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La vita sulla terra è una combinazione del minuscolo e del gigantesco: dalle cellule che costruiscono un organo al corpo di un essere senziente, dalle comunità in cui viviamo agli ecosistemi da cui dipendiamo al piccolo punto che la terra rappresenta nell’universo. La vita non è solo un mix di materia, chimica e biologia: è fatta di innumerevoli relazioni che si sono sviluppate in milioni di anni di evoluzione e simbiosi. Questa “rete della vita” è stata descritta per la prima volta dallo scienziato austriaco Fritjof Capra. La caratteristica chiave è che l’intera vita è più della somma delle sue parti (fisica, chimica e biologia), qualcosa che Leonardo Da Vinci ha già descritto.

Cento milioni di virus discendono ogni giorno su ogni metro quadrato di terra

Siamo ancora in procinto di scoprire cos’è la vita e come è organizzata. Ci sono più batteri che vivono nella nostra bocca che persone che vivono sulla terra. Ci sono dieci volte più virus nel mare di quanto non ci siano batteri. Ci sono un milione di batteri in un millimetro cubo di acqua di mare. Cento milioni di virus discendono ogni giorno su ogni metro quadrato di terra. La maggior parte sono rilasciati dalle onde del mare in aria. Il numero di microrganismi nel nostro corpo è uguale al numero di cellule umane. Non importa quanto bene ci si lava e ci si strofina, ogni angolo e fessura del nostro corpo è coperto da creature microscopiche. Tuttavia, la maggiore concentrazione di questa vita invisibile prospera nelle profondità oscure dei nostri intestini privi di ossigeno.

Se pensiamo di poter padroneggiare la vita attraverso la manipolazione genetica, dobbiamo ripensarci

Ecco dove il nostro sistema immunitario funziona con la precisione di un orologio nucleare, seguendo con grande disciplina ogni istruzione del nostro genoma. Questa sequenza di reazioni chimiche e materia biologica conosciute come le nostre doppie eliche, ha in sé circa 20.000 regole. Mentre abbiamo determinato la struttura e il contenuto del genoma umano, ancora non comprendiamo appieno come funziona. La forza della nostra vita dipende da queste regole che vengono distribuite sul “pilota automatico”. Se aggiungiamo tutto i geni dei batteri, virus e funghi che hanno nel nostro corpo la loro casa e che interagiscono con i nostri geni, stiamo operando sotto più di due milioni di “regole”. Quindi, se parliamo di “noi”, dobbiamo ancora considerare “gli altri ” che ci fanno metabolizzare cibo, permettono di innescare una risposta dal nostro sistema immunitario quando un virus ci attacca e di sintetizzare vitamine, solo per citare alcune cose. Se pensiamo di poter padroneggiare la vita attraverso la manipolazione genetica, l’editing genico e la medicina moderna per “uccidere il male”, dobbiamo ripensarci.

La guerra contro i “nemici” che abitano dentro di noi

La nostra visione di batteri, virus e funghi – che determina come potremmo vivere felici e sani – è caratterizzata da ignoranza e paura. Sfortunatamente, consideriamo sistematicamente questi microrganismi come nemici. Peggio ancora, stiamo conducendo una guerra aperta contro di loro. Antibiotici e vaccini sono le armi che scateniamo contro il vaiolo, la tubercolosi e molte altre malattie. Sì, è vero che questa guerra ha salvato un gran numero di vite. Ma sempre più ricercatori e membri della società civile sono preoccupati che il nostro assalto ai “cattivi” abbia fatto (e stia facendo) danni irreparabili ai nostri partner buoni con cui abbiamo costruito una sinergia molto efficace per promuovere e migliorare la vita. Il successo nella lotta contro gli agenti patogeni, ha contribuito a una nuova serie di malattie che ora dobbiamo affrontare. Peggio ancora, impediamo al nostro sistema immunitario di perseguire il suo modo naturale di operare con i suoi partner collaudati nel tempo. Lo facciamo sperando di legare pericolosi virus, batteri e funghi, “raccoglierli” e rimuoverli come detriti pericolosi, come farebbe un’aspirapolvere.

