ATTUALITA'
Rimborsi alla Prociv, Miozzo ci risponde in maniera lapidaria
Dopo la nostra esclusiva, abbiamo dato al direttore generale della protezione civile la possibilità di smentire o replicare. Ecco cosa ci ha risposto
A seguito della nostra esclusiva sui rimborsi alla Protezione civile “con la scusa del terremoto“, abbiamo avuto modo di confrontarci telefonicamente con Agostino Miozzo, direttore generale della Prociv. Nei rapporti con la stampa, è il secondo di Angelo Borrelli, che ha sostituito nel corso di una silenziosa conferenza.
Il dirigente della Prociv non ha smentito quanto abbiamo scritto
Miozzo ci ha molto gentilmente messo in guardia dal rubargli più di un minuto (“un minuto non è qualche minuto”): noi comunque il nostro lo abbiamo fatto, cioè dare alla Prociv – vista la complessità dell’argomento – la possibilità di replicare o anche di smentire. Cosa che non è avvenuta. Ci spiace se gli abbiamo rubato 3’39” nonostante gli accordi iniziali: abbiamo capito che il tempo dei dirigenti della Prociv è particolarmente costoso.
Il documento: rimborsi su tutto e dappertutto; “datori di lavoro dei volontari”
Miozzo ci ha fatto sapere che in emergenza non gradisce “leggere gli articoli di stampa”, così gli abbiamo presentato un sunto su questo articolo. Abbiamo immaginato, forse sbagliando, che un dirigente scelto da Palazzo Chigi potesse rispondere su un documento che parla di “datori di lavoro dei volontari” e sul fatto che grazie alle modifiche a un decreto del 2016 sulla ricostruzione post-sisma, oggi la Protezione civile puó accedere a rimborsi che – in realtà – toccano un po’ tutto e tutte le regioni. Anche quelle che col terremoto non c’entrano nulla.
Dopo due settimane da una domanda in conferenza stampa, nessuno ha ufficializzato quanti stranieri in Italia sono stati contagiati o sono deceduti a causa del coronavirus
Ne abbiamo anche approfittato per domandare al dottor Miozzo novità sugli stranieri infetti e contagiati, visto che aveva promesso a un collega in conferenza stampa che avrebbe preso contezza dei dati sull’argomento. Sfortunatamente, il direttore generale della protezione civile ci ha fatto sapere che “dopo quattordici ore di lavoro” non riesce a risponderci. Non abbiamo chiesto cose relativi a venti anni fa o sui suoi numerosi lavori per organismi internazionali in terre straniere. Solo, il modo in cui la Protezione civile si “sostiene” (mentre ottiene altri milioni dalle donazioni) visto che lui e a Borrelli firmano i documenti sui rimborsi in qualità di responsabili.
Il lavoro rende smemorati
In ogni caso, Miozzo ci ha dato la disponibilità a risentirci, anche se abbiamo il sentore che la telefonata non arriverà e che, se dovessimo alzare noi la cornetta, ci troveremmo di nuovo di fronte ad altre quattordici, lunghe, ore di lavoro.
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