Periodico di Inchieste

Referendum, la “promessa” che ha convinto gli italiani a votare Sì


I risultati del Referendum parlano chiaro: ha vinto il partito degli astensionisti, e solo al secondo posto si è piazzata la strana alleanza del Sì, che al suo interno…



I risultati del Referendum parlano chiaro: ha vinto il partito degli astensionisti, e solo al secondo posto si è piazzata la strana alleanza del Sì, che al suo interno conteneva tutto e il contrario di tutto e metteva insieme i partiti di Salvini, Meloni, Zingaretti e Di Maio. Nonostante le prese di posizione dei leader, il NO ha portato a casa oltre 7 milioni di voti. E’ lo zoccolo duro dell’Italia che non si lascia intortare dalle promesse e dagli slogan, che ha fiutato il pericolo – per la democrazia – di un parlamento delegittimato. Ma i giochi sono tuttora da fare: non è detto che la novità sia necessariamente un male su tutti i fronti.


Risultati referendum eligendo ministero dell'Interno
Fonte: Eligendo (ministero dell’Interno)

L’altro fronte è quello del Sì, che ha convinto il 69,96% dei votanti, i quali probabilmente sono rimasti abbagliati dall’idea di avere meno (inutili) rappresentanti di cui la media dei cittadini – al di là dei soliti noti – non conosce né nome né volto. Non solo: deve aver convinto la promessa (che nelle ultime settimane ha cavalcato i quotidiani che fanno capo a certa parte politica e i social), che con la vittoria del Sì Conte e gli altri avrebbero fatto le valigie, magari lasciando il posto a un esecutivo votato dai cittadini. In realtà, il taglio potrà diventare effettivo solo dal 2023, anno che secondo gli auspici di Giuseppi e degli altri dovrebbe coincidere con la fine del mandato dell’attuale governo.



Ministri e premier, dunque, sono ancora saldamente ancorati alle proprie poltrone, e a giudicare dal lassismo dell’opposizione e dall’unità di intenti che proprio il blocco del Sì ha svelato, lo saranno ancora per un bel po’. Il contentino per gli elettori che oggi si sono svegliati con la consapevolezza di aver votato per non veder cambiare a conti fatti nulla, sono le dichiarazioni di alcuni politici in corsa e destituiti, che ora parlano di “Parlamento anticostituzionale”. E’ il caso di Riccardo Molinari (Lega) che ha parlato della necessità di sciogliere le Camere, e di Giulio Tremonti, già ministro delle Finanze che intervenendo a RPL ha parlato della “non legittimità” del governo in carica.


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto (inviolabile) dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), circolare, riunirsi e manifestare in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, utilizzo della mascherina ecc.) se non è previsto dalla legge – non dai Dpcm e dalle ordinanze – per gravi, documentati e passeggeri motivi. Allo stesso modo, ognuno può astenersi da un trattamento in forza delle sue convinzioni religiose o sociali. L’obiezione di coscienza è un diritto. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


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Renato Ferriani
Renato Ferriani
16 giorni fa

Il migliore fuori dai mainstream.Del memorandum di Trump sugli aiuti e’ una buonissima notizia ma al di fuori di voi
non c’e’ traccia Grazie siete meravigliosi
Renato Ferriani

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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.