De Robert: "Tso come i vaccini non privano della libertà" | Rec News
Periodico di Inchieste

De Robert: “Tso come i vaccini non privano della libertà”


“I trattamenti sanitari obbligatori sono previsti in casi come questa pandemia”. Pensare che a parlare è un membro del collegio del Garante nazionale delle persone private di libertà



“Ci sono Tso come le vaccinazioni che non prevedono privazioni di libertà personali”. Lo ha detto Daniela de Robert (giornalista e membro del collegio del Garante nazionale delle persone private della libertà) al Manifesto1. A dare conto del cortocircuito è Eleonora Martini. Cortocircuito perché de Robert, anziché esprimersi contro gli strumenti coercitivi in forza dell’incarico che ricopre, si è detta favorevole a un’applicazione estesa del Tso. Addirittura per quanto riguarda la possibile somministrazione del vaccino contro il coronavirus. Una posizione che ricorda un po’ quella di Alessandro Polichetti, il medico dell’ISS che anziché informare sui pericoli salutari connessi al 5G firma studi e partecipa a convegni che certificano le presunte bontà della tecnologia di quinta generazione.


“Ci sono due tipi di Tso: con privazione della libertà e senza”, ha detto de Robert introducendo un’incomprensibile sottigliezza che però non fa il paio con il fatto che si tratti in ogni caso di trattamenti che avvengono contro la propria volontà, cioè forzati. “Direi – ha proseguito – che il Tso è previsto in casi come questa pandemia in base all’articolo 33 della legge 833, ma bisogna decidere come attuarlo. Se si intende procedere con quarantena obbligatoria, con piantonamento del paziente, ecc. allora si tratta di un arresto per ragioni sanitarie e serve la convalida dell’autorità giudiziaria”, è quanto ha detto de Robert al Manifesto.


“Se invece – ha continuato – al positivo recalcitrante si applica il Tso non coercitivo (che non esiste perché un trattamento forzato è sempre coercitivo, nda) un obbligo di dimora ma senza privazione della libertà, magari aumentando le molte o applicando contravvenzioni che finiscono sulla fedina penale, si entra nel campo dell’isolamento fiduciario basato sulla cosiddetta compliance. Insomma, se si decide di farlo, va definito il come. Per il Garante è discriminante sapere se c’è o no privazione della libertà personale”. Ma come può non esserci una privazione se alla base del concetto stesso del Tso c’è una forzatura, un obbligo?


Nel 2015, Daniela de Robert ha partecipato al convegno “Dal carcere al Nuovo Umanesimo – voci, volti, esperienze” (nella foto, un momento dell’incontro). L’espressione criptica, come è noto, è molto cara al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, all’epoca impegnato a prepararsi dietro le quinte.


1 De Robert: “Il Tso per il Covid è lecito, ma si decida se con o senza arresto” – ilmanifesto.it (articolo riservato agli abbonati) 6 luglio 2020/Edizione del 7 luglio 2020 – di Eleonora Martini

beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge – non dai Dpcm – per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


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