Siri: “Conte sblocchi le cure a casa anziché fare Dpcm”


Il senatore sulla necessità di attivare i protocolli di cura domiciliare: “Servono quelli, non l’ennesimo decreto che darà il colpo di grazia all’economia italiana



Tentiamo di documentarlo da mesi. Il covid all’estero si cura con una pillola assunta a casa, da soli, nel giro di 48 ore, senza intasare le terapie intensive, senza che gli ospedali ottengano migliaia di euro di rimborsi al giorno per ogni paziente classificato come positivo e senza che si metta a repentaglio la vita di chi è affetto da altre malattie, cui spesso è precluso l’accesso ai pronto-soccorsi e agli ospedali, come nel caso del Sacco e del Fatebenefratelli.



Senza contare che, giocoforza, al disastro sanitario si è aggiunto nei mesi quello economico, entrambi debitamente costruiti. Sull’uno e sull’altro si è espresso il senatore Armando Siri, che in queste ore si è rivolto al premier che si appresta ad approvare l’ennesimo decreto, nonostante la smentita di qualche giorno fa. “Conte – ha detto l’interessato – anziché premere sull’Aifa per sbloccare i protocolli di cura domiciliare per il Covid, vuole con l’ennesimo Dpcm dare il colpo di grazia all’economia italiana”.



“Il Covid – ha sottolineato Siri – nel 99% dei casi si può curare a casa, allo stadio precoce, e allora il Governo si muova urgentemente. Sono passati sei mesi dalla prima ondata che ci ha preso alla sprovvista, ma adesso abbiamo molti più dati e possibilità per evitare il collasso delle strutture ospedaliere. Per quale motivo insistere con misure liberticide e catastrofiche per il lavoro? Il Governo risponda sul punto alle richieste del Parlamento e dei Governatori della Lega e del centrodestra, e smetta per negligenza ed evidente incapacità di penalizzare, terrorizzare e vessare i cittadini“, ha concluso.



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