Seguici

© Rec News -

del

Il CCDU, Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani, un’organizzazione di denuncia degli abusi in campo psichiatrico, ha tenuto un webinar sulla PAS – Parental Alienation Syndrome o Sindrome da Alienazione Genitoriale. Si tratta di una diagnosi controversa che, contrariamente a quanto stabilito in numerose sentenze e ordinanze della Corte Suprema, viene sovente utilizzata, opportunamente camuffata, nei tribunali italiani per giustificare l’affidamento di bambini al multimilionario sistema dell’assistenza minorile.

Continua a leggere dopo le foto

La PAS è una presunta malattia mentale, non riconosciuta nemmeno dal pur fantasioso DSM (l’elenco ufficiale dei disturbi psichiatrici). I giudici supremi, nel ribadire che essa non sia utilizzabile per stabilire l’inadeguatezza genitoriale, ha chiarito come non si possa nemmeno fare ricorso a principi riconducibili alla PAS pur senza nominarla. Le numerose implicazioni di questo fatto sono state analizzate sotto il profilo politico, medico e legale dall’Onorevole Veronica Giannone, Segretario della Commissione Parlamentare Infanzia e Adolescenza; la Dott.ssa Maria Serenella Pignotti, Pediatra e Medico Legale di Firenze; e l’Avv Enrico Del Core, Presidente del CCDU.

La vicenda della PAS ricorda, mutatis mutandis, quella del plagio, un reato che puniva chi sottoponeva una persona al proprio potere riducendola in uno stato di completa soggezione: l’atto commesso dal genitore alienante sarebbe paragonabile al plagio, mentre la sindrome sarebbe la fantomatica malattia di cui soffrirebbe il bambino.  Il reato di plagio fu abolito dalla Corte Costituzionale nel 1981 con argomentazioni che sembrerebbero potersi applicare anche alla PAS.

La nostra Costituzione, art 25, prevede infatti il cosiddetto principio di tassatività della fattispecie, secondo il quale un fatto penale deve essere individuato dettagliatamente nei suoi estremi. La norma penale cioè, deve individuare gli estremi del reato in modo che si possa desumere con precisione ciò che è lecito e ciò che è vietato. Viceversa, nel caso del plagio (come in quello della PAS), non si conoscono infatti – né sono accertabili – i modi con i quali si può effettuare l’azione psichica del plagio né come sia raggiungibile il totale stato di soggezione che qualifica questo reato, né se per l’esistenza di questo stato sia necessaria la continuità dell’azione plagiante, quali condizioni possano porre fine al plagio ecc.

Secondo il CCDU, la mancanza di riscontri diagnostici strumentali oggettivi che caratterizza le cosiddette diagnosi psichiatriche, unite alla loro natura soggettiva e arbitraria, è tale da non poter loro conferire valore probante in un tribunale. I giudici dovrebbero attenersi ai fatti – ciò che può essere dedotto da prove oggettive e inconfutabili (registrazioni, foto, analisi di laboratorio, testimonianze ecc.) – non a fantomatiche e fantasiose pseudo diagnosi.

*Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani

elezioni politiche rec news dir. zaira bartucca
Continua a leggere
1 Commento

1 Commento

  1. GESEFI

    3 Giugno 2021 at 15:04

    Sono proprio le prove oggettive ed inconfutabili che vengono letteralmente ignorate in molti Tribunali ed anche in molte associazioni… proprio quando ci si convince a priori che l’Alienazione Genitoriale debba passare obbligatoriamente attraverso una scansione diagnostica di tipo psichiatrico per essere realtà (comunque è presente su DSM: compare già nel DSM IV nell’Asse V tra i Problemi Relazionali Genitore-Figlio; focalizzata meglio nell’ edizione del DSM 5 all’interno della nuova categoria dei Disturbi Relazionali, in quanto fenomeno che origina da una patologia della relazione sotto altra descrizione). Infatti l’A.G. non avendo caratteristiche puramente psichiatriche, finisce per essere etichettata negativamente come totalmente inesistente, ovvero una pseudo diagnosi fantomatica priva di fondamento, quando invece la realtà raccoglie innumerevoli casi strazianti, documentati e documentabili. Gesefi .

