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Il “Cbd” è davvero la panacea contro i fastidi più comuni? I produttori ne evidenziano i benefici – che vanno dal donare sollievo in caso di diversi problemi che possono affliggere la persona – tra cui ansia, dolore cronico, insonnia e disturbi gastrointestinali – all’evitare che questi si possano ripresentare. Alla promessa di risolvere diverse problematiche in un colpo solo, si aggiunge la facilità di utilizzo, in quanto il Cbd può essere assunto in varie forme. Dal più comune olio, ma anche attraverso the, caramelle e integratori alimentari.

Cos’è il Cbd

Con “Cbd” si indica un composto riconducibile ai cannabinoidi, sostanze presenti in natura ormai largamente utilizzate in ambito terapeutico, pur con alcune riserve. Quello che fa la differenza tra un utilizzo consentito e uno che può avere diversi effetti sull’organismo, è la concetrazione del principio attivo che può essere elevata o entrare nei limiti che ne consentono la prescrizione. E’ sempre bene – comunque – affidarsi al proprio medico prima di dedicarsi a cure fai da te che prevedano questo tipo di composto.

Benefici del Cbd

L’olio proveniente dai cannabioidi è considerato un olio vegetale particolarmente pregiato. C’è chi, addirittura, lo indica come “superfood”. Gli esperti lo considerano ricco di minerali, vitamine e acidi grassi, importanti risorse che l’organismo non è in grado di produrre da solo. Al di là dell’assunzione tramite ingestione, interessante è l’uso esterno. Quale prodotto biologico e dotato naturalmente di componenti idratanti, l’olio di Cbd si rivela molto utile per migliorare l’elasticità della pelle e per la cura dei capelli.

Possibili effetti collaterali

Come per tutte le sostanze, anche l’olio di Cbd ha possibili effetti collaterali legati all’assunzione, che possono variare dalla bocca asciutta (se ingerito, è in grado di interagire con i recettori collegati alle ghiandole salivari), alla stanchezza. In alcuni soggetti – mettono altrettanto in guardia i medici – può provocare affaticamento, variazioni nell’appetito, abbassamento della pressione, problemi gastro-intestinali e vertigini. Ciò non toglie, ovviamente, che la sua assunzione supervisionata da un esperto, non possa avere dei vantaggi concreti che per chi intende integrarlo nelle giuste dosi.

Dove acquistare l’olio di Cbd

Si ma l’olio di canapa dove comprarlo? Gli store – soprattutto online – si vanno moltiplicando. E’ importante sceglierli in base all’affidabilità dei loro prodotti, che devono essere conformi agli standard stabiliti. Molti – a tutela del cliente che deve destreggiarsi tra diverse offerte e vuole conoscere le caratteristiche di quello che utilizza e assume – presentano anche delle schede riassuntive e gli usi consigliati, anche se come accennato è sempre meglio chiedere un consulto.

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BENESSERE

Un solo ingrediente per una ricetta estiva leggera e per preparare un’acqua depurativa

Il caldo agostano di questi giorni aumenta la voglia di bere e di cibi freschi, oltre che la necessità – da parte del nostro organismo – di incamerare più vitamine. Ecco allora che una ricetta semplice e veloce può venire in soccorso di tutti

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Un ingrediente (e quello che si ha in casa) per una ricetta estiva leggera e per preparare un'acqua depurativa | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il caldo agostano di questi giorni aumenta la voglia di bere e di cibi freschi, oltre che la necessità – da parte del nostro organismo – di incamerare più vitamine e liquidi. Ecco allora che una ricetta semplice e veloce può venire in soccorso di tutti. E’ lo Tzatziki, la tradizionale salsa greca a base di cetrioli che si serve come antipasto in abbinamento alla “pita”, pane piatto che ha l’aspetto di una piadina lievitata. Qui proponiamo la ricetta di Giallo Zafferano, che è interessante perché propone una variazione che può permettere di realizzare – in aggiunta – un’acqua depurativa e dissetante.

Anziché tagliare i cetrioli – gli ortaggi che assieme all’aglio e allo yogurt compongono questo piatto – il blog propone di grattugiarli e di lasciarli scolare. E’ molto importante, così come è importante strizzarli per evitare che la salsa abbia, alla fine, una consistenza liquida. A scolatura e strizzatura effettuate, avremo un’acqua di un verde vivo dall’alto contenuto vitaminico e dalle alte proprietà depurative che potremo utilizzare per l’acqua di cui sopra. Basta munirsi di una caraffa di vetro, di un boccale o di un bicchiere capiente, e aggiungere il liquido di risulta dei cetrioli. A questo punto si aggiungono acqua fresca, fette di limone e fette di cetriolo a piacere. Per chi lo gradisce, si può aggiungere anche del succo di limone. Il composto va lasciato in infusione per almeno 6 ore, poi va filtrato e bevuto. Non è solo un ottimo rimedio, ma è anche dissetante.

