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Farsi strada nel mondo delle aste dei rum pregiati, come investire e quali scegliere

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Farsi strada nel mondo delle aste dei rum pregiati, come investire e quali scegliere
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Non tutti lo sanno, ma tra tutte le possibilità di investimento esiste un mercato in forte crescita che ha scalzato le criptovalute, l’antiquariato e tutte quelle formule di accrescimento dei propri risparmi tradizionali. Parliamo dei rum e di un segmento considerato sicuro per un semplice fatto: non è ancorato a nessuna volatilità, per entrarci basta poco e non ci sono rischi di perdite. Investire nei rum ha inoltre dalla propria un prezioso alleato: il tempo. Acquistare un distillato di qualità e lasciarlo invecchiare, può regalare grandi soddisfazioni nel giro di qualche anno. Fin qui tutto liscio, ma non tutti i rum sono uguali e non tutti possono garantire un ritorno economico. Vediamo quindi come ci si può orientare e dove si può comprare e vendere.

Le piattaforme di trading di distillati

Secondo le statistiche di settore, in Italia le bottiglie pregiate di rum acquistano un valore medio del 30% ogni anno. Si moltiplica il loro valore e assieme a questo crescono i luoghi in cui ci si può dedicare alla compravendita di questi preziosi distillati: un esempio è Rum Trades, piattaforma italiana che opera sui mercati internazionali che esamina ogni singola bottiglia per garantire qualità e sicurezza nell’acquisto.

Quale rum scegliere

Si ma quale rum scegliere? La scelta è vasta e non sempre è facile orientarsi. Su Rum Trades sono presenti anche i distillati Tabai, prodotti di eccellenza che abbiamo già avuto modo di presentare e che rappresentano una garanzia in termini di ritorno economico. Le proposte dell’etichetta Made in Italy sono svariate e tutte interessanti: dai nuovi Rum Garras De Dragon ai Rum del Diablo Cojuelo, per arrivare agli intramontabili Rum del Vaticano e Rum del Presidente invecchiati cinque anni con un valore che di anno in anno sta lievitando di circa il 40%.

Farsi strada nel mondo delle aste dei rum pregiati, come investire e quali scegliere | Rec News

Consigli per neofiti

Tra i rum Tabai e tra i suoi prodotti vinicoli in generale, se si vuole ulteriormente sfruttare le tendenze del momento bisogna concentrarsi sulle Riserve, sulle edizioni limitate e sulle confezioni in legno incise, considerate molto attrattive anche nei mercati esteri. Si tratta di collezioni rare e di prestigio con prezzi in forte crescita: investire oggi in una bottiglia che ha un costo di 650 euro, significa rivenderla nel giro di qualche anno a migliaia di euro.

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Due rum “top gamma” su cui investire prima della fine dell’anno

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Due rum "top gamma" su cui investire prima della fine dell'anno
Sponsorizzato. Consuma alcolici in maniera responsabile. I minori non devono acquistare e assumere bevande alcoliche

Se fossero un’auto, sarebbero due “top di gamma”. Invece sono i rum tra i più pregiati del momento che dalla loro uscita solleticano l’interesse degli investitori e, ovviamente, degli estimatori di distillati di lusso. Parliamo del Rum del Presidente e del Rum Garras de Dragon, entrambi dell’etichetta Tabai. Il secondo non ha quasi bisogno di presentazioni: tra le proposte più giovani dell’azienda vinicola, la sua storia misteriosa ha catturato il mercato nazionale e i mercati esteri.

Si tratta di un distillato pregiato radicato nella Repubblica Dominicana, luogo che per tradizioni e credenze continua a produrre elisir che sono considerati dei toccasana. Anche il rum del Presidente arriva, in purezza, dallo stesso luogo. Prezioso liquido ambrato dai sentori del legno e dalle note agrumate e vanigliate, se si riesce a tenere la bottiglia intatta, custodita nella sua scatola di legno, può rappresentare un ottimo investimento.

Due rum "top gamma" su cui investire prima della fine dell'anno: il rum del presidente e il rum garras de dragon Tabai

E’ piuttosto facile entrare nel settore del trading di rum ma, come per molte altre forme di investimento, il tempo da alleato può trasformarsi in un’insidia. Come saprà infatti chi gravita nel settore, gli ultimi mesi dell’anno sono sempre i più infuocati, perché è in questo periodo che si possono concludere gli acquisti più vantaggiosi e accaparrarsi bottiglie che nel giro di qualche mese – col nuovo anno – possono avere un valore anche raddoppiato, come nel caso dei rum Tabai. E’ necessario, dunque, essere tempestivi e selettivi e tenere d’occhio i prezzi.

