Periodico di Inchieste

La sequela di gaffe del governo sul Coronavirus


Cosa hanno detto (e fatto) il premier Conte, il membro dell’Oms Walter Ricciardi e i due della Farnesina Emanuela Del Re e Ivan Scalfarotto



L’emergenza sul Coronavirus sta facendo emergere una serie di quesiti sulla gestione del cosiddetto “sistema Italia”. Il dibattito è aperto, a tratti estenuente. Ci sono i sostenitori di presunte teorie sullo “sciacallaggio”, e chi si lamenta di azioni all’acqua di rose che stanno facendo moltiplicare i contagi. Eh sì che, di mezzo, stando alle stime ufficiali ci sono già dodici morti (dato aggiornato al 26/02): l’Italia starebbe così – dando retta ai dati dell’Oms e della Prociv – registrando un primato alquanto macabro in Europa, forse il primo che si ricordi da quando è entrata nella sfera di influenza di Bruxelles. Da un lato ci sono i vincoli europei cui il governo non vuole rinunciare nemmeno in uno stato di emergenza, poco distante, i paradossi della globalizzazione e dell’Area Schengen, che fa passare tutto malattie comprese. Di mezzo, famiglie piegate dal bisogno o dalla preoccupazione, verso cui persino il presidente della Repubblica Mattarella resta silente.


L’uccello del malaugurio

Chi non ricorda Rockfeller, il corvo di José Luis Moreno? Il ventriloquo, manovrando il pupazzo, dava vita a scene comiche. Sembra quasi il rapporto che intercorre tra Conte e l’Ue, che viaggiano a una comunione di intenti tale da far pensare, per restare alle metafore, a uno squalo e a un pesce pulitore. E ci si può ben immaginare chi sia uno e chi l’altro. Il commissario alla gestione delle crisi Janez Lenarcic parla di “proporzionalità”? Conte è pronto a fargli il verso ricalcando proprio tutto, sia mai che verso Bruxelles si dimostri un briciolo di autonomia.


Il cinico

Non va meglio sul fronte “tecnici”, e basta porgere l’orecchio all’uscita di oggi del consigliere per le relazioni con gli organismi sanitari (scelto da Roberto Speranza) e componente del comitato esecutivo dell’Oms Walter Ricciardi. “Su cento contagiati dal Coronavirus – ha riferito – 25 si ammalano. Di questi, solo 15 gravemente, e 5 muoiono”. Un bel taglio statistico, che ogni mille contagi farebbe registrare 50 morti. Su diecimila, solo 500, e via discorrendo. Ma che vuoi che sia? Per citare Giuliano Cazzola, “si deve pur morire di qualcosa”. Tanto, tocca sempre agli altri: alla gente comune, quella che non vive confinata nei palazzi e prende la metro.


La distratta

E la Farnesina? Tra app (aggiornate a settimane fa) e bollettini giornalieri, sembrerebbe popolata da un esercito instancabile. Cosa che, in qualche misura, è vera: peccato che a beneficiare di tanto stakanovismo non sia praticamente mai l’Italia. Basti pensare che con un morbo che avanza, un nord completamente in quarantena, i supermercati che si svuotano e gli Stati che chiudono al nostro Paese, Emanuela Del Re sappia (come al solito) pensare solo all’Africa. In piena emergenza, infatti, oggi è corsa a Nouakchott, nientemeno che a parlare di Sahel e Burkina Faso. Pensare a scavare canali diplomatici, instaurare partnership? Certo, ma sempre a favore dell’onnipresente Africa. Al massimo, dell’Albania del consorte. Che la signora abbia sbagliato collocazione e sia desiderosa di lavorare per un esecutivo che abbia quartier generale molto più a Sud, per esempio nei ricchi Ghana e Nigeria?


Il fresco

Chi non ricorda le battute al veleno su Andrea Romano e i “rapporti” tra la Lega e la Russia? E quelle di Matteo Renzi, che di giorno lanciava strali e di sera andava a girare pellicole finanziate dalla Federazione russa? Chi le ha dimenticate? Noi no, ma Ivan Scalfarotto sì. Complice la cintura di chiusura attorno all’Italia, oggi è andato a bussare, in Russia, alla porta del viceministro dello Sviluppo economico Maksimov, tentando di ricordare “l’ottimo stato del partenariato bilaterale”, quello che il Pd è sempre disposto criticare. Nevermind, non sarà mica l’ultima incoerenza che si registra, in tempi di coronavirus.


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


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