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Francia, Lecornu si è dimesso a meno di un mese dalla nomina

Francia, Lecornu si è dimesso a meno di un mese dalla nomina | Recnews.it

Il primo ministro francese Sébastien Lecornu si è dimesso oggi, 6 settembre. Era stato nominato dal presidente Emmanuel Macron  il 9 settembre 2025 dopo le dimissioni del suo predecessore, François Bayrou. La sua designazione, avvenuta in piena crisi parlamentare, puntava a garantire un esecutivo di “continuità”, mantenendo molte figure chiave della precedente squadra e cercando un difficile equilibrio tra centro e destra moderata. Lecornu, già ministro della Difesa e fedelissimo di Macron, ha formato un governo di 18 ministri, dodici dei quali già parte del precedente esecutivo, con l’intento di presentare una finanziaria credibile e rassicurare i mercati in un momento di debito record per la Francia.

Le tensioni interne e l’assenza di una vera maggioranza

Sin dall’annuncio della squadra ministeriale, sono emersi forti malumori sia all’interno della maggioranza che tra le forze di opposizione. Il partito di destra moderata Les Républicains, cui spettavano solo quattro portafogli su diciotto, ha denunciato la mancanza di un reale rinnovamento e minacciato l’uscita dal governo. Contestualmente, la sinistra e il Rassemblement National hanno accusato Macron e Lecornu di “riciclaggio politico” e di ignorare il risultato delle recenti elezioni anticipate, che avevano visto crescere le forze più radicali ai danni del centro.

Una crisi lampo: le dimissioni dopo meno di un mese

Il governo Lecornu, terzo esecutivo in meno di un anno e quinto dall’inizio della presidenza Macron, non è nemmeno riuscito a presentare la sua dichiarazione di politica generale all’Assemblea Nazionale. Le tensioni esplose tra i partner della coalizione, unite alle minacce di ostruzionismo e voto di sfiducia preannunciate dalle opposizioni, hanno reso impossibile garantire la stabilità dell’esecutivo. Pressioni interne, accuse di “continuità senza innovazione” e la prospettiva di non avere i numeri in Parlamento hanno spinto Lecornu a presentare in modo repentino le proprie dimissioni, accolte dal presidente Macron oggi 6 ottobre.

Le ragioni delle dimissioni e l’incertezza istituzionale

Le dimissioni lampo di Lecornu si spiegano principalmente con il mancato raggiungimento di una reale maggioranza parlamentare, i continui veti incrociati tra i partiti e una situazione finanziaria che richiedeva decisioni urgenti su manovra e bilancio. Allo stesso tempo, le pressioni di strada e le mobilitazioni sindacali contro la riforma delle pensioni e dei tagli alla spesa hanno reso la posizione del governo insostenibile già poche ore dopo la sua nascita. Analisti e osservatori vedono in questa crisi lampo il segno di una Francia politicamente bloccata e a rischio di nuove elezioni anticipate.

Uno scenario di instabilità senza precedenti

La caduta del governo Lecornu, a meno di ventiquattr’ore dalla sua formazione, rappresenta un record negativo per la Quinta Repubblica e acuisce ulteriormente la percezione di instabilità che attraversa la politica francese nel 2025. Macron è ora chiamato a trovare una soluzione che scongiuri la paralisi istituzionale, mentre cresce il fronte di chi chiede un ritorno anticipato alle urne per ristabilire un equilibrio politico adeguato alla gravità della crisi in corso.

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