Caso Dawn Sturgess: cosa dice l’inchiesta sul novichok e perché la famiglia parla di “riabilitazione” - Rec News
Seguici

TREND TOPICS

Caso Dawn Sturgess: cosa dice l’inchiesta sul novichok e perché la famiglia parla di “riabilitazione”

Caso Dawn Sturgess: cosa dice l’inchiesta sul novichok e perché la famiglia parla di “riabilitazione” | Recnews.it

Dawn Sturgess era una donna britannica di 44 anni morta nel luglio 2018 ad Amesbury, nel Wiltshire, dopo essere entrata in contatto con il novichok, l’agente nervino che sarebbe stato rilevato pochi mesi prima sulla scena del crimine dell’ex agente russo Sergej Skripal e di sua figlia Julija a Salisbury. Stando alle ricostruzioni ufficiali, Dawn e il compagno Charlie Rowley avrebbero trovato una boccetta che ritenevano contenesse del profumo. Dopo averla usata spruzzandola sui polsi, Dawn avrebbe accusato il grave malore che l’avrebbe al ricovero e, infine, alla sua morte l’8 luglio 2018, mentre Rowley sopravvisse ma riportò conseguenze importanti sulla salute.

Le conclusioni dell’inchiesta: una vittima inconsapevole

Il 4 dicembre 2025 la public inquiry britannica sulla morte di Dawn Sturgess ha pubblicato il proprio rapporto finale, con l’obiettivo dichiarato di chiarire cause, responsabilità e contesto dell’episodio. Il documento, riassunto da BBC e altre testate internazionali, descrive Dawn come “una vittima completamente innocente”, rimasta coinvolta “in modo del tutto inconsapevole” in una vicenda legata all’uso di novichok nel Regno Unito nel 2018. L’inchiesta collega il veleno trovato nella boccetta al medesimo agente nervino impiegato nel caso Skripal e sottolinea che Dawn non poteva immaginare che l’oggetto potesse rappresentare un rischio, né avrebbe avuto un ruolo attivo o deliberato nell’esposizione.

Il ruolo delle autorità britanniche e le criticità emerse

Il rapporto dedica spazio anche al comportamento delle istituzioni britanniche, analizzando la risposta dei servizi sanitari, della polizia e delle autorità locali. In particolare, viene osservato che alcune valutazioni iniziali sui sintomi di Dawn avevano ipotizzato anche l’ipotesi di un agente nervino, ma la situazione fu in un primo momento interpretata principalmente alla luce di fragilità personali e di precedenti problemi di salute, ritardando una piena consapevolezza del rischio connesso al novichok. ​

La posizione e i sentimenti della famiglia Sturgess

La famiglia di Dawn ha accolto con sollievo il riconoscimento ufficiale della dichiarata estraneità a condotte colpevoli, parlando di una sorta di “riabilitazione” rispetto a narrazioni passate che si erano concentrate in modo prevalente sulle sue fragilità personali. Allo stesso tempo, i familiari hanno affermato di avere ancora alcune domande aperte sull’accesso al novichok e sulla gestione del caso da parte delle autorità competenti.

Adv

Ora di tendenza