Periodico di Inchieste

Dazi Usa sui prodotti italiani, Centinaio: “Vanno rimossi”


Colpiti prodotti come il Parmigiano Reggiano, che sugli scaffali americani raggiunge i 45 dollari al chilo



Sono circa 93 i prodotti italiani interessati dai dazi in vigore dallo scorso 18 ottobre, che hanno colpito principalmente il settore lattiero-caseario. Quest’ultimo – secondo le stime della Banca d’Italia – rappresenta il 14% circa dei prodotti alimentari venduti negli Stati Uniti. A voler quantificare il danno complessivo per l’Italia, esso si aggirerebbe intorno ai 400 milioni. A pesare per produttori sono anche i rincari e dunque le risicate possibilità di vendita nella grande distribuzione, visto che un chilo di Parmigiano sugli scaffali americani ha raggiunto la cifra record di 45 dollari al chilo. A fare il punto sulla situazione, nel corso del Question Time di oggi, è stato il senatore e ministro uscente dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio.


La questione delle pratiche commerciali sleali

Nel corso dell’interrogazione, Centinaio ha chiesto al ministro Bellanova “Quali iniziative intenda adottare per sollecitare nelle sedi opportune la ripresa dei negoziati tra l’Unione europea e gli Stati Uniti, al fine di mettere in atto ogni possibile iniziativa volta evitare i negativi effetti per l’agroalimentare italiano, impedendo che vengano messi a rischio i prodotti simbolo del Made in Italy, e al fine di compensare le perdite subite. Bisognerebbe – ha proseguito Centinaio – recepire la Direttiva 200 del 2019/633 del parlamento europeo e del consiglio del 17 aprile 2019 in materia di pratiche commerciali sleali, al fine di ristabilire le condizioni contrattuali lungo la catena della distribuzione alimentare”.


La querelle tra il ministro e l’ex ministro

Nel rispondere al quesito del senatore Centinaio, il ministro Bellanova ha chiamato in causa presunti “intensi negoziati degli scorsi mesi tenutisi in stretto raccordo con le associazioni di categoria, i principali consorzi, gli importatori e i distributori americani”, che avrebbero “scongiurato il rischio che le nostre eccellenze subiscano danni irreparabili”. La versione non ha fatto tuttavia il paio con quanto riportato dal senatore Centinaio, che facendo riferimento ad alcune fonti economiche ha ricordato il lavoro di concertazione e mediazione degli importatori e dei distributori americani, nonché il lavoro dei consumatori, che si è concretizzato con una petizione che ha raccolto circa 24mila firme. “Non mi sembra – ha detto Centinaio – che sia grazie al ministro dell’agroalimentare italiano che non sono stati inseriti nuovi dazi ma, anzi, che siano altri a tutelare il nostro agro-alimentare, quindi non è il caso che vi prendiate meriti che non sono vostri”. Il senatore ha concluso ufficializzando la sua richiesta di far togliere i dazi su formaggi che stanno mettendo le aziende a dura prova.


Il ministro “fantasma

Bellanova non è solo la titolare del dicastero all’Agricoltura e di alcune gaffe clamorose, ma anche di assenze che la vedrebbero protagonista dallo scorso ottobre. Questo è quanto ha sostenuto Centinaio al termine dell’interrogazione. “Le chiedo – è stata l’istanza del senatore – di concordare con il nostro presidente di commissione una sua venuta in commissione, visto che l’ultima volta che l’abbiamo vista in commissione agricoltura è stato il 9 ottobre, e ci deve ancora rispondere a tutte le domande che senatori e deputati devono fare al ministro”.


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