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L’arrivo del coronavirus è stata una sorpresa completa. Ogni governo è stato colto in mutande, incapace di reagire, rivelando quanto fossero impreparati i servizi pubblici. Sembrava un attacco furtivo, inizialmente invisibile, ovunque nel momento successivo. Questa spiacevole sorpresa è stata accompagnata da social media e da trasmissioni miopi, che hanno monitorato solo pochi numeri e ripetuto istruzioni minacciando multe. Questa dura realtà offriva le condizioni ideali per provocare panico e obbedienza. Di fronte alla disperazione, quasi nessuno usa il buon senso. Le emozioni innescano una serie di decisioni e impongono comportamenti che la storia giudicherà molto severamente. Quando l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato una pandemia, la leadership politica non ha aspettato a prendere le decisioni più drastiche di sempre: un blocco di (quasi) tutto il mondo. Le seguenti sei osservazioni dovrebbero guidarci verso un modo positivo di procedere.

1. La pandemia era stata annunciata in termini molto chiari

Privo di qualsiasi teoria della cospirazione, l’Harvard Institute of Global Health aveva presentato a gennaio 2019 al World Economic Forum un rapporto pungente: le pandemie ci travolgeranno a causa di un eccessivo inquinamento, eccessiva densità di popolazione e cambiamenti climatici. Gli autori hanno avvertito che i governi dovevano prepararsi. Questi avvertimenti non sono stati presi sul serio. Una volta colpito dalla pandemia, le società in generale erano incapaci di gestire le richieste in rapida crescita di servizi medici e cure palliative.

2. L’Unione europea troppo fiduciosa ha agito in modo totalmente non coordinato

Mentre l’Ue controlla rigorosamente i deficit di bilancio e il debito degli Stati membri, l’unica risposta che ha potuto immaginare contro la pandemia è stata quella di lasciare che ogni Paese decidesse di tenere cittadini come conigli nelle loro conigliere come Francia, Belgio, Spagna e Italia, o di lasciarsi regolare da soli come ha fatto la Svezia. Con la sua spesa annuale combinata di 1,5 trilioni di euro, l’Ue ha ritenuto che il suo sistema sanitario sia in grado di gestire qualsiasi situazione. Gli europei per la prima volta dalla seconda guerra mondiale, hanno dovuto fare la fila all’ingresso di emergenza degli ospedali.

Le nazioni africane, asiatiche e latinoamericane affrontano questa realtà ogni volta che un altro focolaio di dengue colpisce le loro comunità. Ogni anno 400 milioni di persone sono infettate dal virus Dengue per il quale non esiste un vaccino. Quindi gli ospedali sono invasi, come testimoniato dall’Europa. Più persone muoiono ogni anno di Dengue di quanto persino i peggiori scenari di coronavirus prevedano. Il mondo rimane impassibile! Il motore industriale e sociale europeo ha affrontato una realtà del terzo mondo.

3. Gli esperti subentrano quando tutti sono nella disperazione

Mentre è saggio e necessario ricevere un consiglio, non si può dipendere solo dal virologo. In effetti l’esperto di virus vede solo virus. I virologi sanno che si sono diffusi rapidamente. Ogni giorno su ogni metro quadrato di superficie si posano circa 100 milioni di virus, trasportati da flussi aerei da un continente all’altro. Esistono dieci volte più virus dei batteri, sulla terra. Come puoi proteggere chiunque dai virus? Ora, se decidi di proteggere, puoi bloccare e rallentare solo i tassi di infezione. Nel tempo, senza eccezioni, saranno esposti quasi il 100% delle persone. Se sai che tutti saranno comunque esposti, perché asfissiare l’economia? Oppure questo blocco era necessario per nascondere l’incapacità di gestire una vera pandemia che colpiva rapidamente?

4. Mobilitare tutti contro il nemico comune

Questa guerra contro un virus è la prima guerra nella storia in cui, per decisione politica, tutti vengono mobilitati. Questa è una situazione straordinaria. Siamo confinati in casa, costretti a rimanere fermi per mesi, in preda al panico e alla paura, costretti ad ascoltare esperti come il Dottor Anthony Fauci degli Stati Uniti, che possiede i brevetti sui vaccini e promuove il blocco, il lockdown, fino a quando il vaccino è disponibile che lo renderà molto ricco. Avremmo dovuto mobilitare tutti, invece abbiamo immobilizzato quasi tutti, tranne il personale medico.

