POLITICA
Cos’è successo a Federica Mogherini e a che punto è l’inchiesta che la riguarda
L’inchiesta che coinvolge Federica Mogherini nasce da un’indagine della Procura europea (Eppo) su un appalto del Servizio europeo per l’azione esterna (Seae), il servizio diplomatico dell’Ue, relativo a un programma di formazione di nove mesi per futuri diplomatici europei affidato al Collegio d’Europa per il periodo 2021‑2022. Secondo quanto comunicato dall’Eppo e ripreso da diverse testate internazionali, l’ipotesi di reato riguarda presunte irregolarità nella procedura di gara, in particolare la possibile violazione del principio di concorrenza leale e della riservatezza dei criteri di selezione prima della pubblicazione ufficiale del bando.
In questo quadro sono indagati, oltre a Mogherini, anche l’ambasciatore Stefano Sannino (ex segretario generale del Seae) e Cesare Zegretti, dirigente del Collegio d’Europa, per fattispecie che vanno dalla frode negli appalti alla corruzione, dal conflitto di interessi alla violazione del segreto professionale, senza che al momento sia stato avviato un processo né emesse condanne.
Il ruolo di Mogherini e le sue dimissioni dal Collegio d’Europa
Federica Mogherini, già Alta rappresentante Ue per la politica estera tra il 2014 e il 2019, era rettrice del Collegio d’Europa e direttrice dell’Accademia diplomatica dell’Ue quando il programma oggetto dell’inchiesta è stato attribuito all’istituto di Bruges. Dopo il fermo per 48 ore da parte delle autorità belghe, previsto dalla procedura per l’interrogatorio, è stata rilasciata senza misure restrittive perché non considerata a rischio di fuga, e formalmente informata delle accuse ipotizzate dall’Eppo.
Il 3‑4 dicembre ha poi annunciato le dimissioni da rettrice e direttrice, in una comunicazione allo staff e agli studenti in cui ha spiegato di aver preso questa decisione “in linea con il massimo rigore e correttezza” con cui sostiene di aver sempre svolto i propri incarichi, sottolineando la volontà di non trascinare il Collegio d’Europa in una vicenda giudiziaria che la riguarda a titolo personale.
Le accuse nel dettaglio e la posizione della difesa
L’ipotesi accusatoria, così come descritta dalla Procura europea, è che rappresentanti del Collegio d’Europa possano aver avuto accesso anticipato a criteri di selezione e informazioni sensibili relativi alla gara per la nuova Accademia diplomatica dell’Ue, con la conseguenza di poter predisporre un’offerta più competitiva rispetto agli eventuali concorrenti, in violazione delle norme sugli appalti finanziati dall’Unione. In questa prospettiva, agli indagati vengono contestati reati come frode ai danni dell’Ue, corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale.
L’Eppo sta acquisendo documenti, dispositivi elettronici e atti amministrativi, dopo che la Commissione ha acconsentito alla revoca parziale dell’immunità di Sannino e alla temporanea sospensione dell’immunità di alcuni uffici del Seae per permettere le perquisizioni. Mogherini, dal canto suo, ha fatto sapere tramite note e dichiarazioni di avere “piena fiducia nel sistema giudiziario”, di rivendicare la correttezza del proprio operato e di collaborare con gli inquirenti per chiarire ogni aspetto della vicenda, ricordando che al momento si tratta di un’indagine e non di una sentenza di colpevolezza.
Le implicazioni per le istituzioni europee e i prossimi passaggi
L’inchiesta arriva in un contesto in cui l’attenzione sulla trasparenza delle istituzioni Ue è già alta, dopo casi come il Qatargate del 2022 e altre indagini su presunta corruzione legata a lobbying e appalti, ma presenta caratteristiche diverse perché affidata fin dall’inizio alla Procura europea, organo creato proprio per occuparsi di reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione.
Il coinvolgimento di figure di primo piano come un’ex Alta rappresentante e un ex segretario generale del Seae accentua l’impatto politico e mediatico, ma dal punto di vista giudiziario la fase è ancora istruttoria: l’Eppo sta valutando se gli elementi raccolti giustificano il rinvio a giudizio o se, al contrario, si debba procedere verso un’archiviazione.
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