OPINIONI
In Legge di Bilancio quasi 300 milioni per i danneggiati da vaccini. Ma non erano sicuri?
Vecchi e nuovi, per le malattie infantili o per il coronavirus, basati su un virus attenuato o capaci di modificare l’RNA, prodotti a Pomezia o all’estero. I vaccini avranno le loro differenze, ma per chi li promuove sempre e comunque una cosa è certa
Vecchi e nuovi, per le malattie infantili o per il coronavirus, basati su un virus attenuato o capaci di modificare l’RNA, prodotti a Pomezia o all’estero. I vaccini avranno le loro differenze, ma per chi li promuove indiscriminatamente una cosa è certa: “Sono sicuri”. Sempre e comunque. A parlare di danni sono sempre i novax che si curano con acqua e bicarbonato, perché il vaccino è “una conquista e un segno di civiltà”, per citare Speranza.

D’altro canto, piantare una bandiera su un corpo reso invalido solo per compiacere le case farmaceutiche e per intascarne le laute prebende, non ha prezzo. Questa volta costerà quei 300 milioni circa già messi in buon conto nella Legge di Bilancio. Serviranno a (tentare invano) di risarcire chi è stato danneggiato dall’inoculazione di un vaccino, chi si è trovato con malattie ben più gravi di quelle da cui pensava di proteggersi e chi ha riportato danni permamenti, che non scompariranno mai. Di sicuro, a quanto pare, c’è solo uno spaccato di realtà fatto di malattie indotte che si tenta di nascondere. Tutto il resto è un complicato e spesso insondabile rapporto tra rischio e beneficio.
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