5. Mobilitare, connettersi ed esercitarsi

Abbiamo bisogno di una mobilitazione immediata a due livelli. In primo luogo, il modo migliore per proteggersi da qualsiasi infezione virale o batterica è allenarsi. Se i muscoli non vengono utilizzati per mesi, le ossa e le articolazioni si indeboliranno, l’ossigeno nei polmoni non sarà sufficientemente rinfrescato, la placca batterica e il biofilm si accumuleranno. In queste condizioni tutti, specialmente i bambini confinati sugli schermi dei computer, sono inclini a soccombere alla prossima ondata di attacchi virali e batterici!

Lo stesso vale per il nostro sistema immunitario. Senza esporsi continuamente alla ricchezza di microrganismi che discendono dall’aria, condivisi attraverso l’acqua e il cibo, diffusi attraverso l’amore, la cura, le coccole, gli abbracci e i baci, il sistema immunitario si indebolirà. I blocchi indeboliscono il sistema immunitario! Il virus dell’AIDS uccide ogni anno 800.000 persone e non esiste alcun vaccino. Qualche governo ha proibito l’intimità? Tutti devono esercitarsi e garantire contatti regolari con amici e familiari. L’inattività e la mancanza di esposizione al sole rappresentano un rischio per la salute individuale. Imporrei multe a ogni individuo abile che non si esercita quotidianamente.

6. Scatena l’imprenditorialità

La mobilitazione più importante per uscire dal caos in cui ci troviamo è svegliare lo spirito imprenditoriale che tutti hanno. Assisteremo a un drastico calo del PIL, registreremo alti tassi di disoccupazione, in particolare tra i giovani, e l’immigrazione sarà repressa solo con la forza. Dobbiamo elencare con urgenza le attività di 1000 + 1 in ogni casa, in ogni quartiere della città, in ogni villaggio ogni giorno, per vivere in salute e felici. Questa è l’occasione per una straordinaria rinascita degli imprenditori di cui abbiamo un disperato bisogno per rilanciare l’economia con tutte le risorse disponibili.

Questi imprenditori si concentrano chiaramente sulla risposta a tutti i bisogni di base, sulla ricostruzione delle comunità, sul rafforzamento della resilienza, sullo scatenamento della mente creativa che è stata all’origine di ogni artefatto che ci circonda. Dovremmo astenerci dal discutere su “chi aveva ragione e chi è il colpevole”? Dobbiamo ispirare un’intera popolazione e generazione che è ora in modalità panico, impressionata dal little zombie (il virus). Solo passi concreti che passano rapidamente dall’idea alla visione usando il meglio della saggezza scientifica convinceranno le persone a trasformare la realtà che ci circonda. Quindi, ci evolviamo dalla visione a nuovi modelli di business che servono le persone e non il capitale.

Gunter Pauli è il fondatore della Blue Economy e della Strategia "Zeri". Economista belga, ha all'attivo decine di pubblicazioni sul rilancio dei territori e sull'economia sostenibile. Ultimo in ordine di tempo: "Piano A: La Trasformazione dell'Economia Argentina". All'Italia ha appena regalato "100 domande in 100 pagine". Su Rec News pubblica degli Editoriali in cui mette in campo idee e suggerimenti pratici per uscire dalla crisi, per aver cura di sé stessi e dell'ambiente.

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LETTERE

Obbligo vaccinale, depositati quattro interventi e tre pareri

di Roberto Martina*

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Obbligo vaccinale, depositati quattro interventi e tre pareri a sostegno dell'illegittimità costituzionale | Rec News dir. Zaira Bartucca

Avvocati Liberi unitamente al prof. Avv. Augusto Sinagra ha depositato alla Corte Costituzionale quattro interventi e tre opiniones in qualità di amici curiae a sostegno dell’accoglimento della illegittimità costituzionale dell’obbligo vaccinale per i sanitari di cui all’art. 4 D.L. 44-2021 sollevata dal Consiglio di Giustizia Amministrativa della regione Sicilia. Nei prossimi giorni pubblicheremo il contenuto degli atti affinché possano essere conosciuti da tutti.

