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Novak Djokovic sul calendario ATP: “Così rischiamo tutti, da Sinner a Musetti”
Novak Djokovic torna al centro dell’attenzione per le sue dichiarazioni sul futuro del tennis. Durante il Masters 1000 di Shanghai, il 24 volte vincitore Slam ha sollevato polemiche sul calendario ATP, puntando il dito contro un fitto programma che, secondo lui, “non tutela nessuno, dai veterani ai giovani talenti come Jannik Sinner, Lorenzo Musetti e Learner Tien”. Djokovic sottolinea che “molti tennisti sono costretti a giocare senza pause, con impatti negativi per la salute e la carriera anche di chi oggi sta emergendo come le stelle italiane”.
La critica del serbo non risparmia la nuova generazione: “Ci lamentiamo del calendario, poi però accettiamo le esibizioni extra e perdiamo coesione. Dobbiamo lottare insieme — anche chi, come Sinner o Alcaraz, sta spingendo forte sul circuito”.
Rivalità con Sinner e Alcaraz: “Darò tutto per batterli, Musetti ha tutte le carte per emergere”
A proposito di rivalità, Djokovic non lesina elogi ai giovani: “Carlos Alcaraz e Sinner danno stimoli incredibili, sono il futuro. Spero di incontrare presto Jannik a Shanghai: so che al meglio dei tre set posso ancora dire la mia. E resto sicuro che anche Lorenzo Musetti potrà crescere moltissimo: è completo e il suo talento merita il massimo palcoscenico”. Accende la curiosità anche Learner Tien, giovane americano dal futuro brillante: “Seguo Tien, ha qualità rare e può essere una sorpresa delle prossime stagioni”.
Focus su salute e motivazione: “Non inseguo più il ranking, scelgo dove trovo gioia”
Il campione di Belgrado spiega di aver cambiato filosofia: “Se oggi sono ancora competitivo è perché scelgo con intelligenza dove giocare, badando a salute e motivazione. Non punto tutto sulla classifica. Non inseguo più punti o ranking. Metto la mia famiglia al primo posto e cerco la motivazione in ogni competizione”. Resta in dubbio la sua partecipazione alle ATP Finals di Torino: “Dopo Shanghai giocherò sicuramente ad Atene, poi vedrò se parteciperò a Torino. Deciderò solo all’ultimo”.
Il futuro del circuito: “Il tennis si costruisce insieme, dai veterani ai giovani”
Secondo Djokovic, la crescita del tennis mondiale dipende dal dialogo tra generazioni: “Non basta Sinner o Alcaraz a cambiare tutto, così come da soli non ce la farebbero Musetti, Tien o Paolini. Dobbiamo fare fronte comune per ottenere un circuito più equilibrato e umano. Voglio restare testimone e attore di questo cambiamento”.
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