You must be logged in to post a comment Login

Leave a Reply

Annulla risposta

LETTERE

Lo studio che getta una nuova luce sulle diagnosi psichiatriche

di CCDU*

© Rec News -

del

Lo studio che getta una nuova luce sulle diagnosi psichiatriche

Un nuovo studio, pubblicato da Psychiatry Research, ha concluso che le diagnosi psichiatriche sono prive di valore scientifico nell’identificare specifici disturbi mentali. Lo studio, condotto da ricercatori dell’Università di Liverpool, ha compreso una dettagliata analisi di cinque capitoli chiave dell’ultima edizione del DSM – il manuale dei disturbi mentali – e precisamente: schizofrenia, disturbo bipolare, disturbo depressivo, disturbo da ansia e disturbo dovuto a trauma. I manuali diagnostici come il DSM furono creati con lo scopo di fornire un linguaggio diagnostico comune ai professionisti della salute mentale, tentando di sviluppare un elenco definitivo dei problemi mentali, incluso i loro sintomi. 

Continua a leggere dopo le foto

Il risultato dello studio si riassume in questi punti: 

  • Tutte le diagnosi psichiatriche portano a prendere decisioni seguendo regole diverse 
  • C’è un enorme grado di sovrapposizione di sintomi tra le diverse diagnosi 
  • Quasi tutte le diagnosi mascherano il ruolo giocato da eventi traumatici e negativi 
  • Le diagnosi dicono molto poco sul singolo paziente e sul trattamento che necessiterebbe 

Gli autori concludono che l’etichetta diagnostica rappresenta un sistema categorico falso. Nelle parole del Dr. Kate Allsopp, coordinatrice del gruppo di ricerca: “Sebbene le etichette diagnostiche creino l’illusione di una spiegazione, esse sono prive di significato scientifico e possono creare stigma e pregiudizio. Spero che questo studio possa incoraggiare i professionisti della salute mentale a pensare al di là delle diagnosi e prendere in considerazione spiegazioni per il malessere mentale, come ad esempio traumi e altre esperienze di vita negative.” 

Secondo il Prof. Peter Kinderman, dell’Università di Liverpool: “Lo studio fornisce ulteriore evidenza sull’inadeguatezza dell’approccio diagnostico biomedicale in psichiatria. Le diagnosi, citate spesso e in maniera acritica come “vere malattie” sono di fatto costruite sulla base di criteri assai arbitrari, derivati da schemi incoerenti, confusi e contraddittori. Il sistema diagnostico parte dal presupposto erroneo secondo cui tutta la sofferenza derivi dai disturbi, e si affida a giudizi soggettivi sul cosa sia normale.” 

Rincara la dose il Prof. John Read, dell’Università di East London: “È forse ora di smettere di far finta che queste etichette pseudomediche contribuiscano alla nostra comprensione delle complesse cause del disagio umano, o del tipo di aiuto che ci serve quando ne soffriamo.” 

*Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani

elezioni politiche rec news dir. zaira bartucca
Continua a leggere

LETTERE

Obbligo vaccinale, depositati quattro interventi e tre pareri

di Roberto Martina*

© Rec News -

del

Obbligo vaccinale, depositati quattro interventi e tre pareri a sostegno dell'illegittimità costituzionale | Rec News dir. Zaira Bartucca

Avvocati Liberi unitamente al prof. Avv. Augusto Sinagra ha depositato alla Corte Costituzionale quattro interventi e tre opiniones in qualità di amici curiae a sostegno dell’accoglimento della illegittimità costituzionale dell’obbligo vaccinale per i sanitari di cui all’art. 4 D.L. 44-2021 sollevata dal Consiglio di Giustizia Amministrativa della regione Sicilia. Nei prossimi giorni pubblicheremo il contenuto degli atti affinché possano essere conosciuti da tutti.

