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Terremoto in California. Scossa di magnitudo 4.3 nella Baia di San Francisco, epicentro a Berkeley
Oggi, lunedì 22 settembre 2025, la California è stata svegliata da una scossa di terremoto di magnitudo 4.3 con epicentro localizzato nei pressi di Berkeley, nell’area della Baia di San Francisco. Il sisma è stato registrato alle 2:56 di notte ora locale (le 11:56 in Italia), sorprendendo migliaia di residenti tra San Francisco, Oakland, San Pablo, Hayward e numerosi altri centri dell’East Bay. La scossa è stata percepita in modo netto anche a Santa Rosa e Santa Cruz, confermando l’ampiezza dell’evento.
Nessun danno, ma paura tra la popolazione
Fortunatamente, secondo le autorità locali e l’USGS, non si registrano al momento danni a persone o edifici, né feriti. Tuttavia, molti abitanti sono stati svegliati dalla scossa, con decine di segnalazioni sui social media e alle agenzie di emergenza locali per chiedere aggiornamenti e informazioni. La protezione civile californiana ha immediatamente escluso rischi di tsunami o repliche particolarmente forti nelle ore successive.
Uno degli aspetti più rilevanti dell’evento odierno è stata l’attivazione tempestiva dei sistemi di allerta rapida per i terremoti, ShakeAlert e MyShake. Entrambe le reti hanno avvisato la popolazione pochi secondi prima dell’arrivo della scossa, consentendo di adottare semplici ma fondamentali misure di autoprotezione: “Drop, cover and hold on”.
Un terremoto moderato, ma un utile promemoria per la preparazione
Pur trattandosi di un evento di magnitudo moderata per gli standard californiani, la scossa di oggi ricorda a tutti i residenti della regione quanto sia fondamentale essere sempre preparati e seguire le raccomandazioni delle autorità. La California resta infatti tra le aree a più alto rischio sismico del pianeta, con epicentri spesso vicini a zone densamente abitate.
Cosa sono i terremoti “supershear”: la minaccia nascosta sotto la California
A preoccupare l’area sono soprattutto i terremoti “supershear”. Secondo recenti avvertimenti pubblicati da autorevoli sismologi della USC Dornsife e citati sulle principali testate internazionali, questi sono eventi sismici in cui la rottura della faglia viaggia più velocemente delle onde sismiche stesse, generando scosse molto più violente e diffuse rispetto ai terremoti convenzionali. I terremoti supershear sono spesso paragonati al fenomeno del “boom sonico” generato da un jet supersonico: la frattura nella crosta terrestre supera la velocità delle onde di taglio (S waves), causando una sorta di “doppio colpo” per le comunità colpite. Il risultato? Un’onda d’urto più intensa e pericolosa, in grado di far tremare vasti territori con forza superiore alle attese.
Quanto sono frequenti e dove possono colpire
Contrariamente a quanto si pensava fino a pochi anni fa, i terremoti supershear non sono così rari in America: le ricerche recenti stimano che circa il 14% dei grandi terremoti di tipo strike-slip – come quelli possibili sulla Faglia di San Andreas – avvengono in questa modalità. La particolarità della California è proprio la presenza di numerose faglie mature e allungate, perfette per la propagazione di questo tipo di eventi distruttivi. Secondo gli scienziati della USC, l’area rischia diversi eventi di Magnitudo 7 o superiore nei prossimi decenni.
I rischi: perché sono considerati più pericolosi dei terremoti tradizionali?
Il pericolo principale dei terremoti americani supershear è la loro capacità di produrre scosse più violente proprio lungo la linea di faglia, coinvolgendo ampie fasce di territorio e persino superando le previsioni dei sistemi antisismici tradizionali. Questi terremoti possono danneggiare gravemente infrastrutture, edifici e servizi essenziali in zone densamente popolate. Gli attuali codici di costruzione americani, spiegano gli esperti, non sempre tengono conto delle caratteristiche specifiche dei supershear, che possono colpire con violenza direzionale.










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