Iniziamo con l’opinione di carattere scientifico che Avvocati Liberi ha depositato in nome e per conto del Dr. Sandro Sanvenero, presidente dell’Albo degli Odontoiatri presso l’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di La Spezia, che ha documentato lo svilupparsi nel tempo di una cosiddetta efficacia negativa dei farmaci vaccinali.

L’opinione è stata redatta da un collegio illustre di sanitati di altissimo profilo (prof. Giovanni Frajese; Dr. Sandro Sanvenero; Dr. Alberto Donzelli; Dr. Eugenio Serravalle; Dr.ssa Patrizia Gentilini) che ne hanno autorizzato la pubblicazione per fini scientifici e di condivisione (in basso).

L’efficacia negativa, al crescere della distanza temporale dall’ultima dose vaccinale, è supportata da prove sempre più forti e demolisce la finalità della norma: se il fine della vaccinazione dei sanitari è quello di proteggere i pazienti ed i soggetti fragili con cui entrano a contatto, allora per questi soggetti è più pericoloso essere assistiti da sanitari vaccinati da oltre 6-8 mesi, perché tendono a diventare più suscettibili all’infezione dei sanitari non vaccinati.

Una possibilità è che i farmaci vaccinali impattino negativamente sul sistema immunitario del somministrato che, dopo alcuni mesi dalla vaccinazione, aumenta la probabilità di contrarre l’infezione rispetto ad un soggetto non vaccinato e, conseguentemente, aumenta il rischio di contagio del prossimo.

La possibile efficacia negativa, però, è solo una parte del problema, perché comunque i farmaci vaccinali non sono sicuri: il trattamento obbligatorio non è idoneo a raggiungere lo scopo (i vaccini non sono complessivamente efficaci per tutelare gli altri) ed espone la persona al rischio di eventi avversi potenzialmente gravi e persistenti (i vaccini non sono sicuri).

Non è possibile ragionare in termini quantitativi, accettando l’idea che ci possa essere una fascia percentuale di cittadini sacrificabili, perché la vita umana è sacra, inviolabile, e nessuno può stabilire che una persona debba assumere obbligatoriamente un farmaco che possa condurre a morte o ad una forma invalidante della propria integrità psico-fisica senza cadere in una gravissima violazione del diritto naturale, della libertà personale, dei diritti costituzionali e dell’habeas corpus.

Il rispetto della persona umana è un limite invalicabile anche per la legge: “nessuno può essere semplicemente chiamato a sacrificare la propria salute a quella degli altri, fossero pure tutti gli altri”. (Corte Cost. sentenza n. 118/1996 in tema di vaccinazione antipolio).

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LETTERE

Russia e Ucraina. L’arte, il denaro e la guerra

di Paolo Battaglia La Terra Borgese*

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Composizione VI è un dipinto a olio su tela (195×300 cm) realizzato nel 1913 dal pittore Vasilij Kandinskij. È conservato all'Ermitage di San Pietroburgo | Rec News dir. Zaira Bartucca
"Composizione VI" (1913) olio su tela, Vasilij Kandinskij - Ermitage, San Pietroburgo
Nell’immagine “Composizione VI” (1913). Olio su tela, Vasilij Kandinskij – Ermitage, San Pietroburgo

Affermava Bukowski che il capitalismo ha soppresso il comunismo, e che adesso il capitalismo divora se stesso.

Il denaro

In wikipedese la servitù della gleba (già colonato in epoca romana) era una figura giuridica molto diffusa nel Medioevo, che legava il contadino a un determinato terreno (la gleba, in latino propriamente “zolla [di terra]”). Una figura giuridicamente complessa, che si colloca a metà tra lo schiavo e l’uomo libero.

Istituito il vile denaro l’uomo comincia a rimettere al suo simile il lavoro, e non più la propria esistenza. Alias l’economia e l’esistenza potrebbero ora permettere ad un nucleo familiare di reggere per stare bene. Invece l’economia non è più in logica, né per la vita e tantomeno per la famiglia, è uno sviluppo che va avanti per suo conto, nella dialettica propria degli interessi di pochi eletti.

Infatti l’Uomo (peccato la maiuscola) ha rilevanza sociale solo se fornisce, se gli è concesso di produrre, per cui è la produzione che giustifica la presenza non il fatto di essere uomo: una bestemmia.