La lotta contro la vita che ci circonda

La nostra scienza e l’ingegneria moderna non solo combattono ciò che è dentro di noi; la società ha intrapreso una lotta senza pari e indiscriminata contro la vita che ci circonda. Negli ultimi anni abbiamo applicato pesticidi, erbicidi e fungicidi come parte di una feroce guerra contro tutto ciò che viene percepito come un rischio per le colture. La coltivazione di massa e la lavorazione di massa di alimenti standardizzati, sono state considerate indispensabili per raggiungere la sicurezza alimentare. Il fatto che abbiamo trascurato la biodiversità – pur non raggiungendo la sicurezza alimentare prevista – è supportato da statistiche che mostrano tendenze devastanti in materia di cibo, salute e biodiversità. In qualche modo questi fatti non ci hanno motivato a cambiare rotta. Nell’ambito della strategia per la sicurezza alimentare, il modus operandi persegue l’uccisione indiscriminata di erbacce, insetti e parassiti. Fino a poco tempo fa, non ci rendevamo conto che la ricerca di un obiettivo (produrre più cibo) ha avuto molti effetti collaterali devastanti, tra cui l’uccisione di un’intera piramide della vita. Mentre le tossine peggiori come DDT e amianto sono stati vietati (nella maggior parte dei Paesi e per la maggior parte delle applicazioni, ma non tutte) ci sono migliaia di altre molecole che sono state concesse in licenza per la dispersione gratuita. Avremmo dovuto saperlo.

Il fallimento di causa ed effetto

La sfida per i regolatori è che l’approvazione di un nuovo prodotto è limitata a un valutazione semplicistica della “causa” e di “nessun effetto sulla salute delle persone”, oltre che “dalla salute della natura”. Questa causalità diretta potrebbe non essere facile da dimostrare o potrebbe essere respinta nel momento in cui si considera che la rete vitale di ogni specie vivente opera con più di 2 milioni di regole. La semplice proposta di rispettare la “logica scientifica” della causa e dell’effetto, senza considerare la reale complessità della vita, implica l’incapacità di fornire prove. L’impatto riverberante dei cocktail chimici sul ciclo vitale, esiste al di là di qualsiasi dubbio. Paesi come la Germania hanno riportato una diminuzione degli insetti negli ultimi 30 anni di non meno del 70 per cento1. E mentre le api hanno ottenuto la loro meritata attenzione anche se non riusciamo ancora a fermare la loro scomparsa, ci sono migliaia di insetti più benefici che non possiamo nemmeno nominare e che vengono sterminati senza una ragione valida. Questo genocidio di insetti è considerato un danno collaterale nella lotta per la sicurezza alimentare. Il buon senso conferma chiaramente che qualcosa di fondo è sbagliato. Tuttavia, come possono i responsabili politici passare dalla prova statistica con un grado molto elevato di certezza che il sistema sta collassando, a proibire una specifica molecola sintetica? Secondo le regole prevalenti del gioco, sarà impossibile fermare l’assalto fino a quando i danni irreparabili non si saranno manifestati nella società civile.

Dalle colture non OGM ai biocarburanti

Una delle sostanze chimiche che è stata oggetto di ampio esame per decenni è il glifosato, il principio attivo del Roundup erbicida. E’ la chimica applicata in maniera estesa sulle colture OGM e non OGM. Controlla le erbacce e funziona come essiccante del raccolto. Mentre molti attivisti si sono preoccupati delle tracce che questo erbicida lascia mentre viaggia attraverso la catena alimentare nel nostro corpo e nei nostri escrementi, dobbiamo indicare l’abbondanza della molecola di glifosato grezzo nei biocarburanti. Questa volatilizzazione del glifosato è al centro di una catena di effetti avversi che stiamo scoprendo mentre scriviamo. È opportuno aumentare la consapevolezza e studiare l’impatto del glifosato aereo che si diffonde attraverso l’aria mentre più biocarburanti si trasformano in una parte fissa del mix energetico. Le implicazioni potrebbero presto essere dimostrate come devastanti, come la tecnica di mescolare il piombo (PB-piombo) alla benzina. Ha reso il motore più fluido ma la volatilizzazione del piombo nell’aria e da lì nella rete della vita attraverso pioggia, fiumi, suolo e piante, si è trasformata in un disastro di salute pubblica che ha costretto i governi a intervenire e vietarlo.

