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E’ stato reso noto ieri il piano vaccinale anticovid stilato dall’Ufficio Francesco Paolo Figliuolo (nel Pdf). Tra i ministeri in capo, il primo individuato non è quello alla Salute, ma quello dell’Interno, come se si trattasse di un’operazione di ordine pubblico. La scelta non è chiara. Il secondo ministero coinvolto è quello della Difesa. Il ministero guidato dal prefetto Luciana Lamorgese – è scritto nel documento – supporterà “la campagna vaccinale con gli assetti della Polizia di Stato, dei Vigili del Fuoco, e per gli aspetti di Pubblica Sicurezza” (p.5). Ancora, le Forze Armate e l’Arma dei carabinieri contribuiranno “alla riuscita del piano vaccinale”.

Il piano si propone di raggiungere “a regime, 500 mila somministrazioni al giorno per raggiungere la vaccinazione di massa (almeno l’80% della popolazione vaccinata) entro il mese di settembre. Figliuolo guarda infatti alla “capillarizzazione delle somministrazioni”. E’ prevista la consegna di oltre 242 milioni di dosi, per una popolazione di circa 60 milioni di unità e tenendo conto che molti vaccini necessitano di un’unica inoculazione. I vaccini somministrati saranno AstraZeneca, Pfizer Biontech (dosi iniziali e poi aggiuntive), Johnson & Johnson, Sanofi/GSK, Curevac e Moderna. Il report di Figliuolo parla dell’utilizzo di “rinforzi della Difesa“, dunque delle Forze Armate, per le “aree in difficoltà” (pagina 13).

“Sarà possibile intervenire secondo il principio del punto di accumulo, ovvero concentrando tutte le risorse necessarie verso quelle aree cluster e di piccole dimensioni che versano in stato di particolare criticità”, è scritto nella relazione consegnata alla Presidenza del Consiglio dei ministri presieduta da Mario Draghi. Il piano intende coinvolgere – non è chiaro se in base a criteri volontari o meno – i medici di medicina generale, gli odontoiatri, gli specializzandi (che non hanno terminato il percorso di formazione per diventare medico, sebbene i vaccini necessitino di particolari e delicati accorgimenti per la loro esatta somministrazione, soprattutto quelli a mRNA) i medici del CONI (Comitato olimpico nazionale), medici ambulatoriali e pediatri di libera scelta. Per i bambini, per le donne in età fertile, per gli allergici e per altre categorie, la somministrazione è stata sconsigliata dai massimi esperti, anche italiani. Il ministero della Salute Roberto Speranza, tuttavia, non ha tuttora fornito indicazioni sui pericoli che possono derivare dalla somministrazione indiscriminata, neppure dopo lo scandalo AstraZeneca e dopo le cinque morti sospette italiane.

Verranno inoltre coinvolti i farmacisti. “In casi emergenziali si potrà ricorrere a team mobili” (pagina 17), dunque mezzi in grado di spostarsi in determinati luoghi. Il concetto di “caso emergenziale” non è definito. Al 12 marzo, sono 1700 i centri vaccinali operativi: questi comprendono caserme delle Forze Armate e Hub dell’Esercito (es. La Cecchignola, il primo a essere stato attivato) e centri vaccinali anche di grandi dimensioni, come “La Nuvola” di Roma (noto centro congressi riconvertito di recente e visitato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella). Altri centri – riferisce la relazione – saranno allestiti presso i siti produttivi (dunque frabbriche e aziende che aderiranno) la grande distribuzione, le palestre, le scuole, le sedi della Conferenza episcopale italiana (CEI).

Di recente, i sindacati e il Garante per la Privacy hanno chiarito che non esistono obblighi di sorta per le aziende a prestarsi alla campagna vaccinale, nè il lavoratore è costretto a sottoporsi al vaccino pur di mantenere il suo posto di lavoro. Il ministro alla Salute Roberto Speranza ha inoltre parlato di “vaccino per tutti coloro che lo vorranno“. Le statistiche sull’adesione vaccinale rimangono – tuttavia – impietose: prima dello scandalo AstraZeneca, solo un italiano su due era disposto a vaccinarsi. Il 43% (stimato) della popolazione si dimostrava – invece – reticente, almeno stando ai dati forniti dall’indagine dell’Engage Minds HUB, il centro di ricerca dell’Università Cattolica di Cremona. La fiducia dopo gli episodi dei decessi sospetti sembra essere scesa ulteriormente, o almeno questo rilevano gli Uffici di relazione col pubblico (URP) delle Asp. Diverse le prenotazioni disdette tra le varie categorie che finora sono state inserite nella campagna vaccinale: Forze Armate, personale medico-sanitario, personale scolastico, ultra-ottantenni. Il ministro per la disabilità Erika Stefani (Lega) intende inoltre coinvolgere i soggetti estremamente fragili e i disabili, che potrebbero essere esposti più di altri a possibili reazioni avverse.

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca

“Il Ministro della Salute Orazio Schillaci, a sei mesi dalla sospensione dello stato d’emergenza e in considerazione dell’andamento del contagio da Covid-19, ritiene opportuno avviare un progressivo ritorno alla normalità nelle attività e nei comportamenti, ispirati a criteri di responsabilità e rispetto delle norme vigenti”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa del ministero della salute.