Aristotele spiegava che il denaro non può produrre denaro giacché esso mai è un bene, ma solo ed esclusivamente l’immagine di un bene, la sua rappresentazione, e con le immagini non può farsi ricchezza. Ed è nel Vangelo che Luca tramanda di prestare il denaro senza attenderne la restituzione. Invero i banchieri fanno sì che il denaro sia principio dell’economia, quel denaro che, col tempo, sempre meno meno ha avuto a che fare con la ricchezza prodotta materialmente, dall’agricoltura, e l’industria, e l’artigianato, e il commercio; ma sempre di più con la ricchezza prodotta in maniera finanziaria: denaro generante denaro, usura legalizzata: basta pensare al “paghi a rate senza interessi”, nemmeno Vanna Marchi!

E la politica, a servizio della finanza

Platone chiariva che a decidere doveva essere chiamata la politica. Al contrario, ora gli spazi decisionali sono prerogativa dell’economia, e la finanza, del denaro marchettaro. Una politica insolvente che delega a presiedere il Paese i tecnici finanziari: ora Ciampi, ora Monti, ora Draghi”.

Diritti umani e contrattazioni

Agisce solo il mercato e la globalizzazione: l’Occidente porta all’estero il mercato e vorrebbe esportare la democrazia e pure i diritti umani come li intende. Nondimeno se tutto ciò cozza con il mercato, allora lo stesso Occidente dimentica e scorda la democrazia e pure i diritti umani.

Di fatto

Il Manifesto delle Nazioni Unite, quello per lo Sviluppo, stima che Europa e America del Nord – alias un miliardo circa di persone – necessitano dell’80% delle risorse del Pianeta per mantenere il corrente livello di vita. Significa che i rimanenti più o meno sei miliardi di persone debbono o dovrebbero accontentarsi del restante e misero 20%. Se Europa e America del Nord dessero da sgranocchiare qualche etto in più di riso ai cinesi o indiani, gli occidentali non potrebbero più reggere questi livelli di supremazia. Questa è crescita per il bene dell’Umanità? questa è la verità.

Tra produzione e consumi

Un circolo depravato e corrotto, perché se non si consumiamo è inutile produrre e senza produzione viene meno il lavoro. La legge, bibbia, è produrre, sempre, e consumare il più possibile, oltre ogni fabbisogno necessario. Tutto deve durare poco: cibo, moda, automobili, televisori, elettrodomestici, telefonini e così via, e si creano bisogni sempre nuovi “con quella pubblicità che crea infelici perché la gente felice non consuma”, (Frederic Beigbeder, pubblicitario).

La risposta “ecumenica” della guerra

Prende avvio la nuova storia, differente da quella che vedeva gli USA guardiani della Terra. Russia e Cina non sono più rurali, e la prima ha visto gli Usa che non hanno perorato la Georgia, lo stesso per l’Ucraina e pure per la Siria e la Libia e l’Afghanistan. A Putin il momento giusto non è sfuggito, ed è entrato in Ucraina per impadronirsene. Ma l’Ucraina è un scusa, l’effettiva guerra è tra Russia e Usa. La pace non è plausibile, ovvio è che Putin non rinunci a vincere una guerra che ineluttabilmente vincerà.

E allora vorrà incontrare Zelensky, potrebbe volere fare un’operazione del tipo Yalta, posizionare insieme Russia, America, Cina, e possibilmente pure l’India, per dividersi le zone d’influenza, come è stato fatto per la c.d. Guerra Fredda. E Pechino sostiene Mosca, ovvio, per entrare nel controllo delle zone d’influenza.

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LETTERE

Vi spiego cos’è il prunismo attraverso le opere di un’artista italiana

di Paolo Battaglia La Terra Borgese*

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Vi spiego cos'è il prunismo attraverso le opere di un'artista italiana | Rec News dir. Zaira Bartucca

I pittori prunisti formano la più recente diramazione delle correnti astrattiste e surrealiste europee sviluppatasi soprattutto negli USA, e nelle opere della pittrice Francesca Falli la sintesi italiana è maestra.