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La storia dell’elisir di longevità preferito dalla Regina Elisabetta

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La storia dell'elisir di longevità preferito dalla Regina Elisabetta
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Della Regina Elisabetta nelle ultime settimane si è detto davvero di tutto, ma forse non che una delle sue abitudini era quella di concedersi – in tarda mattinata prima del pranzo – qualche sorso di grappa con ghiaccio e limone. Questo elisir che si ricava dalla vinaccia delle uve vinificate ha, del resto, contribuito a fare la storia dei reali britannici. Nel 1953, proprio in occasione dell’incoronazione di Elisabetta II, i sovrani inglesi iniziano una partnership che dura fino a oggi con la storica distilleria Nardini (nata nel 1779) che contribuisce a far conoscere questo distillato squisitamente italiano nel resto del mondo.

Le declinazioni per indicare la grappa nel nostro Paese sono davvero tante: in Lombardia si chiama “gregia”, in Piemonte “branda”: di regione in regione, c’è chi la preferisce fruttata e arricchita da erbe e chi pura, ma quello che accomuna tutte è la lavorazione tradizionale che avrebbe radici antichissime: una leggenda attribuisce infatti la nascita di questo distillato a un legionario romano del I secolo a.C., che avrebbe importato dall’Egitto le tecniche di distillazione apprese.

La storia dell'elisir di longevità preferito dalla Regina Elisabetta

Luigi Papo, storico, fa risalire la prima produzione vera e propria al 511 d.C. e la colloca in Friuli, dove le tecniche di distillazione del sidro di mele vennero usate anche per le vinacce. In epoca moderna è la Distilleria Nardini a iniziare la produzione di massa, introducendo il metodo di lavorazione “a vapore”. Fino a giungere ai giorni nostri, quando la grappa è diventato un accompagnamento da dessert consolidato, un oggetto da collezione, una bottiglia da farsi consegnare a domicilio o un’idea di regalo natalizio che non tradisce le aspettative.

La storia dell'elisir di longevità preferito dalla Regina Elisabetta - nell'immagine Grappa Tabai Barbaresco

Certo, non tutte sono uguali e orientarsi non sempre è facile: il consiglio è sempre quello di affidarsi a etichette Made in Italy che puntano tutto sulla qualità come l’azienda vinicola Tabai. Due opzioni che mettono davvero tutti d’accordo sono la Grappa Gran Riserva Barolo ad edizione limitata del 2015 in confezione di legno inciso (con un prezzo che si aggira sui 750 euro) e la Grappa di Barbaresco Gran Riserva Cuvée, sempre dell’annata 2015.

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Auto aziendali elettriche, “tendenza in crescita”

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È in crescita il trend delle auto elettriche aziendali, almeno stando ai numeri che riguardano i primi sei mesi del 2022. La situazione, però, presenta luci e ombre: infatti le vendite a livello europeo rimangono su livelli non troppo alti, a dispetto degli incentivi che da qualche anno a questa parte sono stati offerti in vari Paesi europei. Se è vero che nel 2035 non potranno più essere vendute auto a diesel o a benzina, quindi, per il momento l’obiettivo appare ancora lontano. Il discorso è diverso, però, per le vetture elettriche aziendali.

Infatti in questo caso il comparto delle flotte ha cominciato a prestare molta attenzione, sia per il presente che in una prospettiva futura, alla mobilità a emissioni zero. Sono in aumento gli investimenti destinati ad aggiornare le flotte puntando sulle auto elettriche. Nel primo semestre di quest’anno sono aumentate le vendite a livello europeo di veicoli elettrici aziendali, con i numeri che dimostrano quanto tutto il settore sia attirato da questa tipologia di auto. Insomma, il settore va verso una graduale elettrificazione.

Una soluzione intelligente può essere senza dubbio quella del noleggio auto aziendali a breve termine, magari attraverso i servizi che vengono offerti da Maggiore.it. Questo, infatti, è il partner migliore a cui si possa fare riferimento, per esempio per consentire ai dipendenti di viaggiare durante le loro trasferte di lavoro a bordo di veicoli nuovi, sicuri e all’avanguardia. I pro che il noleggio offre in confronto all’acquisto sono noti, dal punto di vista economico ma non solo: per un’azienda, questa soluzione consente di non immobilizzare il capitale e di non dover stanziare cifre esagerate per l’acquisto di veicoli che, nel giro di breve tempo, sono destinati a svalutarsi. Il noleggio, inoltre, assicura un turnover dei mezzi a disposizione, il che vuol dire poter contare sempre su veicoli performanti e in linea con le esigenze che ci si propone di soddisfare.

Nel novero delle vetture elettriche aziendali, a guidare il mercato a livello europeo è il Gruppo Volkswagen, che può vantare un market share del 24%, tenendo conto non solo del marchio Volkswagen, ma anche di Porsche, di Cupra, di Skoda e di Audi. Per il colosso tedesco, in effetti, le flotte aziendali sembrano costituire uno dei più importanti ambiti per lo sviluppo e la crescita di una gamma di veicoli elettrici aziendali che pare espandersi sempre di più.

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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