“Pertanto anche in base alle indicazioni prevalenti in ambito medico e scientifico, si procederà alla sospensione della pubblicazione giornaliera del bollettino dei dati relativi alla diffusione dell’epidemia, ai ricoveri e ai decessi, che sarà ora reso noto con cadenza settimanale, fatta salva la possibilità per le autorità competenti di acquisire in qualsiasi momento le informazioni necessarie al controllo della situazione e all’adozione dei provvedimenti del caso”.

Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca
Il ministro della Salute Orazio Schillaci

“Per quanto riguarda il personale sanitario soggetto a procedimenti di sospensione per inadempienza all’obbligo vaccinale e l’annullamento delle multe previste dal dl 44/21 – fa sapere ancora il ministero della Salute – in vista della scadenza al prossimo 31 dicembre delle disposizioni in vigore e della preoccupante carenza di personale medico e sanitario segnalata dai responsabili delle strutture sanitarie e territoriali è in via di definizione un provvedimento che consentirà il reintegro in servizio del suddetto personale prima del termine di scadenza della sospensione”.

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d'inchiesta sul covid all'opposizione | Rec News dir. Zaira Bartucca
Ciriani sulla Commissione d’inchiesta covid

La presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione. Il governo Meloni ci sta pensando, e anzi sull’argomento si è espresso questa mattina il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. “E’ una cosa che possiamo prendere in considerazione. Questa commissione sarebbe dovuta nascere la scorsa legislatura Renzi l’aveva annunciata ma poi non se ne è fatto nulla con la campagna elettorale. Io penso che una commissione di indagine possa nascere, potrebbe anche essere che la guidi un esponente dell’opposizione, ma che la guidi un esponente dell’opposizione o maggioranza, io credo che vada fatta luce sulla gestione di fondi pubblici in maniera molto molto opaca, se c’è la commissione che indaga su questo per me è la benvenuta”.

Silenzio da parte del governo sulla campagna di vaccinazione di massa e sulle e misure liberticide

Ciriani, come già la Meloni nel corso del discorso per chiedere la Fiducia alla Camera, parla inoltre di “gestione dei fondi pubblici”. Eppure la conduzione della pandemia da parte dei governi Conte II e Draghi non è certo stata caratterizzata solo da questo, né tutto si è esaurito con la cresta sulle mascherine o con il ruolo del commissario Arcuri. Ci sono la campagna di vaccinazione di massa, i contratti con le multinazionali farmaceutiche, l’imposizione del Green Pass negli uffici pubblici (su cui FdI non ha interesse a indagare, essendo stato partito promotore del certificato verde), il lockdown quasi totale per un virus che oggi Bassetti ammette si poteva curare con l’aspirina, la caccia ai non mascherati, la discriminazione sistematica dei non vaccinati, la cancellazione del diritto al lavoro, l’utilizzo improprio delle auto-certificazioni, le chiusure evitabili delle attività commerciali. Non da ultimo, i danneggiati dai vaccini (anche in maniera permanente) e i deceduti. Su tutto questo dovrebbe fare luce una Commissione d’inchiesta parlamentare degna di questo nome, ma gli esordi – con l’idea di consegnarne la presidenza a un componente dell’opposizione o a qualche duttile renziano – non sembrano essere dei migliori.

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori. Rec News ha iniziato a parlare di cure già all’inizio del 2020, quando pubblicava i documenti di studi resi noti all’estero e intervistava medici autorevoli che purtroppo non sono stati ascoltati da chi ricopriva ruoli decisionali.

Oggi gli scienziati e i virostar come Remuzzi, che ha preso parte allo studio del Mario Negri, giungono a questa conclusione dopo decine di migliaia di persone morte senza essere state curate al manifestarsi dei sintomi, dopo che soggetti con altre malattie sono stati lasciati fuori dagli ospedali e dopo che altri sono stati abbandonati a loro stessi anche quando dovevano sottoporsi a operazioni chirurgiche.

Se ne accorgono ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Senza contare i vaccinati, danneggiati o morti per colpa di un siero sperimentale cui si sono affidati senza remore, nella convinzione che non esistesse alternativa: questo hanno fatto credere i governi Conte e Draghi, questo ha fatto passare la stampa mainstream.

Scrive ora Ansa:

La terapia a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviata all’inizio dei sintomi, riduce il rischio di ospedalizzazione per Covid dell’85-90% Dopo due anni e mezzo di pandemia la comunità scientifica concorda su un punto: a uccidere i malati è l’infiammazione (o flogosi), non il virus.

Ricapitolando: due anni di privazioni, mascherine, isteria, ipocondria, allarmismi ingiustificati, corse all’hub vaccinale, bambini usati come cavie e anziani immolati per un virus che, se il sistema immunitario non fa il suo lavoro, si può curare con delle bustine di anti-infiammatorio?

Possibile che nessuno si sia accorto prima – a virus, come si sostiene, “isolato” – che principi attivi conosciuti, in genere ben tollerati e presenti in tutte le case avrebbero potuto fare in modo che si evitasse la campagna di vaccinazione di massa, cioè la sperimentazione umana di un siero di cui si saprà di più solo nel 2023? Nessuno, dunque, che risponda per la baracca emergenziale messa in piedi, che non ha avuto eguali in Europa e forse nel mondo e che – ci dicono oggi gli scienziati tra le righe – si poteva evitare?

“Covid, gli antinfiammatori riducono le ospedalizzazioni del 90%” in Corriere della Sera del 26/08/22
“Covid: con antinfiammatori riduzione del 90% dei ricoveri” – in Ansa del 26/08/22

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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