Periodico di Inchieste

Monopattini, tre incidenti in 24 ore. Ma con il venerdì nero delle due ruote la sfortuna non c’entra


Travolti una 31 enne e un 19enne di Milano, un 11enne di Como. Così certo “ambientalismo” pilotato dall’alto continua a mostrare le sue falle e a mettere a repentaglio la sicurezza comune



Sia stata o meno Greta la prima ad essere “sgamata”, è ormai chiaro che certo ambientalismo pilotato dall’alto continua a mostrare le sue falle. E le sue ipocrisie. In Italia, complici le agende messe in pratica dal ministro dei Trasporti in quota dem Paola De Micheli, è corsa al monopattino. Un’idea apparentemente furba (“smart” direbbero i globalisti recentemente rimproverati dall’Accademia della Crusca per l’utilizzo smodato di inglesismi) ma che in realtà continua a cozzare con la mancanza di piste ciclabili, con l’architettura di moltissime città d’Arte italiane chiamate a preservare centri storici intoccabili, con il traffico delle città metropolitane e con le strade impervie che caratterizzano molti tratti meridionali.


Ma pazienza. Tutti sul monopattino a sfidare camion, traffico cittadino, buche tipicamente romane, tornanti, perché lo dice la tv o perché in questa direzione vanno i moniti de La Scienza. Quella che si allarma per il cambiamento climatico e vuole l’elettrico, ma non racconta mai lo sfruttamento naturale che c’è dietro la creazione di una batteria al litio. Il futuro del “niente sarà più come prima” deve avere il suo cuore pulsante in nuovi assetti sociali sempre più aridi, nella tecnologia sempre e comunque e – appunto – in nuove forme di sfruttamento.


Di certo, i cambiamenti forzati che non risiedono nel miglioramento delle condizioni comuni generali – quelli cioè dettati esclusivamente da interessi specifici di pochi – mostrano ben presto i loro limiti. Con il monopattino sta già succedendo. Lo raccontano gli ultimi concitati giorni in fatto di mobilità a due ruote. Ieri in Via Braga, a Milano, stando alle prime ricostruzioni una 31enne non è riuscita a cambiare la traiettoria del suo monopattino elettrico e si è schiantata contro un furgone. Ora si trova all’ospedale Niguarda in condizioni disperate a causa del grave trauma cranico riportato.


Sempre a Milano, nella notte, a perdere il controllo del mezzo è stato un diciannovenne che è caduto sull’asfalto e che, fortunatamente, non è in gravi condizioni. Nello stesso giorno è stato registrato uno scontro tra un’auto e un monopattino guidato da un bambino di 11 anni. Il giovane (che ha subito l’impatto mentre si trovava in una strada a senso unico) è ora ricoverato all’ospedale Sant’Anna di Como. Tre incidenti balzati alle cronache (ma il fenomeno potrebbe essere molto più diffuso) in appena 24 ore. Lasciando da parte il 47enne di Campobasso che il 13 luglio ha riportato diverse ferite a seguito di una caduta e anche le due 15enni che viaggiano insieme a Milano e sono state ricoverate in codice giallo.


E davvero bastano gli equipaggiamenti – caschi, parastinchi e chi più ne ha più ne metta – per far terminare quella che si configura come la futura strage silenziosa dei più giovani e dei più incoscienti o, meglio, di chi crede ciecamente senza riflettere a consigli che in realtà nascondono la volontà di cavalcare fette di mercato a scapito della stessa sicurezza dei cittadini? Perché il tempo libero è un conto, circolare su due rotelline nell’ora di punta o in periferia, è un’altro.


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge – non dai Dpcm – per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.