INTERVISTE
Conte, La Scienza e i diktat moderni. Dialogo con Vittorio Sgarbi (articolo e podcast)
Il politico e opinionista a gamba tesa sulle “colpe” e le “incompetenze” del governo e dei suoi cattivi consiglieri. Ci potrebbe essere, dice, un fiume di processi, e una commissione d’inchiesta affinché tutti i nodi vengano al pettine
Vittorio Sgarbi è chiaro: lo scenario che si prospetta non farà uscire il governo Conte “pulito” rispetto alla gestione dell’emergenza coronavirus. A mordere l’avvocato, avverte, potrebbero essere i processi dei familiari dei deceduti da un lato, e una probabile Commissione d’inchiesta parlamentare dall’altro. Una “potenza di fuoco” come quella annunciata dal premier, ma che potrebbe causare un “effetto boomerang”.
Come sta passando questi giorni di quarantena, che qualcuno definisce “arresti domiciliari”?
Delle funzioni mie ne ho svolte in realtà poche se non quelle di andare in Parlamento a rispondere al ministro dell’Istruzione e a quello della Cultura. Per il resto non saprei dove andare perché tutti gli eventi sono stati bloccati. La vita sociale è fortemente inibita dal fatto che queste assurde norme, comprese quelle poliziesche, in realtà hanno avuto un’efficacia formidabile nel convincere i cittadini di essere in pericolo, quindi che se escono per strada prendono la peste. Ora qualunque medico dice che stare all’aria aperta è meglio che stare al chiuso. Quindi mi chiedo: perché è proibito andare in bicicletta o andare a correre? Sono misure naziste fatte da medici che decidono per un governo incapace di decidere. La multa per un signore che sta correndo è abominevole. È una forma di Scientology applicata al potere. Hanno attribuito poteri a questi guru della medicina che sono diventati i titolari di una legge marziale per punire chiunque esca. Ma stare chiusi in casa è molto peggio che camminare all’aria aperta. Nessuno, nemmeno l’intimidazione del potere scientifico, mi convincerà del contrario.
Ieri abbiamo riesumato un documento che parla di una diffida a Burioni, Pregliasco, Ricciardi, Lopalco e altri. Secondo sette colleghi, avrebbero diffuso notizie false sui vaccini. Lei cosa pensa?
Finalmente viene fuori non che sono meglio o peggio degli altri, ma che manca loro l’elemento fondamentale della scienza, che è la certezza. Hanno scelto di far tagliare la testa al malato di mal di testa. Non possiamo accettare un governo che si affida a scienziati che fino a un mese fa dicevano, come Burioni, che il coronavirus era meno di un’influenza, non comportava alcun rischio e non bisognava mettere la mascherina e dopo venti giorni cambiava idea e la sua idea diventava legge.
Anche il ministro Speranza, laureato in Scienze politiche, ha detto che le mascherine non servivano…
Si perché loro ogni volta che parlano dicono: prenderemo le misure secondo quello che dice il comitato tecnico-scientifico. Ma questi mammalucchi non danno, come dovrebbero, certezze, ma disseminato solo panico e paura, e lo dicono anche virologi come Tarro, che dice che è molto più grave la paura che limita le difese immunitarie che non il virus stesso. Ma chi sono Burioni e Conte? Uno è un medico dalle certezze inesistenti, l’altro è un politico non eletto da nessuno. Oggi le persone non escono di casa per paura. I bambini per esempio non corrono alcun rischio, non si capisce perché non possano andare in un parco. È l’assembramento che può creare problemi, non il fatto che io e lei passeggiamo sulla spiaggia a distanza di venti metri e ci viene un elicottero a bloccare perché abbiamo fatto chissà quale crimine. Nessun crimine. Chi pensa il contrario è stato ipnotizzato e impaurito. È chi sanziona il vero criminale.
C’è anche la vicenda delle auto-certificazione. Molti giuristi stanno sollevando il fatto che autocertificare uno stato di salute non sarebbe un atto concorde con la normativa vigente.
Il fatto è che perfino le televisioni di regime hanno fatto vedere che esiste una cosa che ha provato un giornalista, da cui si misura se uno è positivo o è negativo. Potremmo così scoprire se io ho il coronavirus, e non succede nulla, è come un’influenza, come è capitato a Porro, Cirio o a Zingaretti, quindi si guarisce. Non è una vita minacciata dalla peste, non ci sono giustificazioni per lo stop delle attività motorie.
Ma perché si chiede una mappatura su larga scala per il coronavirus se una cosa simile non è mai stata fatta per tutte le malattie contagiose che pure esistono e pure vengono importate dall’estero continuamente?
Perché in mancanza di soluzioni si trovano delle soluzioni irrazionali che possono essere utili. Questo controllo è una specie di alternativa al test obbligatorio. Tanto brancolano nel buio. Per esempio aprono le librerie e tengono chiusi i musei dove non puoi toccare niente e i soffitti sono alti e si può entrare in gruppi. È una chiusura insensata.
Che poi i musei già si regolano attraverso gruppi e entrate ordinate, quindi è un po’ assurdo…
Sì è tutto assurdo. Alla luce di quello che è stato stabilito, noi vediamo l’irragionevolezza di un governo che non avendo capacità di decidere si affida alle indicazioni dei virologi, che hanno fatto diventare legge misure elementari di igiene. Nessuno ha mai pensato di sconfiggere la mortalità automobolistica non andando più in macchina, ma da questo momento in avanti potrebbe accadere anche questo.
Lei ha parlato settimane fa di “strategia della tensione” e ha detto che “c’è chi approfitta delle paure altrui”. Si riferiva a qualcuno o a qualcosa in particolare?