Buone intenzioni con effetti collaterali imprevedibili

Il punto di partenza di questo dramma, è una serie di intenzioni apparentemente lodevoli. I governi hanno attivamente promosso i biocarburanti come parte di politiche molto diverse che hanno senso finché facciamo astrazioni delle conseguenze indesiderate. Negli anni ’70 il Brasile desiderava ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili importati. Dal momento che lo zucchero ha perso il suo ascendente sui consumatori, la sua massiccia cultura della canna che era inizialmente spiccata dalla terra della foresta pluviale atlantica demolita, è stata trasformata in un’industria di biocarburanti. I miliardi investiti hanno salvato il Paese consegnando miliardi in valuta estera all’anno mescolando etanolo con petrolio, e ha generato migliaia di posti di lavoro. Nel 2001, gli Stati Uniti hanno intrapreso una strategia deliberata per aumentare la domanda di mais trasformandolo in carburante. Il 25% dei campi di mais americani sono stati trasformati in fattorie di etanolo. Questa domanda aggiuntiva ha garantito prezzi più elevati per gli agricoltori, proprio come la strategia per promuovere la plastica dal mais ha generato un ulteriore aumento dei prezzi. Il governo degli Stati Uniti ha dedicato miliardi di dollari in sussidi ogni anno per convertire il mais in biocarburanti, e ha trasformato i commercianti di mais in miliardari, mentre le tortillas – il cibo di base per i messicani poveri – è diventato proibitivamente costoso.

Biocarburanti e glifosato

L’Europa si è impegnata a ridurre le emissioni di carbonio per invertire il cambiamento climatico. Per fare ciò, ha deciso di convertire la biomassa sprecata (produzione di olio d’oliva in eccesso, olio da cucina esausto, olio di colza, persino legno) in combustibili. Le ambizioni dell’Europa per i biocarburanti hanno superato di gran lunga la sua capacità di coltivare e recuperare gli oli. Pertanto, l’UE ha dovuto importare nel 2018 quasi quattro milioni di tonnellate di biocarburanti. Molto proveniva da soia OGM Roundup-Ready (principalmente dall’Argentina) e olio di Palma (principalmente dall’Indonesia) coltivato sulla foresta pluviale denudata controllata dal glifosato che ha distrutto l’habitat dell’orangutan. Qualunque sia stato o sia l’obiettivo politico, il fatto è che tutti questi biocarburanti bruciati dalle automobili in Brasile, negli Stati Uniti e in Europa sono contaminati dal glifosato. La conseguenza è che abbiamo inconsapevolmente inquinato l’aria che respiriamo e mettiamo un ulteriore stress nel nostro sistema immunitario.

Esiste una correlazione tra l’uso di biocarburanti e l’incidenza del coronavirus?

A seguito del successo dei biocarburanti per le auto, l’industria aerea ha sentito la pressione di unirsi al carro. L’industria aeronautica ha attivamente miscelato oli a base vegetale in cherosene per oltre un decennio. Los Angeles (LAX) è stato il primo aeroporto al mondo ad offrire biocarburanti nel 2009. Nel 2011, KLM Royal Dutch Airlines è diventata la prima compagnia aerea ad utilizzare bio-cherosene a base di olio da cucina usato. United Airlines, American Airlines e Air France si sono uniti subito dopo. I corridoi delle compagnie aeree sono ora corridoi di glifosato in volo. Esiste una correlazione tra il fatto che il Brasile, gli Stati Uniti e alcune regioni europee hanno ottenuto il punteggio più alto nel consumo di biocarburanti e che sono stati colpiti in proporzione da più morti di Coronavirus?

Quattro casi emblematici: Bhutan, Sikkim, Russia e Arabia Saudita

Vale la pena sottolineare che Bhutan e Sikkim, le due regioni del mondo impegnate al 100% nell’agricoltura biologica dove l’aviazione è molto limitata, hanno avuto zero morti segnalati da coronavirus. Può anche essere ironico che i Paesi con una potente lobby del petrolio e del gas come la Russia e L’Arabia Saudita dove i biocarburanti non sono stati adottati, abbiano una minore incidenza di morti da Coronavirus soprattutto rispetto al Brasile e agli Stati Uniti. Non si tratta di prove di causa ed effetto che sono – come indicato – impossibili da dimostrare con la logica attuale che trascura il sistema nel suo complesso.

Forti correlazioni confutano la coincidenza

Il glifosato è il principale contaminante che secondo le sue specifiche e le autorizzazioni per il suo utilizzo, non dovrebbe essere trovato negli alimenti, nel suolo, nei fiumi, nei laghi, nelle acque sotterranee, nel sangue, nelle urine e nel latte materno. Purtroppo le tracce si trovano ovunque! A causa della popolarità dei biocarburanti, la molecola doubmul è sempre più presente nell’aria che respiriamo. Si diffonde come un virus attraverso corridoi aerei che scendono su di noi attraverso la pioggia e il vento. A meno che non si viva in alto nell’Himalaya, nessuno può essere protetto dall’esposizione ad esso. Semplicemente respirando, il glifosato si deposita nel nostro tessuto polmonare. La correlazione tra l’allarmante aumento di una serie di malattie croniche e l’uso del glifosato è stata confermata attraverso la ricerca scientifica con uno straordinario valore p2 di 2 inferiore a 0,00001. Ciò indica che la corrispondenza tra malattia e presenza di glifosato non è affatto una coincidenza3. Un’analisi di coloro che hanno sofferto e sono morti in Lombardia a causa del COVID-19, ha rivelato che il 99% di loro aveva una malattia cronica, e quasi la metà soffriva di tre o più malattie che si correlano con malattie croniche associate al glifosato4. Forse non dovremmo insistere sul distanziamento sociale, ma sul fatto che i governi applichino finalmente una riduzione consistente delle esposizione dei cittadini al glifosato.

