Minori e prodotti dannosi, Moige: "Rispettare le norme esistenti". Chiesti controlli e sanzioni
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Minori e prodotti dannosi, Moige: “Rispettare le norme esistenti”. Chiesti controlli e sanzioni

Minori e prodotti dannosi, Moige: "Rispettare le norme esistenti". Chiesti controlli e sanzioni | Rec News dir. Zaira Bartucca
Foto © Denys Shevchenko/REC NEWS

Si è svolta ieri presso la Sala Zuccari del Senato la conferenza stampa “Venduti ai minori”. L’incontro ha preso le mosse dallo studio – omonimo – promosso dal Moige e dall’Istituto Piepoli, e si è concentrato sul facile accesso dei giovanissimi a bevande alcoliche, gioco d’azzardo, cannabis, pornografia, videogiochi per adulti e prodotti contraffatti. Presenti, tra gli altri, anche il ministro per la Famiglia e la Natalità Eugenia Roccella, che Rec News ha intervistato a margine dei lavori (qui in basso).

Un problema, quello dell’accesso dei minori a prodotti sostanzialmente dannosi, speculare a un altro, che tuttavia non è ancora oggetto di indagine e sufficiente analisi. Se, infatti, si parla già moltissimo dei pericoli del web – e tra questi rientra l’accesso alla pornografia e a determinati videogiochi, su cui si concentra lo studio presentato – in molti casi fatica a cadere la cortina di omertà che riguarda gli adescamenti di minori. Su questo problema attuale e preoccupante il governo Meloni aveva fatto promesse roboanti, senza tuttavia andare al di là degli annunci relativi al decreto Caivano.

Abbiamo tentato di approfondire l’argomento con la dottoressa Elisabetta Scala, vicepresidente nazionale del Moige.

Oltre a quelli descritti nel vostro studio, esistono altri pericoli per i minori che riguardano gli adescamenti online. Non c’è solo il problema dell’accesso alla pornografia, ma anche il dramma legato alla pedopornografia.

Sulla pedopornografia la Polizia sta facendo moltissimo e le norme ci sono già. L’Agcom si sta impegnando affinché vengano applicati dei filtri, per esempio sui social, in grado di penalizzare l’accesso a determinati contenuti. I danni, comunque, rimangono gravissimi, e in questo periodo la Gran Bretagna sta pensando a misure ancora più stringenti.

C’è comunque poco per cui stare tranquilli, in questo come in altri ambiti.
Il web è anche il posto dove si accede facilmente alla cannabis. Dopo il via libera a quella “light”, molti giovanissimi sono convinti che si tratti di prodotti innocui, in realtà non è così. C’è una volontà di trasgredire.

Cosa manca in fatto di interventi?
Ci sono tuttora ambiti non normati, come cannabis e videogiochi.

Quali sono le vostre richieste alla Istituzioni?
Ancora una volta vogliamo ricordare alle Istituzioni che ci sono divieti che non vengono rispettati. Richiamiamo tutti alle loro responsabilità. Chiediamo inoltre che vengano rispettate le norme con controlli stringenti e sanzioni e che vengano apposti filtri ai contenuti dannosi.

I dati diffusi dal Moige

Il Moige, Movimento italiano genitori, per l’indagine condotta in collaborazione con l’Istituto Piepoli ha analizzato un campione di 1359 giovanissimi tra i 10 e i 17 anni. Alcol, fumo, gioco d’azzardo, pornografia, sono vietati per legge a chi non abbia almeno 18 anni, mentre per quanto riguarda la cannabis light e i videogiochi 18+ si registra un vuoto normativo, in quanto assente il divieto di legge e le relative sanzioni. Novità di quest’anno, l’analisi sulla conoscenza dei prodotti contraffatti. I dati confermano una vendita piuttosto diffusa di prodotti vietati tra i minori in Italia, nonostante i divieti di legge. La diffusione è legata alla facilità con cui riescono ad avervi accesso: i commercianti non verificano l’età di chi compra, e vendono senza problemi anche ad acquirenti palesemente al di sotto dell’età consentita.

