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OPINIONI

Non ci toglierete mai il Natale

Un documento (che doveva rimanere riservato) che invita a non menzionare il Natale, a censurare i nomi Cristiani e a parlare come ritiene opportuno la Commissione europea. L’Istituto Luce e perfino il Grinch avrebbero avuto molto da imparare

Non ci toglierete mai il Natale | Rec News dir. Zaira Bartucca

Un documento (che doveva rimanere riservato) che invita a non menzionare il Natale, a censurare i nomi Cristiani e a parlare come ritiene opportuno la Commissione europea. L’Istituto Luce e perfino il Grinch avrebbero avuto molto da imparare da Ursula Von der Leyen, dal Commissario Helena Dalli e dal loro papello di 34 pagine sul buono e giusto parlare. Una comunicazione talmente “inclusiva”, quella promossa dai vertici dell’Unione e dal documento Union of Equality, che azzoppa selettivamente cioè che rappresenta la Cristianità e le sue Feste, guarda caso senza riservare pari trattamento ad altre religioni.

Una comunicazione ai limiti che apparentemente è stata ritrattata, ma c’è da immaginarsi che le aziende (per esempio quelle che sono corse a inserire le mascherine nelle loro pubblicità, così, giusto per rasserenare) e il mainstream non perderanno occasione per adeguarsi comunque. Anche i film, perché no, prevedendo battute ben calibrate dove le parole che non piacciono alla Von der Leyen vengono debitamente depennate sotto fiumi di inchiostro rosso, e poi – ovviamente – sostituite. Dall’esperienza del Minculpop, del resto, c’è molto da imparare, e i suoi principi stanno già trovando pronta applicazione nelle dichiarazioni del senatore europeista Mario Monti, secondo cui l’informazione andrebbe “somministrata” in maniera “meno democratica”. Come se fosse una dose di olio di ricino o di vaccino obbligatorio.

Ma per quanto i gerarchi dell’Agenda 2030 si diano da fare per spostare sempre più in là l’asticella che divide la dittatura conclamata dai principi democratici – e la Libertà di espressione è uno di questi – una cosa è certa. Non cancelleranno mai il Natale, il piacere di aspettarlo, prepararlo, festeggiarlo. Nominarlo. A bassa e ad alta voce, in privato e in pubblico, in un discorso o in una canzone che parla di Gesù, di come è venuto al mondo e perché. Nessuno sarà in grado di cancellare la gioia e il calore di questa Festa Cristiana che fa stare insieme, riunisce e riappacifica. Che rappresenta un’occasione di condivisione non solo per chi crede, ma per tutti. Un qualcosa che – certo – forse dispiace a chi vede nell’altro un contagiato, a chi non è in grado di provare emozioni e pensa che il futuro sia roba da transumanisti. Ma la lotta, oggi, passa anche da qui: restare umani e preservare le proprie Tradizioni. Buon Natale, Ursula.

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