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Sciopero generale 12 dicembre 2025: cosa succede a scuola, università, ricerca, AFAM e formazione professionale

Sciopero generale 12 dicembre 2025: cosa succede a scuola, università, ricerca, AFAM e formazione professionale | Recnews.it

Per venerdì 12 dicembre 2025 la CGIL ha proclamato uno sciopero generale per l’intera giornata che coinvolge il settore pubblico e privato, con un ruolo centrale del comparto Istruzione e Ricerca. Alla mobilitazione aderiscono scuola statale e non statale, università, enti di ricerca, AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica) e formazione professionale, chiamati a fermarsi per contestare la legge di Bilancio 2026 giudicata “ingiusta” e incapace di rispondere con efficacia ai nodi strutturali del Paese. Il sindacato denuncia in particolare la perdita di potere d’acquisto di salari e pensioni, la carenza di investimenti in sanità, istruzione e servizi pubblici, il rischio di un ulteriore innalzamento dell’età pensionabile e la persistenza di alti livelli di precarietà nei settori della conoscenza.

Chi aderisce: scuola, università, ricerca, AFAM e formazione professionale

Le strutture della FLC CGIL hanno formalizzato l’adesione allo sciopero per tutto il personale del comparto Istruzione e Ricerca e dell’area dirigenziale, includendo docenti, ATA, ricercatori, tecnici, amministrativi e personale delle istituzioni AFAM e della formazione professionale. Numerose scuole e istituti comprensivi hanno già diramato circolari alle famiglie per informare che il 12 dicembre potranno verificarsi sospensioni delle lezioni o riduzioni del servizio, in quanto l’astensione dal lavoro è prevista per l’intera giornata. Anche università, conservatori, accademie e centri di ricerca sono interessati dall’azione di sciopero, con assemblee e iniziative territoriali che faranno da cornice alle manifestazioni indette nelle principali città italiane sotto il coordinamento della CGIL.

I motivi specifici dei settori della conoscenza

Nel documento diffuso dalla FLC CGIL, il sindacato sottolinea come l’ipotesi di CCNL 2022‑2024 per il comparto Istruzione e Ricerca, che la FLC non ha firmato, di fatto certifichi una riduzione dei salari reali del personale, considerato l’effetto dell’inflazione e l’insufficienza delle risorse stanziate. Tra le rivendicazioni principali figurano l’aumento dei fondi per il salario accessorio, la stabilizzazione dei precari, il rafforzamento del contratto nazionale contro il proliferare dei “contratti pirata” e un piano di investimenti strutturali in edilizia scolastica, laboratori, ricerca pubblica e alta formazione artistica.

Il dibattito interno alla scuola e l’appello alla revoca

Lo sciopero del 12 dicembre ha suscitato anche un vivace dibattito interno al mondo della scuola. Alcuni gruppi di docenti hanno infatti chiesto alla CGIL di revocare la data, ritenendo che la protesta, pur motivata, rischi di pesare ancora una volta sulle famiglie e sugli studenti, già provati da anni di difficoltà organizzative e carenze croniche di organico. In un appello riportato dalla stampa specializzata, questi insegnanti non contestano le critiche alla legge di Bilancio ma sollecitano forme di mobilitazione alternative che valorizzino di più il dialogo con l’opinione pubblica e limitino l’impatto su lezioni, verifiche e scrutini. ​

Cosa aspettarsi il 12 dicembre e gli scenari successivi

Il 12 dicembre saranno possibili disagi significativi in scuole, atenei, enti di ricerca, conservatori e centri di formazione professionale, con lezioni sospese o ridotte e servizi amministrativi rallentati, anche se i servizi pubblici essenziali dovranno comunque essere garantiti nel rispetto delle norme sugli scioperi. La giornata sarà accompagnata da manifestazioni territoriali in tutta Italia, che la CGIL intende utilizzare per portare all’attenzione di governo e Parlamento una serie di proposte emendative alla legge di Bilancio, già trasmesse alle forze politiche nelle scorse settimane.

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