ECONOMIA
Manovra 2026: Irpef ridotta, età pensionabile e novità Isee. Tutte le misure del Dpb
Il Documento programmatico di bilancio 2026-2028, appena trasmesso dal ministero dell’Economia alla Commissione UE, introduce la riduzione della seconda aliquota Irpef, che scende dal 35% al 33%. L’intervento concentra i vantaggi sui redditi medi, mentre l’impatto risulta limitato per le fasce più alte. La spesa prevista è di circa 2,8 miliardi di euro all’anno nel prossimo triennio, con un impatto di -0,12% sul Pil ogni anno.
Pensioni: nessun aumento dell’età per lavori gravosi e usuranti
In tema previdenziale, la Manovra conferma il blocco dell’aumento dell’età pensionabile per chi svolge attività gravose e usuranti. Nel 2027, infatti, scatterà l’adeguamento automatico all’aspettativa di vita, che porterebbe in generale l’età per la pensione di vecchiaia a 67 anni e 3 mesi. Tuttavia, la nuova regola prevede un blocco dell’incremento dell’età pensionabile per chi svolge lavori particolarmente faticosi: questi lavoratori potranno continuare ad accedere alla pensione con le stesse regole attuali, senza ulteriori proroghe per gli anni successivi.
Questo assetto permette ai lavoratori delle categorie cosiddette “gravose” e “usuranti” di andare in pensione prima rispetto agli altri, in linea con la proroga di Opzione Donna, Ape sociale e Quota 103 confermate dalla Manovra.
Riforma Isee e misure di sostegno: casa, famiglie e mamme lavoratrici
Tra le novità sociali spicca la riforma dell’Isee, che esclude la prima casa dal calcolo fino a 100mila euro di valore. Viene rifinanziata la “Carta dedicata a te”, la social card introdotta per sostenere nuclei familiari in difficoltà. Un’attenzione speciale è riservata alle mamme lavoratrici con almeno due figli e reddito entro 40mila euro: per loro arriva un beneficio mensile potenziato (fino a 480 euro all’anno), destinato a crescere con le future revisioni della misura.
Quando si andrà in pensione con le nuove regole
Secondo il quadro del Dpb, dal 2027 l’età pensionabile standard in Italia sarà 67 anni e 3 mesi, in seguito all’aumento collegato all’aspettativa di vita. Si parla, tuttavia, di ulteriori aumenti dal 2027 che potrebbero fare schizzare l’età pensionabile a oltre 70 anni. Chi svolge attività considerate gravose o usuranti dovrebbe essere escluso dagli incrementi, potendo andare in pensione con le regole ordinarie del 2022-2026. Opzione Donna e Ape sociale restano percorsi privilegiati per chi possiede i requisiti, così come Quota 103 per la pensione anticipata.
L’età pensionabile in Europa e nel resto del mondo: confronto aggiornato a ottobre 2025
Nel contesto internazionale, l’età pensionabile ordinaria si sta progressivamente innalzando in quasi tutti i paesi sviluppati per assicurare la sostenibilità dei sistemi previdenziali.
- Europa: nei principali paesi europei, la soglia si attesta tra i 65 e i 67 anni. In Germania è fissata a 66,7 anni, in Italia a 67 anni (con deroghe per lavori gravosi e usuranti), in Olanda e Danimarca a 67, in Spagna a 66,5, mentre la Francia è il caso più particolare, con la soglia legale a 64 anni, anche se è possibile accedere in anticipo tramite regimi contributivi specifici.
- Stati Uniti: l’età pensionabile federale è attualmente 67 anni, ma esistono forti incentivi a mantenere l’attività fino ai 70 anni, seguendo tendenze di allungamento volontario del lavoro nel settore privato.
- Giappone: la soglia ordinaria arriva nel 2025 a 65 anni, ma il governo ha proposto l’obiettivo di portarla a 70 anni entro il prossimo decennio; già oggi, circa il 25% degli over-65 è attivo nel mercato del lavoro.
- Cina: è prevista una graduale salita della soglia pensionabile, ora fissata a 63 anni per gli uomini e attorno ai 55-58 anni per le donne.
- Austria e molti paesi dell’Est Europa: l’età ordinaria rimane a 65 anni per gli uomini e spesso tra i 60 e 62 per le donne.