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BENESSERE

Fatto in casa, senza addensanti chimici e senza macchina: il gelato (con frutta fresca) in tre ingredienti

Con il calore estivo cresce la necessità di incamerare vitamine. Ecco perché questo dolce fresco può essere indicato per combattere l’arsura e per nutrirsi in maniera più salutare e naturale

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Fatto in casa, senza addensanti chimici e senza macchina: il gelato (con frutta fresca) in tre ingredienti | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il gelato fatto in casa, senza gelatiera, in tre ingredienti e senza addensanti chimici. Lo ha sdoganato un famoso volto televisivo, ma per i gusti cremosi. Con il calore estivo, invece, cresce la necessità di incamerare vitamine e di consumare frutta. Ecco perché questo dolce fresco può essere indicato per combattere l’arsura e per nutrirsi in maniera più naturale. Quando si parla di gelati confezionati, infatti – siano essi in vaschetta o sugli stecchi – a preoccupare è l’ossido di etilene, al centro di una recentissima controversia che riguarda diverse aziende, costrette nelle scorse ore a ritirare i propri prodotti dal mercato europeo a causa del superamento dei limiti consentiti per questa sostanza.

Ecco allora che fare il proprio gelato in casa equivale a mangiare un qualcosa dal gusto migliore, più salutare e semplice da realizzare, che tra l’altro non fa il cosiddetto “effetto ghiaccio” grazie ai suoi ingredienti. Come fare, nel pratico? Ci vogliono tre cose sole (dosi per 500 g. di gelato):

  1. Panna fresca da montare (250 ml)
  2. Latte condensato (150 g.)
  3. Frutta frullata (qb)

Il primo ingrediente si trova facilmente ed è molto utilizzato per la guarnizione dei dolci, mentre il latte condensato si presenta in forma di lattina o di tubetto. Si può fare di meglio e prepararsi da soli anche questo utilizzando la mazeina, conservandolo in maniera giusta e consumandolo entro i tempi previsti. Per quanto riguarda la frutta e il suo quantitativo, tutto dipende dal proprio gusto personale e dalla consistenza che si vuole ottenere. Di sicuro si prestano bene le fragole, i frutti rossi, il melone, le banane, le pesche. Sconsigliati invece i frutti a base acquosa come l’anguria, più indicati per ghiaccioli e sorbetti (è sufficiente ricavare il succo e metterlo nelle coppette e negli stampini, senza aggiunta di zucchero).

Il procedimento è un inno alla semplicità e alla velocità. Si monta la panna con uno sbattitore elettrico o con una planetaria, si aggiunge il latte condensato amalgamando con una spatola dall’alto verso il basso e si aggiunge la frutta frullata sul momento. Si versa il composto nelle vaschette o nelle coppette e si attendono almeno 6 ore per consumarlo. Il gelato che si ottiene non ha i colori squillanti dei gelati confezionati o di quelli artigianali realizzati con l’aggiunta di coloranti, ma come detto è più gustoso e salutare di molti prodotti commerciali. Per “ravvivarlo” è sufficiente aggiungere frutta fresca a completamento o a decorazione.

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Davvero si può contrastare l’ansia con l’olio di Cbd?

Il rimedio interamente naturale spesso indicato per gestire alcuni disturbi di lieve entità

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Davvero si può contrastare l'ansia con l'olio di Cbd? | Rec News dir. Zaira Bartucca

Oggi si sente tanto parlare di oli considerati terapeutici, cioè di quei rimedi 100% naturali che molti utilizzano nel tentativo di affrontare la giornata con maggiore serenità. Le persone che vogliono prendersi cura del proprio benessere, senza con questo ricorrere a metodi invasivi, possono scoprire nell’olio al CBD un valido alleato. E’ quanto si può leggere in questo articolo. Sul punto si sono sviluppati diversi studi, sebbene non manchi tuttora una certa confusione. La prima cosa che bisogna sapere, è che – stando ai pareri degli esperti del settore – l’olio al CBD non genera gli effetti tipici della cannabis non legalizzata, anzi si tratta di un prodotto oramai protagonista della moderna fitoterapia.

