Amministrative Roma, presentata la coalizione a sostegno di Rinascimento


La Capitale immaginata da Michetti è una città avanzata, dalla burocrazia snella e funzionale, pulita, con una giunta competente e impegnata a risolvere i problemi del territorio e della popolazione. La parola “cittadino”, del resto, il candidato a sindaco la nomina tante volte



ROMA – Si è tenuta a Palazzo Ferrajoli la conferenza stampa di presentazione della coalizione che sosterrà Rinascimento alle prossime amministrative. In corsa in qualità di sindaco Enrico Michetti, che punta su un assessore alla Cultura d’eccezione, “il meglio – dice – che si può avere in questo settore”, cioè il critico d’arte Vittorio Sgarbi. In loro supporto e del resto della squadra i partiti Cambiamo, Democrazia del Popolo, Rivoluzione Animalista e Cantiere Italia.



Una nuova Roma, “a misura di cittadino”

La Roma immaginata da Michetti risponde all’immagine di una città avanzata, dalla burocrazia snella e funzionale, pulita, con una giunta competente e costantemente impegnata a risolvere i problemi del territorio e della popolazione. La parola “cittadino”, del resto, il candidato a sindaco la nomina tante volte, come non si sentiva da tempo. E’ sulle basi della sue necessità – dice – che va rivista la pubblica amministrazione. Il digitale – avverte – non significa necessariamente semplificazione. Vanno rispettati i tempi per la gestione delle pratiche, non possono essere eterni. Il personale deve essere costantemente formato e aiutato da linee di indirizzo. Questa città entro sei mesi dovrà normalizzarsi perché Roma – è la stoccata lanciata a chi pensa a un’emergenza eterna – ha bisogno di normalità. Sul Green Pass, del resto, la posizione del candidato a sindaco è chiara: “Sono contrario – ha detto – a qualunque tipo di obbligo, e lo dico da bi-vaccinato. Scienziati più o meno presunti hanno fatto di tutto per confondere le idee, ma la verità è che ognuno ha le proprie convinzioni e non per questo deve essere messo all’angolo. Rispettiamo la democrazia”, è l’appello trasversale lanciato da Michetti, che vuole improntare la sua campagna elettorale ad un clima di “unione, non di divisione. Sarò un pacificatore”, ha promesso. “Noi non creeremo divisioni, né faremo come quelli che anziché riempire le campagne elettorali di contenuti le riempiono di insulti verso l’avversario politico. Non è il nostro stile”. Governare una città complessa come Roma, del resto, richiede equilibrio, soprattutto dopo le ferite inflitte dalla gestione pentastellata, che lascia un territorio inghiottito dal degrado urbano e non solo. “Chi viene a Roma – è l’auspicio di Michetti – deve avere la certezza di avere un lavoro e, per gli imprenditori, di creare occupazione. Al centro ci deve essere la ripartenza di Roma. Non faremo sconti a nessuno quando andremo a vedere i conti, e non proteggeremo i privilegi. Abbiamo le persone, la coalizione e l’imprimatur giusto. Il nostro sarà un Esecutivo di altissimo livello, composto solo da fuoriclasse”.



La genesi del partito e la sua collocazione

Nel corso del suo intervento, Vittorio Sgarbi ha invece raccontato la genesi del partito, e a come si è giunti al “Tridente” per Roma. Il critico d’arte ha aperto, nel corso del suo intervento, ai big del centrodestra, senza però dimenticare “l’opacità elettorale” di quei leader che si stanno appiattendo su posizioni uniche. Lacune che Rinascimento si propone di colmare, intercettando i delusi e confusi e rispondendo a suon di programmi chiari. E’ una “Roma inclusiva” quella di cui si è parlato a Palazzo Ferrajoli, che però non ha paura di dire, come ha riferito Sgarbi, “siamo per la mamma e il papà”.


La coalizione a sostegno

Da chiarire come si concilieranno – nell’ambito della coalizione – le diverse posizioni di Michetti e Sgarbi e di Giovanni Toti (Cambiamo). Se, infatti, in queste ore infuria la polemica per le recenti uscite poco felici del governatore della Liguria su chi non si è voluto o potuto vaccinare, la posizione di Rinascimento sulla libertà di scelta è chiara. La riassumono bene le dichiarazioni del candidato a sindaco sul Green Pass, ma anche un recente post di Sgarbi: “Il vaccino – ha detto in un post di Facebook – è obbligatorio solo in Turkmenistan”, citando un Paese che certo non è un faro di democrazia.

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