ECONOMIA
Rottamazione delle cartelle nella manovra 2026: pagamenti, esclusioni e rientro per i decaduti
La manovra economica 2026 introduce la tanto attesa quinta edizione della definizione agevolata delle cartelle: la “rottamazione quinquies”. Pensata per correggere le criticità delle precedenti edizioni, la nuova misura inserisce importanti novità, tra cui la cancellazione delle maxi-rate iniziali, l’esclusione dei contribuenti recidivi e la possibilità di rientro per chi era decaduto dai benefici precedenti.
Rateizzazione più ampia e pagamenti uguali: addio alle maxi-rate
Contrariamente alle scorse edizioni, la rottamazione quinquies elimina l’obbligo delle maxi-rate iniziali. I contribuenti potranno regolarizzare la loro posizione verso il Fisco con un piano di pagamenti uniforme: fino a 96 rate in 8 anni, con rate minime non inferiori a 50 euro. Questo cambiamento mira a incentivare l’adesione, rendendo più sostenibile e graduale il percorso di regolarizzazione. Per debiti sopra i 50.000 euro, alcune bozze prevedono un anticipo (“acconto”) obbligatorio pari al 5% del totale, ma il meccanismo viene attualmente rivisto per non scoraggiare l’accesso.
Esclusione dei recidivi e nuova tolleranza per i decaduti
Una svolta significativa riguarda la platea degli ammessi: saranno esclusi i cosiddetti “recidivi”, ossia coloro che in passato hanno aderito a più misure di rottamazione senza però onorare i pagamenti. Chi invece è decaduto da precedenti rottamazioni potrà essere riammesso al nuovo piano, beneficiando di una dilazione più ampia (otto anni) rispetto ai cinque delle scorse edizioni.
La decadenza dai benefici sarà applicata in modo più rigoroso secondo la proposta del MEF: la perdita dei benefici scatterà dopo due rate non pagate (anche non consecutive), anziché le otto previste nelle recenti misure. Tuttavia, esistono ancora ipotesi di maggiore tolleranza, con l’esclusione solo dopo otto rate insolute, proprio per rendere il piano più “da pace fiscale” che da “ufficio di riscossione”.
Nuovi limiti e ambito d’applicazione
La rottamazione quinquies riguarderà i debiti affidati all’Agenzia della Riscossione dal 2000 al 2023 (con possibile estensione al 2024). Verranno esclusi debiti per aiuti di Stato da restituire, sanzioni penali, danni erariali e altri casi specifici. Novità rilevante: si valuta la cancellazione automatica dei debiti inferiori a 1.000 euro, in linea con le recenti scelte per alleggerire i carichi più “vecchi” e di difficile esazione.
Obiettivi e impatti attesi
Dal 2016, le edizioni precedenti della rottamazione hanno permesso il recupero effettivo di oltre 38 miliardi di euro, coinvolgendo quasi 8 milioni di contribuenti. Tuttavia, quasi la metà di questi è decaduta prima del completamento. Il governo punta ora su una formula più equa ed efficace, in grado di massimizzare l’incasso per lo Stato senza penalizzare chi intende regolarizzare la propria posizione.










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