Il glifosato danneggia i polmoni. Una buona alimentazione è risolutiva per proteggersi

Un crescente elenco di letteratura scientifica suggerisce che il glifosato può danneggiare i nostri polmoni in modo tale da indurre una risposta acuta a questo nuovo virus del raffreddore, portando a gravi danni ai polmoni, difficoltà respiratorie e incapacità di eliminare efficacemente il virus dal corpo utilizzando i percorsi regolari che abbiamo descritto. La correlazione tra glifosato e malattie croniche è così forte che possiamo avanzare con certezza l’ipotesi che “il grado con cui una persona è suscettibile al COVID-19 sia proporzionale al grado in cui è stata esposta al glifosato”. Mangiare biologico, stare lontano dalle principali autostrade ed evitare le zone trafficate da aerei che rilasciano biokerosene, può essere tra i migliori strumenti per proteggersi dal COVID-19. La risposta migliore è quella di aumentare l’agricoltura biologica come stanno facendo Spagna, Italia, Austria e Stati baltici.

I responsabili politici dovrebbero adottare una strategia sul modello militare

Quando l’Intelligence militare conferma che un nemico sta preparando un attacco, diventa assurdo aspettare per prepararsi a costruire una strategia di difesa finché non è stato dimostrato che l’avversario è belligerante. Mentre non possiamo affermare che sia dimostrato oltre ogni dubbio che il glifosato indebolisce il sistema immunitario, danneggia i polmoni e porta ad una risposta acuta a un semplice virus, è comunque il momento di applicare la logica “militare”. Perché aspettare che tutto questo venga dimostrato secondo i soliti parametri? Ciò dovrebbe motivare l’Unione europea a porre finalmente fine al glifosato, che sarà uno dei fattori chiave per ridurre il rischio di una pandemia. Naturalmente ci saranno scienziati che discuteranno con forza contro questi argomenti e sono pronto ad affrontare le minacce e gli abusi per difendere ciò che credo la gente debba sapere. La società civile ascolta gli scienziati, raccoglie dati, fatti, conoscenze e saggezza per poi decidere senza paura ma con il cuore, nell’interesse del Bene Comune. Solo lo 0,1% della popolazione si qualifica come scienziato, quindi è impossibile che questo numero minuscolo regoli oltre il 99,9% dei cittadini che desiderano solo una vita felice e sana, in armonia con la loro comunità e con la natura.

Nota: Sono grato a Jennifer Margulis per la sua incredibile ricerca di base basata su articoli di peer group reviewed. Lei e la dottoressa Stephanie Seneff del Massachusetts Institute of Technology (MIT) sono state le mie fonti chiave per documentare questo articolo.

1 https://www.dw.com/en/munich-study-confirms-severe-decline-in-insect-populations-in-germany/a-51052955
2 Più piccolo è il valore p, più forte è la prova che l’ipotesi nulla dovrebbe essere respinta. Un valore p inferiore a 0,05 (tipicamente ≤ 0,05) è statisticamente significativo. Indica una forte evidenza contro l’ipotesi nulla, poiché c’è meno di una probabilità del 5% che il nullo sia corretto (ei risultati sono casuali).
3 https://jeffreydachmd.com/genetically-modified-gmo-food-part-2/
4 https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Report-COVID-2019_17_marzo-v2.pdf

Gunter Pauli è il fondatore della Blue Economy e della Strategia "Zeri". Economista belga, ha all'attivo decine di pubblicazioni sul rilancio dei territori e sull'economia sostenibile. Ultimo in ordine di tempo: "Piano A: La Trasformazione dell'Economia Argentina". All'Italia ha appena regalato "100 domande in 100 pagine". Su Rec News pubblica degli Editoriali in cui mette in campo idee e suggerimenti pratici per uscire dalla crisi, per aver cura di sé stessi e dell'ambiente.

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1 Commento

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  1. Carla Villa Maji

    16 Giugno 2020 at 19:47

    Gli Umani agendo non solo introducono l’ errore ma non sono in grado di calcolarne e prevederne l’ entità, per questo le persone più intelligenti sono anche le più umili attenendosi all’ essenziale e coltivando la propria natura spirituale. Carla Villa Maji.