MetodologismoDigital Art, e-Cutpaste e traditional painting

Oltre un secolo fa Picasso e Braque introdussero la tecnica del collage nell’arte: ritagli di giornale prendevano posto integrante nei loro lavori, così che il materiale proveniente dal contesto non artistico dei mass media divenne materiale artistico. Un anno dopo Marcel Duchamp crea i suoi ready-made, e l’oggetto già esistente entra nella potenza dell’arte. L’immagine viene dunque staccata dalla riproduzione della realtà e la vita reale entra invece nell’immagine. Il genere del collage coinvolgerà gli artisti d’avanguardia: futuristi, dadaisti e costruttivisti, e movimenti neo-avanguardisti come Fluxus e la Pop art, e persino la poesia visiva. Particolarmente col postmodernismo la tecnica del collage acquisisce uno slancio creativo. Tutto: gli stili, i frantumi, addirittura intere opere di altri artisti, così come i prodotti e i motivi della cultura popolare, i parlati quotidiani, i messaggi concettuali e quelli concernenti il credo religioso e teoretico sono riorganizzati per costruire una moderna opera d’arte attraverso la quale si rileva e rivela l’anima relativa tra significato e contesto, per analizzare e confutare problematiche sociali, politiche e artistiche più abbondanti. Francesca Falli, flexer, genio italiano della pittura, ne fa la Sua Digital Art, il Suo cutpaste contemporaneo.

Falli, Kant e I Polli

Il tocco concettuale, dunque, come strumento principale: Kant ha insegnato che la realtà in sé non può essere posseduta, ogni qual volta noi la fissiamo in uno schema, la perdiamo e la falsifichiamo. La ragione ci inganna. I Polli di Francesca Falli allora aprono la battaglia per un’espressione che non sia della realtà, ma di una surrealtà più vera, sono la critica del dogmatismo, una protesta alla compatta struttura dei modelli e dei valori acquisiti, ed esprimono, in tutta la loro cifra, quel sottosuolo umano che è escluso o negato dalla tradizione.

Linguae artis

Disponendo di una scrittura speciale, glottoteta, immutabile nei suoi principi e fissa nel suo vocabolario cromatico, la pittrice si preoccupa soprattutto di mantenere vive, tra di loro, la conoscenza e la pratica; Lei raffina, elabora, partendo da questa stessa scrittura, tutto il sistema dell’arte definita, sviluppa infine le sue possibilità sfruttando sino ai limiti dell’assurdo i principi che ne definiscono i valori. Sono così composte le significazioni della Falli, per un nuovo arricchimento dei contenuti artistici contemporanei universali, senza avanzare nessuna primazia, attraverso un linguaggio autonomo staccato dai supporti tradizionali, cioè crea segni nuovi spesso ispiratamente mossi dalla letteratura classica.

Stilistica, sentimento, passione, genialità

Ora lei moltiplica le varianti, snuda, resuscita forme antiche cadute dall’uso. Sono cutpaste tratti da valori narrativi digitali, tradotti su selezionati materiali di supporto come gli specchi, i PMMA, le tele pittoriche o plastificate, le piastrelle di ceramica, le lamine in alluminio o ferro, le tavole. Ecco come fa: celebra matrimoni tra ecoline, acrilici, aerografie da spray e glitter in pieno stile surrealista, altermoderno, nella luce ineffabile dei riverberi, con alcune espressività naif, tra motivi storici e sociali. E lo spettatore è dentro l’opera.

L’allocuzione, la comunicazione artistica

L’irreale diventa così surreale interpretandolo come il rivelarsi dell’inconscio che è in noi, nudo, con le chiavi dell’altermodernismo per descrivere con evidenza spietata ed evidenza clinica. Breton: «Tutto induce a credere che esista un punto dello spirito da cui la vita o la morte, il reale e l’immaginario, il passato e il futuro, il comunicabile e l’incomunicabile, l’alto e il basso cessano di essere concepiti come contraddizioni». Tutto è in analisi.

Initium

Basi ben piantate nella tradizione, quelle di famiglia, coltivate nel laboratorio di arte e cornici del nonno materno, un atelier frequentato da collezionisti in cerca di opere e di artisti affermati che lo praticavano. Lì emerge l’incredibile curiosità, il desiderio di vedere. E, curiosando tra “I maestri del colore”, la collana edita dalla casa editrice Fratelli Fabbri – dono del nonno – inizia le prime ricerche. Trova nella figurazione primitiva ed esotica delle opere illustrate e criticate un tentativo di ritorno alle origini e di liberazione dell’inconscio. Produce pensiero. E già immagina un proprio psicologismo.

