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Lvmh Loro Piana in amministrazione giudiziaria: cosa è successo e perché

Lvmh Loro Piana in amministrazione giudiziaria: cosa è successo e perché

Il Tribunale di Milano ha disposto per Lvhm Loro Piana un anno di amministrazione giudiziaria. Il motivo sono le irregolarità emerse nella sua catena di fornitura.

Motivi dell’intervento giudiziario

  1. Sfruttamento lavorativo e caporalato
    Le indagini condotte dal pm Paolo Storari e dal Nucleo Tutela del Lavoro di Milano hanno rivelato che Loro Piana aveva esternalizzato la produzione (soprattutto giacche in cashmere) a fornitori, tra cui Evergreen Fashion Group, che a loro volta subappaltavano a laboratori cinesi con condizioni di lavoro illegali e degradanti.
  2. Bassi costi, alti margini
    Ogni giacca veniva pagata circa 80–100 € ai laboratori cinesi, per poi essere venduta in boutique tra 1 000 € e 3 000 €, generando margini enormi a discapito dei diritti dei lavoratori .
  3. Mancanza di controlli effettivi
    I giudici hanno individuato un “meccanismo colposamente agevolato” da Loro Piana, incapace di verificare adeguatamente le capacità organizzative e le condizioni operative dei fornitori.
  4. Violazioni gravi documentate
    Le ispezioni nei laboratori hanno accertato presenza di lavoratori in nero (10 clandestini su 21), orari fino a 90 ore settimanali, ambienti insalubri, alloggi abusivi, assenza di sicurezza e contributi non versati.

Conseguenze legali

  • Nessuna accusa penale diretta per Loro Piana o i vertici. L’azione riguarda solo la gestione per prevenire ulteriori abusi.
  • È stato nominato un amministratore giudiziario a cui è affidato il compito di controllare la supply chain e implementare procedure conformi alle norme.
  • La misura può essere revocata in anticipo qualora lo stabilimento e i fornitori si adeguino abolendo le pratiche irregolari (come già avvenuto per Dior, Armani e Valentino).

Il contesto più ampio

Negli ultimi 18 mesi il Tribunale di Milano ha preso provvedimenti simili nei confronti di Valentino, Dior, Armani e Alviero Martini, a seguito di scandali analoghi legati a catene produttive poco trasparenti. L’Italia, che rappresenta circa il 50 – 55 % della produzione globale di lusso, è finita sotto la lente dei magistrati per garantire che anche l’alta moda rispetti i diritti fondamentali dei lavoratori.

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