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ECONOMIA

Ferrari crolla a Piazza Affari: la Borsa punisce i target 2030

Ferrari crolla a Piazza Affari: la Borsa punisce i target 2030 | Recnews.it

Seduta da dimenticare: Ferrari perde oltre il 15% a Milano

Giornata nera per Ferrari a Piazza Affari: il titolo ha perso oltre il 15% arrivando fino a 350 euro per azione, ai minimi da febbraio 2024 e segnando il peggior calo dal debutto in Borsa nel 2016. A determinare la fuga degli investitori sono stati gli obiettivi industriali al 2030 annunciati durante il Capital Markets Day, giudicati troppo prudenti rispetto alle aspettative del mercato. In poche ore, la capitalizzazione del Cavallino Rampante si è ridotta di oltre 12 miliardi di euro.

Obiettivi al 2030: crescita sotto le attese e delusione degli analisti

Ferrari ha presentato un piano strategico che prevede ricavi a 9 miliardi di euro nel 2030 e un Ebitda rettificato di almeno 3,6 miliardi, ben al di sotto dei ritmi di crescita a doppia cifra promessi nei precedenti Capital Markets Day. Il tasso di crescita composto annuale al 2030 è stato fissato al 6%, distante dal 10% ipotizzato nel 2022. Dal 2025, il dividend payout salirà al 40% dell’utile netto rettificato, con un piano di buyback da 3,5 miliardi e la promessa di nuovi modelli, inclusa la prima Ferrari elettrica, ma il mercato voleva di più sul fronte della marginalità e dell’innovazione.

Reazione degli esperti: aspettative alte punite dalla nuova guidance

Analisti finanziari sottolineano come la storica valutazione di Ferrari come titolo del lusso abbia talvolta creato eccessive aspettative di crescita, oggi ridimensionate verso multipli automotive più prudenti. Sebbene la società rimanga solida e i numeri annuncino solidità finanziaria, la delusione per la guidance ha scatenato un’ondata di vendite immediate. Alcuni esperti si attendono un parziale recupero nelle prossime sedute, ma il quadro competitivo e la transizione all’elettrico impongono cautela.

Le prospettive: Ferrari verso un nuovo ciclo, ma serve riconquistare la fiducia del mercato

La frenata di Ferrari impone una riflessione: i nuovi target indicano che il periodo d’oro di crescita accelerata potrebbe essere terminato e che occorrerà ora guardare a ricavi e redditività con occhi più razionali. Resta da vedere se la strategia di prodotto, che punta su nuovi modelli elettrici e hybrid, saprà convincere anche dal punto di vista dell’innovazione e della domanda globale nei prossimi anni.

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