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LETTERE

Obbligo vaccinale, depositati quattro interventi e tre pareri

di Roberto Martina*

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Obbligo vaccinale, depositati quattro interventi e tre pareri a sostegno dell'illegittimità costituzionale | Rec News dir. Zaira Bartucca

Avvocati Liberi unitamente al prof. Avv. Augusto Sinagra ha depositato alla Corte Costituzionale quattro interventi e tre opiniones in qualità di amici curiae a sostegno dell’accoglimento della illegittimità costituzionale dell’obbligo vaccinale per i sanitari di cui all’art. 4 D.L. 44-2021 sollevata dal Consiglio di Giustizia Amministrativa della regione Sicilia. Nei prossimi giorni pubblicheremo il contenuto degli atti affinché possano essere conosciuti da tutti.

Iniziamo con l’opinione di carattere scientifico che Avvocati Liberi ha depositato in nome e per conto del Dr. Sandro Sanvenero, presidente dell’Albo degli Odontoiatri presso l’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di La Spezia, che ha documentato lo svilupparsi nel tempo di una cosiddetta efficacia negativa dei farmaci vaccinali.

L’opinione è stata redatta da un collegio illustre di sanitati di altissimo profilo (prof. Giovanni Frajese; Dr. Sandro Sanvenero; Dr. Alberto Donzelli; Dr. Eugenio Serravalle; Dr.ssa Patrizia Gentilini) che ne hanno autorizzato la pubblicazione per fini scientifici e di condivisione (in basso).

L’efficacia negativa, al crescere della distanza temporale dall’ultima dose vaccinale, è supportata da prove sempre più forti e demolisce la finalità della norma: se il fine della vaccinazione dei sanitari è quello di proteggere i pazienti ed i soggetti fragili con cui entrano a contatto, allora per questi soggetti è più pericoloso essere assistiti da sanitari vaccinati da oltre 6-8 mesi, perché tendono a diventare più suscettibili all’infezione dei sanitari non vaccinati.

Una possibilità è che i farmaci vaccinali impattino negativamente sul sistema immunitario del somministrato che, dopo alcuni mesi dalla vaccinazione, aumenta la probabilità di contrarre l’infezione rispetto ad un soggetto non vaccinato e, conseguentemente, aumenta il rischio di contagio del prossimo.

La possibile efficacia negativa, però, è solo una parte del problema, perché comunque i farmaci vaccinali non sono sicuri: il trattamento obbligatorio non è idoneo a raggiungere lo scopo (i vaccini non sono complessivamente efficaci per tutelare gli altri) ed espone la persona al rischio di eventi avversi potenzialmente gravi e persistenti (i vaccini non sono sicuri).

Non è possibile ragionare in termini quantitativi, accettando l’idea che ci possa essere una fascia percentuale di cittadini sacrificabili, perché la vita umana è sacra, inviolabile, e nessuno può stabilire che una persona debba assumere obbligatoriamente un farmaco che possa condurre a morte o ad una forma invalidante della propria integrità psico-fisica senza cadere in una gravissima violazione del diritto naturale, della libertà personale, dei diritti costituzionali e dell’habeas corpus.

Il rispetto della persona umana è un limite invalicabile anche per la legge: “nessuno può essere semplicemente chiamato a sacrificare la propria salute a quella degli altri, fossero pure tutti gli altri”. (Corte Cost. sentenza n. 118/1996 in tema di vaccinazione antipolio).

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LETTERE

Russia e Ucraina. L’arte, il denaro e la guerra

di Paolo Battaglia La Terra Borgese*

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Composizione VI è un dipinto a olio su tela (195×300 cm) realizzato nel 1913 dal pittore Vasilij Kandinskij. È conservato all'Ermitage di San Pietroburgo | Rec News dir. Zaira Bartucca
"Composizione VI" (1913) olio su tela, Vasilij Kandinskij - Ermitage, San Pietroburgo
Nell’immagine “Composizione VI” (1913). Olio su tela, Vasilij Kandinskij – Ermitage, San Pietroburgo

Affermava Bukowski che il capitalismo ha soppresso il comunismo, e che adesso il capitalismo divora se stesso.

Il denaro

In wikipedese la servitù della gleba (già colonato in epoca romana) era una figura giuridica molto diffusa nel Medioevo, che legava il contadino a un determinato terreno (la gleba, in latino propriamente “zolla [di terra]”). Una figura giuridicamente complessa, che si colloca a metà tra lo schiavo e l’uomo libero.

