Siamo diventati quietisti

di Fabrizio Ulivieri

Il quietismo, sebbene nessuno ne parli è un male evidente sotto gli occhi di tutti ormai. Il quietismo laico e il quietismo religioso. Più volte Cristo nei Vangeli ha affermato che non è venuto a portare la pace. Nel passato la chiesa cattolica non è rimasta indifferente davanti al pericolo di essere cancellata da altri popoli invasori, e parlo delle Crociate, di Lepanto, Di Vienna, battaglie memorabili contro gli invasori turchi. Lo stesso rosario è stato concepito ed usato come una delle più potenti armi spirituali e da certuni chierici veniva portato a sinistra, quasi fosse una spada da sguainare.


E l’Apocalisse infine non è la più grande rappresentazione del conflitto finale e decisivo (in cui probabilmente siamo già immersi) fra le forze del Bene e del Male? Ma la Chiesa oggi appare tutt’altro, che disposta a difendere se stessa. Il quietismo laico è stata una induzione continua dalla fine della Seconda Guerra Mondiale in poi con iniezioni continue di edonismo consumistico e morte di ideologie forti, il cui strumento più solido nel diffonderlo è stato giocato da un apparecchio piazzato all’interno di ogni famiglia italiana, la TV. Il Quietizzatore Assoluto.


Tramite quell’apparecchio si è generata la mancanza di coraggio, la paura della conflittualità, la rimozione del concetto di morte a favore di quello di vita sempre giovane ed eterna. Ci si è posti consenzientemente nelle mani di chi poteva garantire qualsiasi parvenza di vita quieta, erroneamente intesa come pace e protezione da ogni conflitto possibile. Ha spento le menti, ha annullato le coscienze. Il quietismo ha annullato l’esistenzialismo dostoevskiano in cui l’uomo è sede e conflitto di innumerevoli tensioni provocate dalla coscienza che l’essere umano non è bene ma male in essenza, ha annullato quello camusiano in cui l’assurdo del non capire il senso della vita è stato rimpiazzato dall’indifferenza verso il senso della vita.


E ora si deve risalire la china, si deve andare su a ritroso. Passare attraverso il dolore, questo sconosciuto, attraverso la sofferenza, altrettanto ripudiata dalle coscienze, si devono riammettere parole bandite come conflitto, morte, insicurezza, fame, paura. Ci si deve di nuovo rendere conto che non può esservi accordo fra gli umani senza sofferenza. Come diceva Hobbes, Covenants, without the sword, are but words and of no strength to secure a man at all.

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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.