La Guerra Fredda contro la Russia si gioca sul terreno dell’informazione (manipolata)


Meno male che le Fake News le confezionavano gli altri. Dal “furgone inaccessibile” alle Autorità che non si sono accorte di 15 velivoli ad ampia capienza, cosa non torna nella narrazione dei complottisti di sistema



Meno male che le Fake News le confezionava la Russia. La fantasia sembra non mancare nemmeno al mainstream, che da settimane si produce in tripli salti carpiati con avvitamento per tentare di restituire l’immagine di un Putin dalla vita sociale degradata e dal passato pieno di ombre. Che diventa – nella mente dei complottisti di sistema che lo vedono ovunque – il mandante di un’azione di spionaggio in salsa sanitaria che avrebbe toccato Bergamo, i medici russi venuti in soccorso dell’Italia, le basi NATO “da proteggere” e le Autorità militari che non si erano accorte di 15 velivoli ad ampia capienza che atterravano a Pratica di Mare.


Sono questi gli ingredienti di un lungo articolo (furbescamente riservato agli abbonati) di un sito-quotidiano che tenta di far passare l’idea che i 106 medici russi atterrati in Italia non fossero qui per aiutare, ma per elaborare in gran segreto lo Sputnik. E i vaccini – affermano i detrattori del personale sanitario altamente specializzato – non sarebbero serviti a salvare vite umane (narrativa che piace a certa parte politica ma che in questo caso non sarebbe tornata utile) ma ad intavolare una guerra commerciale caratterizzata da una corsa a chi arriva prima.


Come fa la testata a giungere alla conclusione che ci fosse questo “piano segreto”? A partire da “cinque furgoni inaccessibili agli italiani”, che avrebbero contenuto le strumentazioni per elaborare il vaccino made in Russia a partire dal materiale refertato in Italia. In realtà, tra le unità di supporto giunte in Italia – come scritto dettagliatamente da Rec News – figuravano anche un laboratorio di analisi mobile, tre complessi per la sanificazione di ambienti e mezzi, tre stazioni di sanificazione di ambienti e superfici e due macchine per l’analisi dei tamponi rapidi. Il fatto che alcuni di questi mezzi attrezzati (non “furgoni”, che sa di appostamento) fossero “inaccessibili”, sarebbe inoltre presto spiegato con l’ovvia necessità di proteggere il materiale sanitario da contaminazioni. E a testimonianza del fatto che il contingente russo fosse ben accetto e ben visto ci sono, inoltre, le collaborazioni ripetute con l’Esercito Italiano, con la Regione Lomabardia e e con la stessa Asl lombarda, che sono andate avanti serenamente fino ad aprile inoltrato.



C’è da dire che il tentativo di sminuire la qualità del supporto offerto dai russi è iniziato lo scorso anno. Ora la questione si ripresenta con urgenza perché un certo universo progressista crede di intravedere in Giuseppi un avversario politico in grado di spostare voti. Ecco allora che Conte diventa quello che “favorì Putin” (mentre prima il filo-russo era Salvini) appunto dando modo ai sovietici di approntare in gran segreto il loro preparato anti-covid e rispondendo favorevolmente alla proposta di aiuto inviata dal presidente della Federazione. In quelle settimane concitate, però, erano stati accolti anche gli albanesi (tale è il marito dell’allora sottosegretario agli Esteri Emanuela Del Re), i cubani (che poi sono stati selezionati per un concorso pubblico ad orologeria) e i cinesi, “gli angeli” delle mascherine ultra-slim che in alcuni casi si sono rivelate contaminate. Questi ultimi si sono trattenuti per settimane su suolo italiano, ma questo non basta a concludere che pensassero al vaccino made in China mentre infilavano le mascherine anche nelle buche delle lettere.


Non sono mancate le reazioni all’articolo. Non solo quelle entusiastiche della stampa di matrice berlusconiana ormai perfettamente allineata all’altra parte, ma anche quelle critiche di fonti vicine al Cremlino. “Uno dei giornali più popolari in Italia che promuove l’agenda di sinistra – scrive il Network di Analisi militare AHHA – ha pubblicato un articolo in cui ha cercato di presentare l’assistenza russa fornita all’Italia un anno fa nella lotta al coronavirus come operazione di intelligence russa. Il giornale – ricordano dall’organo di informazione – afferma che l’accordo sull’arrivo dell’esercito russo non è stato concordato né con il ministero degli Esteri né con i generali” e che “gli italiani avrebbero ignorato cosa fosse stato scaricato da 15 aerei militari”. In realtà il 21 marzo era avvenuto un primo contatto telefonico tra il presidente russo e l’allora capo di governo italiano. Qualche giorno dopo la Farnesina, pur senza ringraziare esplicitamente del supporto ricevuto, parlava di “Materiali e capacità giunte dalla Russia” che “sono stati ampiamente descritti e documentati con la consueta trasparenza da parte delle istituzioni”. Ma allora dov’è l’inganno? Dove la spy-story? AHHA un’idea ce l’ha, ed è connessa a quello che definisce il “business high-tech dei vaccini”. Si tratti di preparati sperimentali da piazzare, del Conte riesumato o di qualcosa che non è andato giù dopo l’incontro-scontro con Joe Biden, fa tutto parte del genere letterario anti-Putin sempre e comunque. E tanto basta.

0
Cosa ne pensi?x

Iscriviti alla nostra Newsletter!


5 2 votes
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
error: Vietata ogni tipo di copia e di riproduzione

Consigliati

Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.