Molti si domandano ancora quali sono le verità che riguardano la cannabis e se l’olio al CBD funziona realmente o si tratta solo di una trovata commerciale. A questo proposito si possono considerare i risultati delle numerose ricerche che sono state compiute in ambito medico e scientifico. Allo stato attuale, l’olio al CBD viene considerato un rimedio completamente naturale ma soprattutto fitoterapico. Questo spiega il crescente successo e la diffusione smisurata nei negozi (sia fisici e sia online) che commercializzano questi prodotti. In genere si tratta di attività commerciali specializzate nella vendita al dettaglio di vari prodotti che sono derivati dalla canapa, dunque perfettamente regolari e rispettosi della normativa vigente. Esistono diversi e-commerce che permettono di spaziare fra tante varietà di canapa legale e oli al CBD. Queste aziende hanno dato vita a un vero e proprio business a livello non solo nazionale, ma mondiale. Persone di ogni età e affette da disturbi di lieve entità si affidano alla canapa light per stare meglio.

Non tutti i rivenditori sono comunque seri e affidabili. Quelli seri che sono diventati un vero e proprio punto di riferimento commercializzano soltanto prodotti sicuri, ovvero controllati in laboratorio e con formulazioni ricche di principi attivi non alterati. Ecco perché l’olio al CBD è diventato il rimedio fitoterapico per eccellenza. Com’è noto, la fitoterapia non si basa su credenze, ma è una scienza riconosciuta che si fonda su lunghi anni di ricerche, dimostrazioni e prove. La fiducia delle persone verso questa branchia è cresciuta nel corso degli ultimi anni.

Nonostante tutto, l’olio al CDB è ancora oggetto delle considerazioni di molti critici, ma molti – al contrario – ne decantano le proprietà e i benefici. All’interno di questo olio è infatti racchiusa una molecola particolare, molto simile a quella che viene prodotta dallo stesso organismo umano. Questa molecola è anche in grado di agire positivamente sul sistema endocannabinoide, più in particolare di svolgere una funzione neuro-protettrice, che regola importanti processi. L’assunzione regolare e secondo la posologia consigliata dell’olio al CBD consentirebbe di regolare l’umore, quindi di combattere lo stress, gli stati ansiosi e più in generale le fasi post-traumatiche. Le ricerche scientifiche non fanno altro che confermare i dati che vengono raccolti da tempo, secondo i quali la cannabis light serve per avere uno stato di benessere e tranquillità.

Occorre segnalare un importante studio condotto in Brasile dall’Università di San Paolo di cui si può leggere un sunto consultando questo articolo. I ricercatori universitari sono impegnati da tempo nell’approfondire gli effetti positivi del CBD sull’organismo e più nello specifico con i neurorecettori CB1 e 5-HT1A, gli stessi sui quali agiscono i farmaci ansiolitici. La ricerca è iniziata nel 2011 e mette in evidenza lo stretto legame fra la molecola del CBD con questi recettori. Il processo ristabilisce l’equilibrio con i livelli di serotonina, dopamina e noradrenalina. Secondo i ricercatori, il CBD agisce quindi come fosse un ansiolitico ma completamente naturale, quindi utile per moltissime persone che si trovano ad affrontare periodi di forte stress e stanchezza. Del resto in tutta Europa il numero delle persone che soffre di ansia e attacchi di panico è in costante aumento e la necessità di contrastare queste condizioni senza ricorrere ai farmaci di sintesi, sta diventando una priorità. L’uso prolungato di farmaci, d’altra parte, potrebbe provocare tutta una serie di complicazioni e viene anche sconsigliato dai maggiori professionisti del settore.

Rimangono tuttavia persone che sono scettiche verso i prodotti a base di canapa light e verso l’olio al CBD. Le testimonianze postate sui forum e sui social, in particolare, riferiscono di attacchi di fame improvvisi, nervosismo e stati d’animo che poco invogliano a socializzare con gli altri. Va da sé che un potenziale acquirente interessato all’olio ad CBD inizia a porsi qualche domanda e a dubitare della reale efficacia dei prodotti derivati dalla canapa. Tra un estremo e l’altro, ovviamente, si colloca la soggettività di ognuno: è dunque sempre bene interfacciarsi con il proprio medico curante per comprendere se questi tipi di prodotto facciano al caso proprio.

In commercio sono inoltre apparsi diversi oli al CBD, con concentrazioni e gusti vari e un aspetto che spesso manda in confusione gli acquirenti. Non mancano anche balsami, creme, pasticche edibili e tanti altri prodotti per la bellezza. Come bisogna comportarsi e come fare un acquisto consapevole? Il consiglio è quello di puntare solo su oli al CBD certificati, quindi commercializzati da negozianti affidabili, in grado di fornire ogni utile indicazione e informazioni sulla provenienza delle materie prime. Molte aziende, cavalcando l’onda del momento, hanno proposto anche oli mediocri, dai quali bisogna stare alla larga. Solo un olio al CBD di qualità potrà garantire buoni risultati per corpo e mente. Si tratta di oli che racchiudono percentuali di THC molto basse e comunque inferiori a quelle prescritte dalla normativa di settore.

