Si ristabilisca la Democrazia

di Mille Avvocati per la Costituzione

Illustrissimi signori Presidenti, facciamo appello alla Vostra autorevolezza, alle Vostre funzioni, al Vostro senso di responsabilità ed al Vostro animo affinché impediate la protrazione di una condizione altamente lesiva dei diritti fondamentali e dell’ordinamento democratico, presidiando la difesa della Patria contro eventi che potrebbero sovvertirne la struttura (articolo 52 della Costituzione) e pretendendo anche dagli organi di Governo la fedeltà alla Repubblica e l’osservanza della Costituzione e delle Leggi (articolo 54 della Costituzione), nel rispetto dell’articolo 139 della Costituzione che stabilisce che la forma Repubblicana non può essere modificata in nessun modo.


La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione non è un predicato del passato, così come attuali rimangono forme e limiti del suo esercizio, che si manifestano attraverso le forme parlamentari e le istituzioni democratiche limitate da precisi confini di attribuzione e di competenza, in un equilibrio tra pesi e contrappesi che non consentono a nessuno di rovesciare l’ordine democratico e di sostituirsi ai rappresentanti direttamente eletti dal Popolo nella definizione dell’interesse collettivo. È necessaria rigorosa vigilanza per il rispetto della Costituzione e della Legge perché il cittadino da solo è indifeso e necessita di appoggiarsi a Voi, alle Istituzioni, con la fiducia di essere liberato – presto o tardi – da una condizione transitoria, e di non essere nuovamente catapultato nell’incubo emergenziale perenne, senza fine, normalizzato.



La proroga dello stato di emergenza oltre il 31 luglio 2021 sarebbe illegittima poiché in violazione di legge e penalmente illecita quale delitto plurioffensivo, anche contro la personalità dello Stato. Un’ulteriore proroga, oltre a dare una chiara chiave di lettura su provvedimenti passati, per natura e contesto costituirebbe incontrovertibile usurpazione di un potere politico, in particolare della funzione legislativa che il Governo continuerebbe ad esercitare indebitamente, rendendosi responsabile del delitto di cui all’articolo 287 del codice penale. E per loro natura e contesto costituirebbe origine di ulteriore grave danno economico e sociale per il Paese, contribuendo all’intimidazione della popolazione e costringendo i poteri pubblici a compiere o ad astenersi dal compiere atti propri, nonché a destabilizzare le strutture politiche fondamentali, costituzionali, economiche e sociali della Repubblica, commettendo quelle condotte eversive e terroristiche come definite dall’articolo 270 sexies del codice penale.


Si configurerebbero, infine, responsabilità civilistiche e contabili con diritto al risarcimento di milioni di cittadini, per l’inadempimento del dovere di rimozione di ogni ostacolo di ordine sociale ed economico che violi il diritto di uguaglianza ed impedisca la realizzazione della persona umana – sia come singolo sia nelle formazioni cui appartiene, come voluto dagli articoli 2 e 3 della Costituzione – nonché per la concreta lesione dei diritti fondamentali e personalissimi quali la libertà personale, la libertà di circolazione, il diritto di riunione e manifestazione del pensiero, il diritto di culto, il diritto al lavoro, il diritto al ricorso in giudizio, il diritto alla pratica o partecipazione a manifestazione artistiche, teatrali, culturali o sportive, i diritti politici, il diritto all’istruzione, i diritti di iniziativa economica e di proprietà.


La proroga dello stato di emergenza oltre il 31 luglio 2021 sarebbe altresì illogica ed inattuabile perché, da una parte, il termine “emergenza” presuppone necessariamente una fase transitoria, trascorsa la quale opererebbe una immediata riduzione in pristino della condizione ordinaria preesistente (non essendo logicamente accettabile che l’emergenza diventi endemica, nel senso di condizione eccezionale permanente oltre i limiti che la legge stabilisce per la definizione di “emergenza” transitoria) mentre, dall’altra, tale “proroga” consentirebbe la protrazione dell’esercizio di “mezzi e poteri straordinari” in capo al Governo benché in assenza della necessità concreta di una nuova dichiarazione dello stato di emergenza sanitaria, valutata l’attuale intensità ed estensione del contesto di rischio (che rivela da molte settimane un calo dei contagi, dei ricoverati e dei decessi per Covid-19) e le previsioni ottimistiche del Commissario Straordinario di successo della campagna vaccinale, ormai prossima al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza prefissati.


La proroga dello stato di emergenza oltre il 31 luglio 2021 costituirebbe, infine, la dimostrazione del fallimento dell’operato del Governo, a cui è stata conferita una delega chiara, speciale e determinata. L’incapacità oggettiva del Governo non potrebbe costringere i cittadini, dopo il 31 luglio 2021, ad essere sottoposti innanzi alla inaccettabile scelta tra l’obbedir a norme basate su una condizione illecita fondata su un interesse collettivo mai discusso oppure violare in proprio danno una norma costituzionale, che coincide con il proprio interesse personale, perché, a prescindere che la scelta cada sull’una o sull’altra alternativa, si porrà ciascun individuo nel conflitto etico e giuridico di rispondere comunque di una inosservanza, calpestando in tal modo la dignità delle persone che prima ancora di essere cittadini sono esseri umani.


Tutto ciò esposto e denunciato facciamo appello alle SS.LL. affinché, ciascuno per le proprie competenze, desista o impedisca la proroga, in qualsiasi modo, in fatto o in diritto, direttamente o indirettamente, dello stato di emergenza e auspichiamo, pertanto, che lo Stato italiano, attraverso l’opera delle SS.LL., non avalli oltremodo tale pratica, per tornare dal primo agosto 2021 a riconoscere, garantire e tutelare i cittadini e l’ordinamento democratico con l’attuazione di politiche di contrasto a qualunque esigenza sanitaria fuori da una condizione emergenziale e dentro il perimetro dell’azione costituzionale consentita. Se così non fosse, se quindi si estendesse l’emergenza sanitaria oltre il consentito e contro la legge, non esiteremo a denunciare il gravissimo abuso foriero di responsabilità politica, morale, sociale e penale, conducendo, negli anni e nei decenni, in ogni sede, nazionale e internazionale, la nostra battaglia in difesa del popolo, della patria e della libertà.

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