La dietrologia, il 5G, Bill Gates, i cinesi, son tutte cose che come in un grande giallo sono venute fuori come ipotesi di soluzione. Dico che quello su cui si è ottenuto un risultato sicuro è colpevolizzare la gente persuadendola che si stia facendo qualcosa di male uscendo. La persuasione della violenza totalitaria è proprio far sentire il senso di colpa rispetto a un’infrazione che non c’è. Farti sentire in colpa con la paura, e responsabile di qualcosa. Questo è il risultato che è stato ottenuto. Certo, spero che finisca presto. Esiste una forma di prepotenza del potere che usata fuori dalla logica come ha indicato dal punto di vista giuridico Cassese, fa violare delle leggi. C’è una scienza che per alcuni è più importante della legge e della libertà. A questa scienza si vuole subordinare anche Dio, come dimostrano le Chiese chiuse. Si sono convinte le persone a rispettare delle dure misure contro la libertà, come se fosse giusto.
Come sta rispondendo l’opposizione a queste misure?
L’opposizione è in grande imbarazzo perché siccome la gran parte delle persone sono convinte del rischio, tutte le posizioni sensate che potrebbe assumere rispetto alle riaperture sono tentate a denti stretti, a parte il Mes e a parte altre scaramucce. Il tema sarebbe: il governo vuole tenere chiuso distruggendo l’economia, noi vogliamo riaprire. L’opposizione che pure dovrebbe dare risposte a temi pratici, teme che un’eccessivo aperturismo porti a un effetto boomerang, per cui non la vedo molto in forma. Il suo compito dovrebbe essere quello di dire: è tutto irragionevole, riapriamo tutto.
Eppure nessuno si può chiudere sotto una campana di vetro, bisogna pur vivere.
Sì, bisogna assumersi una parte di rischio come ho detto. La pericolosità non esiste per fasce d’età molto ampie, questo deve indurre quelle fasce a potersi muovere nel marginalissimo rischio di mortalità che come dicevano è dello 0,1 per cento. Esistono malattie che hanno percentuali molto più alte.
Settimane fa ha detto: “Si confondono le cause di morte per attribuirle al coronavirus”. Le sue parole hanno aizzato alcuni componenti del Patto per la Scienza. Oggi però assistiamo a una trafila di inchieste su anziani abbandonati nelle case di cura e malati che sono stati fatti entrare a contatto col coronavirus, sempre stando a sentire gli inquirenti. Lei che farà a questo punto? Pensa che rispedirá la denuncia al mittente? Pensa di aver avuto ragione?
È una denuncia che morirà da sola perché è una denuncia contro la libertà di parola. La loro denuncia certamente si attutisce perché scopriamo che non avevano certezze da dare. Scopriamo che erano inadeguati rispetto ad alcune soluzioni che si potevano prendere, per esempio negli ospizi. Ci avviciniamo a un momento più drammatico: il coronavirus finirà nei tribunali. Anche l’Istituto Superiore di Sanità dà dati molto incerti che però ci dicono che il coronavirus non è una causa ma una concausa, come ammesso dai medici. E quella concausa poteva essere compresa ed eliminata attraverso una seria di medicinali: si è detto l’eparina, si è detto l’avigan, non utilizzati o guardati con molto sospetto addirittura con disprezzo da una parte della medicina del potere. Ma se tra cinquemila persone mille fanno causa ai medici per non aver trovato una soluzione che altri hanno trovato, avremo molti processi per cure inadeguate. Se io avessi avuto un morto che trattato con l’eparina poteva guarire: ma perché non l’avete fatto? Perché avete sbagliato la diagnosi senza capire che il problema non era polmonare ma per esempio cardiologico? Quindi su questo potremmo avere una soluzione che non è il processo alle mie opinioni, ma è il processo molto più grave di quelli che hanno avuto dei morti a causa di cure insufficienti o sbagliate.
Lei sarebbe d’accordo con l’instaurazione di una commissione d’inchiesta sulle presunte morti da coronavirus?
Intanto dovrà provvedere l’Iss, i cui dati sono stati sempre molto più prudenti di quelli della protezione civile che ogni volta conclude con i morti. Occorrerà poi che le autopsie e i dati delle cartelle cliniche vengano verificate dall’Iss che di per sé è una commissione di fatto, e l’istituto dovrà dirci i dati reali, al di là dell’Istat e al di là della protezione civile. Poi la commissione parlamentare, che potrebbe nascere da una parte di parlamentari che improvvisamente verificando le misure irragionevoli adottate da Conte vogliono andare a capire se c’erano altre soluzioni. Quindi come è capitato per tante commissioni d’inchiesta, non è escluso che il coronavirus abbia questo ulteriore esito giudiziario. Un conto sono i processi ordinari, un’altra cosa è la giustizia parlamentare che passa attraverso le commissioni. Io credo che si attiveranno entrambe.
Per restare all’ambito politico, in questi giorni si parla tanto della coppia istituzionale Conte-Casalino. Per lei sta funzionando? Cosa ne pensa del modo di comunicare del premier?
Beh, Casalino mi fa orrore e il premier mi fa pietà. Di fatto è evidente che Conte si è ispirato ai metodi di chiusura e di isolamento al Grande Fratello. L’ispirazione è diretta. Nel Grande Fratello si sta chiusi in una casa senza contatti: è il modello psicologico che Casalino ha trasmesso a Conte. Poi adesso faranno anche la requisizione dei telefonini per evitare contatti con l’esterno e poi le nomination per vedere chi ha vinto con la reclusione. Nel Grande fratello si rimane in casa, e la logica di Conte è restare a casa. Casalino e Conte lavorano insieme, Casalino ha fatto il Grande Fratello e l’ha sicuramente spiegato a Conte.
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