Coinvolge due società, protagoniste in Mose e Pedemontana. Ciò che è peggio è che non servirà quasi a nulla, perché come ricordano molti sindaci dei Comuni lungo il tracciato, esso si limiterà a spostare più avanti le code del mare, senza risolvere i problemi di viabilità. Sfrutta il sedime di una strada già esistente, gratuita e già pagata dai cittadini, che sarà di fatto “privatizzata” a beneficio dei soli privati.
Si profila all’orizzonte un nuovo scandalo Pedemontana Veneta: una superstrada dal costo di 2 miliardi e 250 milioni giunta al colossale costo finale di oltre 13 miliardi di euro. Dieci miliardi di aumenti ingiustificati da coprire dalla fiscalità generale. Infatti i flussi di traffico in PDV sono risibili e garantiscono pedaggi irrisori.
I cittadini che avevano già pagato le strade pre-esistenti, ad esempio la Nuova Gasparona, si trovano ora danneggiati e beffati, per non aver più la precedente strada gratuita e per dover pagare salati pedaggi per l’attuale. Le conseguenze lungo PDV sono arcinote: superstrada vuota e viabilità minore presa d’assalto, con conseguente grave intasamento della viabilità.
Sponsor illustre della Via del Mare, non a caso, è stato Renato Chisso, l’ex assessore ai Trasporti di Zaia, poi arrestato e condannato per corruzione. In buona sostanza la Via del Mare serve ulteriormente ad affossare lo sviluppo del Veneto, imponendo un’ulteriore implicita tassa (pedaggio) in capo ad imprese e cittadini.
Secondo noi la Via del Mare va sistemata, messa in sicurezza e soprattutto mantenuta gratuita. Le promesse di Zaia, che ipotizza per i residenti sconti/esoneri sui pedaggi, si infrangono nel precedente di PDV, nella quale le promesse di sconti/esoneri sono state tutte disattese.
Insomma, con la Via del Mare si profila un secondo scandalo Pedemontana, opera peraltro in grave ritardo e che doveva essere terminata 8 anni fa. Ricordiamo che nel 2010 Zaia e Chisso dichiaravano alla stampa che: “Tra cinque anni la superstrada a pagamento sarà pronta: è confermata la gratuità dei pedaggi per i residenti entro tratte di 21 chilometri”.
Ad 8 anni da quando avrebbe dovuto essere pronta, la costruzione è ancora in corso e la gratuità dei pedaggi si è rivelata una bugia unicamente finalizzata ad estorcere il consenso per la realizzazione dell’opera. Oggi la storia si ripete.
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