veronese in giunta e della valorizzazione dei territori che nelle ultime legislature hanno sostenuto con forza il centrodestra regionale, mentre alcuni nomi dati in pole nei primi toto–giunta sono rimasti fuori per tenere insieme gli equilibri interni. La formazione definitiva rappresenta quindi la sintesi di queste dinamiche, con la Lega decisa a mantenere un ruolo guida e Fratelli d’Italia intenzionata a capitalizzare la crescita elettorale.
Le priorità del programma: sanità, grandi opere e Pnrr
La nuova giunta Stefani concentrerà la propria azione su almeno tre assi principali: sanità territoriale, infrastrutture e gestione dei fondi del Pnrr. Sul fronte sanitario l’attenzione sarà rivolta al potenziamento dei servizi di prossimità, al recupero delle liste d’attesa e al rafforzamento della rete ospedaliera, temi più volte richiamati nel dibattito politico pre–giunta.
In tema di infrastrutture e grandi opere resta centrale il dossier sulla holding autostradale veneta e sui collegamenti strategici per mobilità e logistica, su cui la nuova giunta dovrà trovare continuità con il lavoro avviato nelle legislature precedenti. Sul piano economico, l’esecutivo regionale sarà chiamato a gestire la fase di transizione industriale ed energetica, sostenendo imprese e lavoratori in un contesto di rallentamento congiunturale e di riallocazione di risorse europee.
La presentazione ufficiale della giunta è il primo banco di prova politico per Alberto Stefani, chiamato a dimostrare capacità di mediazione interna e visione di lungo periodo per il Veneto post–Zaia. Osservatori e addetti ai lavori guardano con attenzione alla distribuzione delle deleghe tra i dieci assessori, ai profili scelti per la sanità, l’ambiente, il bilancio e il lavoro, e al messaggio che il nuovo governatore ha lanciato su stile di governo e rapporto con i territori.
Dal punto di vista comunicativo, la giunta è stata descritta come una squadra selezionata sulla base dei curriculum e con un mix di esperienza amministrativa e competenze tecniche specifiche, in linea con l’idea di un Veneto che vuole continuare a posizionarsi come regione trainante nel Nordest.
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