Mantenere l’equilibrio del proprio organismo dovrebbe essere una buona abitudine per tutti. Molte persone commettono l’errore di curare i problemi fisici quando diventano gravi, ma poi diventa più complicato liberarsene. L’olio al CBD di qualità agisce invece a livello fisiologico facendo in modo di ristabilire i processi in maniera naturale. Si tratta anche di un prodotto adatto per chi segue un regime alimentare vegano e vegetariano, oltre che per celiaci e per coloro che soffrono di intolleranze alimentari. Per quanto riguarda l’assunzione, si raccomanda sempre di non oltrepassare le dosi consigliate, in genere stimate in qualche goccia. L’importante è chiedere sempre il consiglio di uno specialista.

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Integratori alimentari, gli italiani li usano sempre di più: ecco perché

Schizza in alto la vendita di quelli che aiutano le difese immunitarie. Lo rivela l’analisi fatta da New Line Ricerche di Mercato

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Integratori alimentari, gli italiani li usano sempre di più: ecco perché | Rec News dir. Zaira Bartucca

Gli italiani si fanno “assistere” sempre di più dagli ingredienti naturali. Nel 2020 c’è stata una forte crescita nell’uso degli integratori alimentari. Accanto all’uso delle vitamine -considerate best seller della vendita – gli integratori alimentari per la difesa delle risorse immunitarie sono schizzati in alto. + 68% nella vendita assieme a quelli che aiutano a migliorare il riposo notturno e il benessere mentale con un +23,5%. A rivelarlo l’analisi fatta da New Line Ricerche di Mercato (con il contributo di IRi per l’ambito GDO), per conto di Integratori Italia, l’associazione italiana di categoria aderente a Confindustria, che raggruppa ben 450 imprese e oltre 20 settori merceologici.

In questi mesi inusuali le abitudini e le esigenze degli italiani sono cambiate: “il consumatore ha sviluppato una sensibilità molto forte per la difesa del benessere mentale, parte integrante della salute di ciascuno di noi, messa a rischio dall’isolamento forzato e dallo stress psico-fisico ad esso connesso” ha spiegato Alessandro Golinelli, Presidente di Integratori Italia. Ecco perché le persone si sono informate correttamente in questi mesi e si sono affidate sempre di più a prodotti sicuri, efficaci e di qualità.

Tra questi si annoverano anche gli integratori di VitaVi, il brand che propone integratori sicuri, trasparenti ed efficaci. Sebbene si sia affacciato da poco sul mercato, VitaVi punta a diventare uno dei player di maggiore riferimento per il settore. Su www.vitavi.it gli esperti del settore ci spiegano che amano ascoltare opinioni differenti, ma basano le loro scelte solamente sulla scienza. Tutti gli integratori proposti infatti seguono un processo di controllo serratissimo che parte dalla scelta delle materie prime, tutte tracciabili e brevettate, che vengono sottoposte a prove di stabilità e test chimico-fisici grazie alle tecnologie più avanzate, e solo quando tutte prove sono superate, si passa alla combinazione degli ingredienti per la creazione di prodotti efficaci.

Si tratta di multivitaminici pensati per prendersi cura del benessere quotidiano in modo costante, supportando tanto la donna che l’uomo in base all’età. Un sostegno naturale e sicuro a 360° che si arricchisce anche di prodotti specifici pensati per agire su dei bisogni specifici come stress, défaillance nelle difese, deficit del sonno o della concentrazione. Linee diverse ma stessa filosofia: integratori alimentari efficaci realizzati con ingredienti e nutrienti selezionati, nelle loro forme ottimali. Tra il brand ed i consumatori non ci sono intermediari, ma solo un rapporto diretto per capire quali siano le esigenze di chi vuole scegliere gli integratori come supporto per l’assunzione di alcuni principi nutritivi e a sostegno di una dieta sana ed equilibrata.