“Come genitori, auspichiamo più controlli, sanzioni più severe, e una norma che metta il divieto ai minori per videogiochi18+ e cannabis light” – Commenta Antonio Affinita, Direttore Generale del MOIGE – L’impegno a proteggere i minori non può essere confinato solo in famiglia. È inaccettabile che attualmente non esista una legge che vieta la vendita di cannabis light ai minori così come una legge che regolamenti la vendita dei videogiochi 18+. È fondamentale una collaborazione attiva tra genitori, autorità competenti e commercianti e filiera produttiva. In primo luogo, i genitori devono avere una comunicazione aperta con i propri figli sulle ragioni per cui determinati prodotti sono vietati e sulla loro potenziale nocività. È, però, necessario che tutta la filiera produttiva si attivi per garantire che prodotti vietati e inadatti non vadano a finire nelle mani di minori. I distributori e produttori delle merci vietate devono fare la loro parte nel monitorare e controllare con rigore la loro filiera distributiva, così come le autorità governative devono intervenire rafforzando i controlli e le sanzioni per chi viola le leggi sulla commercializzazione di prodotti ai minori. Questo fenomeno rappresenta una sfida per la società, e richiede una risposta coordinata da parte di genitori, educatori, istituzioni, produttori e commercianti”. 

ALCOL – Il 96% del campione intervistato è consapevole del fatto che l’alcol può avere conseguenze nocive sulla salute. 3 intervistati su 4 affermano di averne parlato in famiglia e i genitori li hanno messi in guardia. 9 ragazzi su 10 dichiarano che anche i loro docenti hanno affrontato il tema in classe.  Ciononostante, più della metà dei minori intervistati (57%) ha bevuto alcol almeno una volta e il 4% lo fa abitualmente (il doppio del 2021, quando il dato era al 2%). I minori bevono alcol principalmente per sentirsi più energici e allegri (11%), rilassarsi (10%), ed essere più socievoli (6%). Gli alcolici vengono acquistati principalmente in locali e pub (12%), bar (5%), e supermercati (3%). Il 76% dei rivenditori non ha verificato l’età di chi comprava alcolici (nel 2021 era il 56%) e, anche quando avevano appurato che si trattava di un minore, il 46% ha venduto ugualmente la bevanda, un dato in aumento del 7% rispetto al 2021.

FUMO – Il 96% del campione intervistato sa che il fumo fa male, e che può comportare conseguenze serie e permanenti (85%). Questo dato indica un calo della consapevolezza da parte dei giovani se lo confrontiamo con il 2021, quando era al 93%. I giovani, quindi, sono più “indulgenti” verso questi prodotti, e il 30% (+7% rispetto al 2021) ha fumato almeno una sigaretta. Di questi, il 10% lo fa abitualmente, una percentuale che è il doppio rispetto all’ultima rilevazione. I minori fumano principalmente per curiosità (19%) e per rilassarsi (10%). Il 71% dei fumatori lo fa in compagnia. Il 53% ha solo provato o fuma occasionalmente, tra i fumatori, la maggior parte (28%) fuma tra 1 e 5 sigarette, ma il 7% arriva ad un intero pacchetto da 20 a giorno (nel 2021 era il 4%) e l’1% fuma anche oltre un pacchetto quotidianamente (dato rimasto invariato). In media, i ragazzi fumano di più nelle regioni del sud e nelle isole. Le sigarette vengono acquistate principalmente presso tabaccherie (47%) e distributori (18%). Il 33%, invece, le chiede ad amici. I minori che acquistano presso distributori automatici con controllo della tessera sanitaria utilizzano quella di amici più grandi (56%), o dei genitori o fratelli maggiori (32%). Nel 12% dei casi, invece, la verifica non era attiva (in leggero miglioramento rispetto al 2021, al 15%). Per quanto riguarda i negozi fisici, invece, il 64% dei venditori non ha verificato l’età (+2% rispetto al 2021), e 1 su 3 non ha negato la vendita anche sapendo che si trattava di un minore.

SIGARETTA ELETTRONICA – Il 33% degli intervistati ha fumato almeno una volta la sigaretta elettronica (nel 2021 era il 19%). A fumarla abitualmente è il 4% degli intervistati, a fronte di un 1% della precedente rilevazione. Il motivo che spinge a svapare è la curiosità (18%), la convinzione che sia meno dannosa delle sigarette tradizionali (12%), per rilassarsi (5%) e per smettere di fumare altri tipi di sigarette (5%). Il 3% (+2% rispetto al 2021) lo fa perché la fumano gli amici. Il 44% utilizza liquidi che contengono nicotina, e il 71% dei ragazzi dichiara che solitamente non viene chiesto loro il documento per verificare l’età (68% nel 2021). Nel 68% dei casi, il venditore non ha rifiutato la vendita, anche sapendo che si trattava di minori.