Istituito il vile denaro l’uomo comincia a rimettere al suo simile il lavoro, e non più la propria esistenza. Alias l’economia e l’esistenza potrebbero ora permettere ad un nucleo familiare di reggere per stare bene. Invece l’economia non è più in logica, né per la vita e tantomeno per la famiglia, è uno sviluppo che va avanti per suo conto, nella dialettica propria degli interessi di pochi eletti.

Infatti l’Uomo (peccato la maiuscola) ha rilevanza sociale solo se fornisce, se gli è concesso di produrre, per cui è la produzione che giustifica la presenza non il fatto di essere uomo: una bestemmia.

Aristotele spiegava che il denaro non può produrre denaro giacché esso mai è un bene, ma solo ed esclusivamente l’immagine di un bene, la sua rappresentazione, e con le immagini non può farsi ricchezza. Ed è nel Vangelo che Luca tramanda di prestare il denaro senza attenderne la restituzione. Invero i banchieri fanno sì che il denaro sia principio dell’economia, quel denaro che, col tempo, sempre meno meno ha avuto a che fare con la ricchezza prodotta materialmente, dall’agricoltura, e l’industria, e l’artigianato, e il commercio; ma sempre di più con la ricchezza prodotta in maniera finanziaria: denaro generante denaro, usura legalizzata: basta pensare al “paghi a rate senza interessi”, nemmeno Vanna Marchi!

E la politica, a servizio della finanza

Platone chiariva che a decidere doveva essere chiamata la politica. Al contrario, ora gli spazi decisionali sono prerogativa dell’economia, e la finanza, del denaro marchettaro. Una politica insolvente che delega a presiedere il Paese i tecnici finanziari: ora Ciampi, ora Monti, ora Draghi”.

Diritti umani e contrattazioni

Agisce solo il mercato e la globalizzazione: l’Occidente porta all’estero il mercato e vorrebbe esportare la democrazia e pure i diritti umani come li intende. Nondimeno se tutto ciò cozza con il mercato, allora lo stesso Occidente dimentica e scorda la democrazia e pure i diritti umani.

Di fatto

Il Manifesto delle Nazioni Unite, quello per lo Sviluppo, stima che Europa e America del Nord – alias un miliardo circa di persone – necessitano dell’80% delle risorse del Pianeta per mantenere il corrente livello di vita. Significa che i rimanenti più o meno sei miliardi di persone debbono o dovrebbero accontentarsi del restante e misero 20%. Se Europa e America del Nord dessero da sgranocchiare qualche etto in più di riso ai cinesi o indiani, gli occidentali non potrebbero più reggere questi livelli di supremazia. Questa è crescita per il bene dell’Umanità? questa è la verità.

Tra produzione e consumi

Un circolo depravato e corrotto, perché se non si consumiamo è inutile produrre e senza produzione viene meno il lavoro. La legge, bibbia, è produrre, sempre, e consumare il più possibile, oltre ogni fabbisogno necessario. Tutto deve durare poco: cibo, moda, automobili, televisori, elettrodomestici, telefonini e così via, e si creano bisogni sempre nuovi “con quella pubblicità che crea infelici perché la gente felice non consuma”, (Frederic Beigbeder, pubblicitario).

La risposta “ecumenica” della guerra

Prende avvio la nuova storia, differente da quella che vedeva gli USA guardiani della Terra. Russia e Cina non sono più rurali, e la prima ha visto gli Usa che non hanno perorato la Georgia, lo stesso per l’Ucraina e pure per la Siria e la Libia e l’Afghanistan. A Putin il momento giusto non è sfuggito, ed è entrato in Ucraina per impadronirsene. Ma l’Ucraina è un scusa, l’effettiva guerra è tra Russia e Usa. La pace non è plausibile, ovvio è che Putin non rinunci a vincere una guerra che ineluttabilmente vincerà.

E allora vorrà incontrare Zelensky, potrebbe volere fare un’operazione del tipo Yalta, posizionare insieme Russia, America, Cina, e possibilmente pure l’India, per dividersi le zone d’influenza, come è stato fatto per la c.d. Guerra Fredda. E Pechino sostiene Mosca, ovvio, per entrare nel controllo delle zone d’influenza.

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LETTERE

Vi spiego cos’è il prunismo attraverso le opere di un’artista italiana

di Paolo Battaglia La Terra Borgese*

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Vi spiego cos'è il prunismo attraverso le opere di un'artista italiana | Rec News dir. Zaira Bartucca

I pittori prunisti formano la più recente diramazione delle correnti astrattiste e surrealiste europee sviluppatasi soprattutto negli USA, e nelle opere della pittrice Francesca Falli la sintesi italiana è maestra.