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Fluoro, è “tossico per il cervello”. Il nuovo studio

La sostanza è presente in molti dentifrici, nell’acqua potabile fluorata e in quella minerale in percentuali variabili

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Fluoro, è "tossico per il cervello". Il nuovo studio | Rec News dir. Zaira Bartucca

E’ presente in molte paste dentifricie perché fino a questo momento – anche se non in modo unanime – era considerato un toccasana per l’igiene dentale e per la rimozione della carie. Ma adesso a gettare una nuova ombra sul fluoro è uno studio del National Toxicology Program divulgato dalla National Academies of Science, Engineering and Medicine (in basso, nel Pdf) secondo cui l’alogeno influirebbe sullo sviluppo neurologico e sulla salute cognitiva. Che significa? Che, riportano i dottori Bruce Lanphear, Christine Till e Linda S. Birnbaum, è “tossico per il cervello in via di sviluppo”. E’, cioè, dannoso per i bambini e conseguentemente per le donne incinte, mentre rimangono da chiarire gli effetti a lungo termine su altre categorie frequentemente esposte. Nel pratico, l’elemento anche in forma di fluoruro, ridurrebbe il QI intellettivo “da 3 a 7 punti”, provocando danni a lungo termine nella crescita.

Dove è presente

Il fluoro è presente in natura in minima parte, ma un contatto quasi sicuro avviene in due modi: quando ci si lava i denti e bevendo – per chi decide, incurante, di farlo – acqua potabile o addirittura determinate acque minerali, che possono averlo in percentuali minime o piuttosto elevate. Nello specifico, è uno degli ingredienti privilegiati dei dentifrici, tanto che le aziende lo sponsorizzano come se fosse l’ingrediente segreto a cui si deve la qualità del prodotto. Da anni, inoltre, è in atto la “fluorazione delle acque“, processo che fa in modo che l’acqua potabile sia “arricchita” con questo elemento. La fluorazione avviene più in Stati come quelli americani che in Italia, ma qui è fortemente sostenuta per esempio da organismi autorevoli come l’Istituto Superiore di Sanità. Un sostegno che, tuttavia, alla luce dei nuovi studi andrebbe rivisto. Questa sostanza è inoltre presente in bibite gasate o zuccherine (comprese le più note), negli integratori energetici come quelli usati dagli sportivi, nelle gomme da masticare, in molti cibi industriali e precotti. La Children’s Health Defence, fa sapere che a breve un Comitato dell’Accademia nazionale americana di scienza, medicina e ingegneria esaminerà quelli che finora sono stati considerati gli effetti positivi sulla carie, per soppesare meglio i costi-benefici legati all’assunzione.

Il principio di precauzione suggerisce che, nel dubbio, è meglio evitarlo

L’ormai conosciuto “principio di precauzione” suggerisce però che, nel dubbio, sia meglio evitare il più possibile il fluoro. Secondo molti medici e al di là del nuovo studio appena presentato, può portare danni alle ossa e ad osteoporosi, oltre ai delicati problemi appena elencati. Ma come fare a eliminarlo il più possibile? Anzitutto, bisogna controllare le etichette dei dentifrici che si acquistano, scartare quelli che lo contengono e prediligere prodotti il più naturali possibili. Avere un parere da un professionista fidato su quello che fa al caso proprio, è di sicuro una buona idea. Considerata la presenza di fluoro e di cloro e la situazione spesso degradata degli acquedotti italiani, è anche buona norma abbandonare – per chi ce l’ha – la brutta abitudine di bere acqua del rubinetto. L’acqua minerale, del resto, presenta anche concentrazioni di fluoro in svariate percentuali: secondo gli esperti è il caso di preferire quelle acque che presentano percentuali di fluoro inferiori a o,3 mg/l (0,3 milligrammi per litro). Altre possibili fonti di fluoro possono essere inoltre il latte, il sale da cucina (soprattutto in Svizzera), gli integratori di vitamine, alcuni medicinali.

Occhio ai cattivi consiglieri

Eppure c’è chi continua a consigliare l’assunzione anche massiccia di fluoro, perfino nei bambini. Secondo alcuni medici, infatti, a partire dai sei mesi sarebbe necessario assumere integratori a base di questo elemento per la salute del cavo orale. Certo che lo studio appena pubblicato getta nuova luce su consigli di questo tipo. C’è poi chi consiglia di bere dal rubinetto in nome di una presunta “sostenibilità”. Riflettendo, è sempre bene considerare le cause dei comportamenti. Per quanto riguarda il primo aspetto, dentisti e odontoiatri concordano da tempo sul fatto che un ruolo essenziale nella formazione della carie sia da attribuire agli zuccheri: sembrerebbe, dunque, più sensato consigliare di limitare l’assunzione di dolciumi e merendine in nome della prevenzione, piuttosto che utilizzare la fluorazione dell’acqua come rimedio. Se le bottiglie di plastica non riversate nell’ambiente portano a una “sostenibilità” ambientale maggiore a fronte di possibili danni alla salute, poi, non è un gran traguardo.

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