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Gaza, negoziati a Sharm El-Sheik. Delegazioni, aspettative e la data emblematica del 7 ottobre

Gaza, negoziati a Sharm El-Sheik. Delegazioni e aspettative alla vigilia del 7 ottobre | Recnews.it
Immagine AFP

Sono iniziati oggi 6 ottobre a Sharm el-Sheikh, in Egitto, i colloqui tra Israele e Hamas con la mediazione americana, in vista di una possibile tregua nella Striscia di Gaza. Al vertice partecipa la delegazione di Hamas, appena giunta in Egitto, insieme a quella israeliana guidata dal ministro degli Affari strategici Ron Dermer e al capo del Mossad. Gli Stati Uniti sono rappresentati dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, consigliere della Casa Bianca. Lo scopo dei negoziati è definire un cessate-il-fuoco e la liberazione degli ostaggi israeliani in cambio della scarcerazione di prigionieri palestinesi. Si discute anche il possibile passaggio del controllo di Gaza a un comitato tecnico palestinese, nell’ambito del piano proposto dal presidente USA Donald Trump.

Anniversario del 7 ottobre: memoria e pressione diplomatica

Il clima delle trattative è segnato dall’avvicinarsi del secondo anniversario dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023: una data che pesa sia sulle aspettative dei negoziatori sia sull’opinione pubblica israeliana e internazionale. Da allora, il conflitto ha causato almeno 66.000 morti palestinesi e migliaia di vittime civili secondo fonti delle Nazioni Unite, e reso l’area una delle zone di crisi umanitaria più acute al mondo.

Decine di morti a Gaza, ucciso un operatore di MSF

Nonostante le riunioni diplomatiche, la giornata è stata segnata da nuovi pesanti bombardamenti israeliani: secondo fonti ospedaliere e Al Jazeera, almeno 24 civili sarebbero rimasti uccisi nelle ultime 24 ore. Medici Senza Frontiere ha confermato l’uccisione del terapista Omar Hayek, 42 anni, colpito mentre si recava a lavoro a Deir al Balah. Si tratta del quattordicesimo operatore MSF ucciso dall’inizio della nuova escalation. Altri quattro colleghi sono stati gravemente feriti. L’organizzazione ha ribadito il proprio appello per la protezione di operatori e strutture sanitarie, sempre più colpite dai raid.

Rimpatri dalla Flotilla: attivisti e italiani tornano a casa

Parallelamente, nella giornata di oggi sono in corso i rimpatri degli attivisti della Global Sumud Flotilla che negli scorsi giorni si sono recati a Israele. Tra loro Greta Thunberg e altri 78 attivisti di diverse nazionalità, tra cui gli ultimi 15 italiani che lasceranno Israele nel pomeriggio.

Trump e Netanyahu, tensione ai massimi

Sul fronte politico, si registra una telefonata tesa tra il presidente USA Trump e il premier israeliano Netanyahu. Trump, dopo l’ok condizionato di Hamas al piano di pace, ha criticato apertamente Netanyahu per l’atteggiamento ritenuto eccessivamente negativo. La Casa Bianca sottolinea l’importanza di cogliere la finestra diplomatica per un cessate-il-fuoco, mentre Israele mantiene scetticismo sulle reali aperture di Hamas e conferma la linea dura sulle condizioni di sicurezza e sui nodi politici.

Prospettive e criticità dei negoziati

Gli incontri a Sharm el-Sheikh rappresentano una delle ultime possibilità di scongiurare un’altra ondata di violenze nel secondo anniversario del 7 ottobre. Resta forte lo scetticismo, con Hamas che chiede ulteriori garanzie prima di un disarmo e Israele che ribadisce la necessità di risultati concreti sulla sicurezza e il rilascio degli ostaggi. Nel frattempo, la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza si aggrava, con costanti appelli della comunità internazionale per il cessate-il-fuoco e la ripresa degli aiuti umanitari senza ostacoli.

Il contrasto tra lusso e crisi: mentre i negoziatori trattano, Gaza muore di fame

Mentre leader e delegazioni sono ospitati nell’esclusiva cornice di Sharm el-Sheikh, circondati dal comfort di una struttura extra-lusso e da tutti i servizi di sicurezza e benessere, la popolazione di Gaza affronta giorno dopo giorno una delle peggiori emergenze umanitarie del nostro tempo. Il contrasto è evidente: mentre si discute di tregua, trattative e geopolitica tra buffet e suite, nella Striscia continuano a morire decine di civili per fame, mancanza di medicinali e acqua potabile. Secondo gli ultimi rapporti delle agenzie internazionali e delle ONG, i casi di malnutrizione acuta sono in aumento tra bambini e anziani, con file interminabili nei punti di distribuzione di aiuti che spesso non arrivano mai a destinazione.

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