MetodologismoDigital Art, e-Cutpaste e traditional painting

Oltre un secolo fa Picasso e Braque introdussero la tecnica del collage nell’arte: ritagli di giornale prendevano posto integrante nei loro lavori, così che il materiale proveniente dal contesto non artistico dei mass media divenne materiale artistico. Un anno dopo Marcel Duchamp crea i suoi ready-made, e l’oggetto già esistente entra nella potenza dell’arte. L’immagine viene dunque staccata dalla riproduzione della realtà e la vita reale entra invece nell’immagine. Il genere del collage coinvolgerà gli artisti d’avanguardia: futuristi, dadaisti e costruttivisti, e movimenti neo-avanguardisti come Fluxus e la Pop art, e persino la poesia visiva. Particolarmente col postmodernismo la tecnica del collage acquisisce uno slancio creativo. Tutto: gli stili, i frantumi, addirittura intere opere di altri artisti, così come i prodotti e i motivi della cultura popolare, i parlati quotidiani, i messaggi concettuali e quelli concernenti il credo religioso e teoretico sono riorganizzati per costruire una moderna opera d’arte attraverso la quale si rileva e rivela l’anima relativa tra significato e contesto, per analizzare e confutare problematiche sociali, politiche e artistiche più abbondanti. Francesca Falli, flexer, genio italiano della pittura, ne fa la Sua Digital Art, il Suo cutpaste contemporaneo.

Falli, Kant e I Polli

Il tocco concettuale, dunque, come strumento principale: Kant ha insegnato che la realtà in sé non può essere posseduta, ogni qual volta noi la fissiamo in uno schema, la perdiamo e la falsifichiamo. La ragione ci inganna. I Polli di Francesca Falli allora aprono la battaglia per un’espressione che non sia della realtà, ma di una surrealtà più vera, sono la critica del dogmatismo, una protesta alla compatta struttura dei modelli e dei valori acquisiti, ed esprimono, in tutta la loro cifra, quel sottosuolo umano che è escluso o negato dalla tradizione.

Linguae artis

Disponendo di una scrittura speciale, glottoteta, immutabile nei suoi principi e fissa nel suo vocabolario cromatico, la pittrice si preoccupa soprattutto di mantenere vive, tra di loro, la conoscenza e la pratica; Lei raffina, elabora, partendo da questa stessa scrittura, tutto il sistema dell’arte definita, sviluppa infine le sue possibilità sfruttando sino ai limiti dell’assurdo i principi che ne definiscono i valori. Sono così composte le significazioni della Falli, per un nuovo arricchimento dei contenuti artistici contemporanei universali, senza avanzare nessuna primazia, attraverso un linguaggio autonomo staccato dai supporti tradizionali, cioè crea segni nuovi spesso ispiratamente mossi dalla letteratura classica.

Stilistica, sentimento, passione, genialità

Ora lei moltiplica le varianti, snuda, resuscita forme antiche cadute dall’uso. Sono cutpaste tratti da valori narrativi digitali, tradotti su selezionati materiali di supporto come gli specchi, i PMMA, le tele pittoriche o plastificate, le piastrelle di ceramica, le lamine in alluminio o ferro, le tavole. Ecco come fa: celebra matrimoni tra ecoline, acrilici, aerografie da spray e glitter in pieno stile surrealista, altermoderno, nella luce ineffabile dei riverberi, con alcune espressività naif, tra motivi storici e sociali. E lo spettatore è dentro l’opera.

L’allocuzione, la comunicazione artistica

L’irreale diventa così surreale interpretandolo come il rivelarsi dell’inconscio che è in noi, nudo, con le chiavi dell’altermodernismo per descrivere con evidenza spietata ed evidenza clinica. Breton: «Tutto induce a credere che esista un punto dello spirito da cui la vita o la morte, il reale e l’immaginario, il passato e il futuro, il comunicabile e l’incomunicabile, l’alto e il basso cessano di essere concepiti come contraddizioni». Tutto è in analisi.

Initium

Basi ben piantate nella tradizione, quelle di famiglia, coltivate nel laboratorio di arte e cornici del nonno materno, un atelier frequentato da collezionisti in cerca di opere e di artisti affermati che lo praticavano. Lì emerge l’incredibile curiosità, il desiderio di vedere. E, curiosando tra “I maestri del colore”, la collana edita dalla casa editrice Fratelli Fabbri – dono del nonno – inizia le prime ricerche. Trova nella figurazione primitiva ed esotica delle opere illustrate e criticate un tentativo di ritorno alle origini e di liberazione dell’inconscio. Produce pensiero. E già immagina un proprio psicologismo.