CANNABIS LIGHT E MINORI – Il 6% degli intervistati (+2%) ha provato cannabis light. Il 26% degli intervistati (+7%) la ritiene legale e che si possa fumare, il 17% (-2%) crede sia legale su prescrizione medica, il 24% (-9%) dichiara che si tratta di un prodotto da collezione non atto alla combustione. Il 33% (+3%), invece, la reputa illegale. Riguardo ai luoghi di acquisto della cannabis light risulta in diminuzione la quota di quanti, tra i rivenditori, hanno correttamente verificato l’età prima di consegnare il prodotto (24% +5%nel ’21), mentre è in aumento la quota complessiva di quanti, dopo la verifica, hanno effettivamente rifiutato di vendere il prodotto perché l’acquirente era minorenne (38% nel 2021 vs 33% nel 2023).

GIOCO D’AZZARDO – L’83% (-4% rispetto al 2021) dei ragazzi è consapevole del fatto che giocare spesso con giochi con vincita in denaro può avere conseguenze negative, ma solo il 47% (-9%) crede che queste possano essere serie e permanenti. Il 79% sa che questo tipo di attività è vietato ai minori di 18 anni, il 7% crede che l’età minima sia 16 anni, per il 5% è sufficiente avere 14 anni e per il 9% non è mai vietato. Il 18% (+4% rispetto al 2021) ha giocato almeno una volta presso agenzie per le scommesse, bar, tabaccherie, sale bingo, o altri luoghi simili. La tipologia di gioco più diffusa tra i minori è il gratta e vinci (37%), seguiti dalle scommesse sportive (21%), slot machine e superenalotto (entrambi 9%). Presso le attività commerciali, solo il 41% dice che sia stata controllata la sua età (con un miglioramento del 6% rispetto al 2021), il 57% dei gestori non si è rifiutato di far giocare un minore. 

VIDEOGIOCHI – Aumentano i giovani che giocano ai videogiochi, solo 28% dichiara di non giocarci mai (-10% rispetto al 2021). Il 32% gioca per oltre 2 ore al giorno (+4%), il 71% gioca collegato online (il 36% sempre o spesso). Il 36% gioca da solo, mentre il 34% con amici collegati online, il 20% con amici in presenza e il 3% con sconosciuti connessi in rete. I giochi preferiti sono quelli di azione e avventura (38%), ma anche sport (18%). Il device più utilizzato è lo smartphone (47%), seguito da console per videogiochi (37%). Il 38% dei minori intervistati ritiene che i giochi con contenuti violenti o volgari non abbia alcuna conseguenza sul proprio benessere mentale (+6% dal 2021). Il 10% (+2% dal 2021) crede che non esistano divieti per i giochi con contenuti violenti e volgari, e il 61% ammette di aver giocato almeno una volta con videogiochi vietati per la propria età (+5%). 

PRODOTTI CONTRAFFATTI – Solo 3 ragazzi su 10 sanno dare una corretta definizione di cosa sia una merce contraffatta. Il 74% sa che si tratta di un fenomeno globale, per il 5% si tratta di qualcosa circoscritto all’Asia. Il 71% sa che la contraffazione può interessare prodotti di ogni settore, mentre il 13% crede sia circoscritto alle categorie di lusso o all’abbigliamento. Il 79% dei ragazzi è consapevole che acquistando online ci si può imbattere in prodotti non originali, e che ad essere danneggiati sono i consumatori, le imprese, lo Stato e i lavoratori (opzione scelta dal 51%). L’8%, al contrario, ritiene che non venga danneggiato nessuno. Il 40% sa che usare questa categoria di prodotti può comportare conseguenze per la salute e per l’ambiente, ma il 35% pensa che l’acquisto di merce contraffatta non implichi nessuna sanzione o provvedimento, ma che si tratti solo di comportamenti scorretti. Ad 1 ragazzo su 2 è capitato di acquistare online non intenzionalmente un prodotto contraffatto.

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