Continua a leggere dopo le foto

Iniziamo con l’opinione di carattere scientifico che Avvocati Liberi ha depositato in nome e per conto del Dr. Sandro Sanvenero, presidente dell’Albo degli Odontoiatri presso l’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di La Spezia, che ha documentato lo svilupparsi nel tempo di una cosiddetta efficacia negativa dei farmaci vaccinali.

L’opinione è stata redatta da un collegio illustre di sanitati di altissimo profilo (prof. Giovanni Frajese; Dr. Sandro Sanvenero; Dr. Alberto Donzelli; Dr. Eugenio Serravalle; Dr.ssa Patrizia Gentilini) che ne hanno autorizzato la pubblicazione per fini scientifici e di condivisione (in basso).

L’efficacia negativa, al crescere della distanza temporale dall’ultima dose vaccinale, è supportata da prove sempre più forti e demolisce la finalità della norma: se il fine della vaccinazione dei sanitari è quello di proteggere i pazienti ed i soggetti fragili con cui entrano a contatto, allora per questi soggetti è più pericoloso essere assistiti da sanitari vaccinati da oltre 6-8 mesi, perché tendono a diventare più suscettibili all’infezione dei sanitari non vaccinati.

Una possibilità è che i farmaci vaccinali impattino negativamente sul sistema immunitario del somministrato che, dopo alcuni mesi dalla vaccinazione, aumenta la probabilità di contrarre l’infezione rispetto ad un soggetto non vaccinato e, conseguentemente, aumenta il rischio di contagio del prossimo.

La possibile efficacia negativa, però, è solo una parte del problema, perché comunque i farmaci vaccinali non sono sicuri: il trattamento obbligatorio non è idoneo a raggiungere lo scopo (i vaccini non sono complessivamente efficaci per tutelare gli altri) ed espone la persona al rischio di eventi avversi potenzialmente gravi e persistenti (i vaccini non sono sicuri).

Non è possibile ragionare in termini quantitativi, accettando l’idea che ci possa essere una fascia percentuale di cittadini sacrificabili, perché la vita umana è sacra, inviolabile, e nessuno può stabilire che una persona debba assumere obbligatoriamente un farmaco che possa condurre a morte o ad una forma invalidante della propria integrità psico-fisica senza cadere in una gravissima violazione del diritto naturale, della libertà personale, dei diritti costituzionali e dell’habeas corpus.

Il rispetto della persona umana è un limite invalicabile anche per la legge: “nessuno può essere semplicemente chiamato a sacrificare la propria salute a quella degli altri, fossero pure tutti gli altri”. (Corte Cost. sentenza n. 118/1996 in tema di vaccinazione antipolio).

elezioni politiche rec news dir. zaira bartucca
Continua a leggere

LETTERE

Russia e Ucraina. L’arte, il denaro e la guerra

di Paolo Battaglia La Terra Borgese*

© Rec News -

del

Composizione VI è un dipinto a olio su tela (195×300 cm) realizzato nel 1913 dal pittore Vasilij Kandinskij. È conservato all'Ermitage di San Pietroburgo | Rec News dir. Zaira Bartucca
"Composizione VI" (1913) olio su tela, Vasilij Kandinskij - Ermitage, San Pietroburgo
Nell’immagine “Composizione VI” (1913). Olio su tela, Vasilij Kandinskij – Ermitage, San Pietroburgo

Affermava Bukowski che il capitalismo ha soppresso il comunismo, e che adesso il capitalismo divora se stesso.

Continua a leggere dopo le foto

Il denaro

In wikipedese la servitù della gleba (già colonato in epoca romana) era una figura giuridica molto diffusa nel Medioevo, che legava il contadino a un determinato terreno (la gleba, in latino propriamente “zolla [di terra]”). Una figura giuridicamente complessa, che si colloca a metà tra lo schiavo e l’uomo libero.

Istituito il vile denaro l’uomo comincia a rimettere al suo simile il lavoro, e non più la propria esistenza. Alias l’economia e l’esistenza potrebbero ora permettere ad un nucleo familiare di reggere per stare bene. Invece l’economia non è più in logica, né per la vita e tantomeno per la famiglia, è uno sviluppo che va avanti per suo conto, nella dialettica propria degli interessi di pochi eletti.