Studi

Fare arte dopo averla studiata: è l’insegnamento del nonno. Nella sua città Falli s’iscrive perciò all’allora ancora esistente in Italia Istituto Statale d’Arte (all’Aquila), da dove si congeda con il titolo di Maestro d’Arte, ricca di nozioni, sia di progettazione d’interni sia di decorazione, di lavorazione del legno e della ceramica, di scultura, cinema e teatro, e scenografia, organizzazione degli studios, audio e video. Per Francesca tutto ciò non è ancora bastevole. La sua mente studia e progetta generi declinati per fare arte nuova: sa che per questo le occorrono altre sinapsi artistiche, e prosegue perciò la sua formazione, sino a laurearsi, negli anni ottanta, in Grafica Pubblicitaria e Editoriale allo IED di Roma. Ancora una volta, Falli, non è pienamente soddisfatta del suo equilibrio formativo, del suo know-how, intenzionata com’è a spingere i limiti della figurazione classica. Decide perciò di laurearsi in pittura, per processare e apprendere meglio le competenze di base in disegno, soprattutto quello pittorico, e in fotografia, sound design, graphic design, video, storia dell’arte e arte contemporanea, e negli anni novanta – durante i quali frequenta lo studio di Fabio Mauri ed è allieva di Fulvio Caldarelli – si laurea all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.

Parentesi ottanta, la grafica come lavoro

Quelli ottanta sono anni che Falli spende nell’Art Déco, per meglio soddisfare le precise committenze che le pervengono da strutture ricettive ed anche dalle numerose residenze private, tutt’altro che modali, senza contare – nelle sue qualità di writer e post-graffitista – le richieste istituzionali di arte urbana. Per i suoi costituendi decorativi prenderà spunto dall’Egitto faraonico, dall’arte precolombiana, dalla meticolosità artistica cinese, dal Cubismo e dal Futurismo. Sono anni nei quali Francesca Falli, da libera professionista, progetta anche in ambito visivo nell’area del graphic, nell’interesse di enti pubblici e realtà aziendali.

Fare l’artista

Pensieri e linee, colori e volumi: nelle Sue opere c’è regia, inequivocabile e potente. Falli forma apparati di colore e luce in intima magia, sprigionando estetica ereticale, immune dal pregiudizio della gravità, come in taluni film o fumetti. Il linguaggio è molto espressivo dal punto di vista progettuale ed esecutivo, ri-presentificando la condizione ideale dell’origine, elemento fondamentale della sua ricerca. Nei percorsi tra natura e cultura c’è volontà di guidare un viaggio. È perciò lecito ritenere ogni opera una sperimentazione, una ricerca, e una ricerca dell’altro, verso tutte le direzioni di metaforizzazione che possono amplificare rivisitazioni sintetizzate, che generano e necessitano di situazioni contrastive, di ostacoli, di aspetti tanto interiori quanto esteriori, come nelle esperienze che s’ispirano ai grandi nomi della storia dell’arte: “Van Coc”, “Chi è Pollok”, “Poll-Gauguin”, “Pollo della Francesca”, “Cha-Gall”, dove la matrice diretta del colore e del disegno è sempre la sensazione.

Exhibitions

L’Aquila, Pescara, Cagliari, Roma, Venezia, Formentera, Bergamo, Napoli, Miami, Vasteras, Treviso, Salerno, Sassari, Caserta, Fiera di Genova – Sezione grandi Gallerie, Fiera di Bologna – Sezione grandi Gallerie, Ischia, Amalfi, Matera, Cava dei Tirreni, Malta, Stoccolma, Palestina, San Pietroburgo, Figueres, Arles, Malta, Motta di Livenza, New York, Parigi, Palermo, Spoleto, Amburgo, Praga, Bologna, Longarone Fiere, Casagiove, Lanzarote, San Diego (California), Chengdu, Capua, Nigde (Turchia), Istanbul, Ercolano, Londra, Lanciano, Shanghai, Torino, Weiz, Barcellona, Veroli, Venezia: Palazzo Albrizzi Capello – in concomitanza con la rassegna del Padiglione Guatemala presente alla 16° Biennale di Venezia e in concomitanza della Biennale di Architettura Venezia, Padiglione Europa Venezia -, Elda (Spagna), Milano, Mumbai, Vasto, Lisbona, Rio de Janeiro, Berlino, Nottingham (Regno Unito), Glasgow, Lithuania, Mosca, Art Expo New York 2021, Helsinki, Brooklyn, Favara, Padova, Alzano Lombardo. 

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