Studi

Fare arte dopo averla studiata: è l’insegnamento del nonno. Nella sua città Falli s’iscrive perciò all’allora ancora esistente in Italia Istituto Statale d’Arte (all’Aquila), da dove si congeda con il titolo di Maestro d’Arte, ricca di nozioni, sia di progettazione d’interni sia di decorazione, di lavorazione del legno e della ceramica, di scultura, cinema e teatro, e scenografia, organizzazione degli studios, audio e video. Per Francesca tutto ciò non è ancora bastevole. La sua mente studia e progetta generi declinati per fare arte nuova: sa che per questo le occorrono altre sinapsi artistiche, e prosegue perciò la sua formazione, sino a laurearsi, negli anni ottanta, in Grafica Pubblicitaria e Editoriale allo IED di Roma. Ancora una volta, Falli, non è pienamente soddisfatta del suo equilibrio formativo, del suo know-how, intenzionata com’è a spingere i limiti della figurazione classica. Decide perciò di laurearsi in pittura, per processare e apprendere meglio le competenze di base in disegno, soprattutto quello pittorico, e in fotografia, sound design, graphic design, video, storia dell’arte e arte contemporanea, e negli anni novanta – durante i quali frequenta lo studio di Fabio Mauri ed è allieva di Fulvio Caldarelli – si laurea all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.

Parentesi ottanta, la grafica come lavoro

Quelli ottanta sono anni che Falli spende nell’Art Déco, per meglio soddisfare le precise committenze che le pervengono da strutture ricettive ed anche dalle numerose residenze private, tutt’altro che modali, senza contare – nelle sue qualità di writer e post-graffitista – le richieste istituzionali di arte urbana. Per i suoi costituendi decorativi prenderà spunto dall’Egitto faraonico, dall’arte precolombiana, dalla meticolosità artistica cinese, dal Cubismo e dal Futurismo. Sono anni nei quali Francesca Falli, da libera professionista, progetta anche in ambito visivo nell’area del graphic, nell’interesse di enti pubblici e realtà aziendali.

Fare l’artista

Pensieri e linee, colori e volumi: nelle Sue opere c’è regia, inequivocabile e potente. Falli forma apparati di colore e luce in intima magia, sprigionando estetica ereticale, immune dal pregiudizio della gravità, come in taluni film o fumetti. Il linguaggio è molto espressivo dal punto di vista progettuale ed esecutivo, ri-presentificando la condizione ideale dell’origine, elemento fondamentale della sua ricerca. Nei percorsi tra natura e cultura c’è volontà di guidare un viaggio. È perciò lecito ritenere ogni opera una sperimentazione, una ricerca, e una ricerca dell’altro, verso tutte le direzioni di metaforizzazione che possono amplificare rivisitazioni sintetizzate, che generano e necessitano di situazioni contrastive, di ostacoli, di aspetti tanto interiori quanto esteriori, come nelle esperienze che s’ispirano ai grandi nomi della storia dell’arte: “Van Coc”, “Chi è Pollok”, “Poll-Gauguin”, “Pollo della Francesca”, “Cha-Gall”, dove la matrice diretta del colore e del disegno è sempre la sensazione.

Exhibitions

L’Aquila, Pescara, Cagliari, Roma, Venezia, Formentera, Bergamo, Napoli, Miami, Vasteras, Treviso, Salerno, Sassari, Caserta, Fiera di Genova – Sezione grandi Gallerie, Fiera di Bologna – Sezione grandi Gallerie, Ischia, Amalfi, Matera, Cava dei Tirreni, Malta, Stoccolma, Palestina, San Pietroburgo, Figueres, Arles, Malta, Motta di Livenza, New York, Parigi, Palermo, Spoleto, Amburgo, Praga, Bologna, Longarone Fiere, Casagiove, Lanzarote, San Diego (California), Chengdu, Capua, Nigde (Turchia), Istanbul, Ercolano, Londra, Lanciano, Shanghai, Torino, Weiz, Barcellona, Veroli, Venezia: Palazzo Albrizzi Capello – in concomitanza con la rassegna del Padiglione Guatemala presente alla 16° Biennale di Venezia e in concomitanza della Biennale di Architettura Venezia, Padiglione Europa Venezia -, Elda (Spagna), Milano, Mumbai, Vasto, Lisbona, Rio de Janeiro, Berlino, Nottingham (Regno Unito), Glasgow, Lithuania, Mosca, Art Expo New York 2021, Helsinki, Brooklyn, Favara, Padova, Alzano Lombardo. 

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