Rapporto BES: l’emergenza sanitaria ha causato la perdita di 788mila posti di lavoro


I dati desunti dall’ultimo report sul “benessere equo e sostenibile” dell’Istat (comprensivo di testo integrale)




“Nel secondo trimestre 2020 l’emergenza sanitaria ha comportato in Italia un forte calo tendenziale del numero di occupati: 788 mila in meno tra i 20-64enni rispetto al trimestre dell’anno precedente. Il tasso di occupazione delle persone tra i 20 e i 64 anni scende al 62%, in diminuzione di 2 punti percentuali, interrompendo il trend crescente che si stava registrando dal 2015. L’impatto negativo sull’occupazione è evidente anche osservando i dati dell’Unione europea. Nel secondo trimestre 2020, il tasso di occupazione della media Ue27 è pari a 71,7%, con un calo di 1,5 punti rispetto a un anno prima. Di conseguenza il divario dell’Italia rispetto alla media Ue27 si amplia ulteriormente raggiungendo 9,7 punti (era 9,2 punti nel secondo trimestre 2019). Le conseguenze della crisi occupazionale, causata dall’emergenza sanitaria, hanno avuto ripercussioni prevalentemente sulle componenti più vulnerabili del mercato del lavoro, sulle posizioni lavorative meno tutelate e nell’area del Paese che già prima mostrava le condizioni occupazionali più difficili, il Mezzogiorno”. Sono i dati preoccupanti desunti dall’ultimo Rapporto BES dell’Istat, che da dieci anni si preoccupa di misurare il “benessere equo e sostenibile” (in alto, nel Pdf, il report integrale).

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