Infatti l’Uomo (peccato la maiuscola) ha rilevanza sociale solo se fornisce, se gli è concesso di produrre, per cui è la produzione che giustifica la presenza non il fatto di essere uomo: una bestemmia.

Aristotele spiegava che il denaro non può produrre denaro giacché esso mai è un bene, ma solo ed esclusivamente l’immagine di un bene, la sua rappresentazione, e con le immagini non può farsi ricchezza. Ed è nel Vangelo che Luca tramanda di prestare il denaro senza attenderne la restituzione. Invero i banchieri fanno sì che il denaro sia principio dell’economia, quel denaro che, col tempo, sempre meno meno ha avuto a che fare con la ricchezza prodotta materialmente, dall’agricoltura, e l’industria, e l’artigianato, e il commercio; ma sempre di più con la ricchezza prodotta in maniera finanziaria: denaro generante denaro, usura legalizzata: basta pensare al “paghi a rate senza interessi”, nemmeno Vanna Marchi!

E la politica, a servizio della finanza

Platone chiariva che a decidere doveva essere chiamata la politica. Al contrario, ora gli spazi decisionali sono prerogativa dell’economia, e la finanza, del denaro marchettaro. Una politica insolvente che delega a presiedere il Paese i tecnici finanziari: ora Ciampi, ora Monti, ora Draghi”.

Diritti umani e contrattazioni

Agisce solo il mercato e la globalizzazione: l’Occidente porta all’estero il mercato e vorrebbe esportare la democrazia e pure i diritti umani come li intende. Nondimeno se tutto ciò cozza con il mercato, allora lo stesso Occidente dimentica e scorda la democrazia e pure i diritti umani.

Di fatto

Il Manifesto delle Nazioni Unite, quello per lo Sviluppo, stima che Europa e America del Nord – alias un miliardo circa di persone – necessitano dell’80% delle risorse del Pianeta per mantenere il corrente livello di vita. Significa che i rimanenti più o meno sei miliardi di persone debbono o dovrebbero accontentarsi del restante e misero 20%. Se Europa e America del Nord dessero da sgranocchiare qualche etto in più di riso ai cinesi o indiani, gli occidentali non potrebbero più reggere questi livelli di supremazia. Questa è crescita per il bene dell’Umanità? questa è la verità.

Tra produzione e consumi

Un circolo depravato e corrotto, perché se non si consumiamo è inutile produrre e senza produzione viene meno il lavoro. La legge, bibbia, è produrre, sempre, e consumare il più possibile, oltre ogni fabbisogno necessario. Tutto deve durare poco: cibo, moda, automobili, televisori, elettrodomestici, telefonini e così via, e si creano bisogni sempre nuovi “con quella pubblicità che crea infelici perché la gente felice non consuma”, (Frederic Beigbeder, pubblicitario).

La risposta “ecumenica” della guerra

Prende avvio la nuova storia, differente da quella che vedeva gli USA guardiani della Terra. Russia e Cina non sono più rurali, e la prima ha visto gli Usa che non hanno perorato la Georgia, lo stesso per l’Ucraina e pure per la Siria e la Libia e l’Afghanistan. A Putin il momento giusto non è sfuggito, ed è entrato in Ucraina per impadronirsene. Ma l’Ucraina è un scusa, l’effettiva guerra è tra Russia e Usa. La pace non è plausibile, ovvio è che Putin non rinunci a vincere una guerra che ineluttabilmente vincerà.

E allora vorrà incontrare Zelensky, potrebbe volere fare un’operazione del tipo Yalta, posizionare insieme Russia, America, Cina, e possibilmente pure l’India, per dividersi le zone d’influenza, come è stato fatto per la c.d. Guerra Fredda. E Pechino sostiene Mosca, ovvio, per entrare nel controllo delle zone d’influenza.

elezioni politiche rec news dir. zaira bartucca
Continua a leggere

Ora di tendenza

error: Vietata ogni tipo di copia e di riproduzione