L’Ilva, Renzi e la cordata di investitori. Centinaio frena: “Baratta i lavoratori per lo zero virgola”

Il giorno cruciale per l’azienda siderurgica è giovedì, quando Jindal sarà in Italia e Patuanelli riferirà alla Camera. Ma oltre gli accordi ufficiali sembra ce ne siano altri, non meglio specificati, che riguardano Italia viva. Il ministro uscente all’Agricoltura: emendamento Lezzi li sta mettendo di fronte alle loro incoerenze

Per l’Ilva – l’azienda siderurgica di Taranto in balia delle manovre tra governo e Arcelor Mittal – e per il futuro delle numerosissime maestranze, la giornata chiave sembra essere giovedì 7, quando Sajjan Jindal, presidente e amministratore delegato del gruppo siderurgico indiano JSW che ha partecipato ai negoziati passati, verrà in Italia. Lo stesso giorno alle 14, stando a quanto reso noto da fonti parlamentari, il responsabile del Mise Patuanelli terrà alla Camera un’informativa sull’argomento. Ma ad essere importanti quanto gli incontri sono i movimenti che stanno avvenendo alle spalle degli attori ufficiali, e dunque la cordata di imprenditori che starebbe prendendo forma su impulso del senatore di Italia Viva Matteo Renzi.


A lui si è rivolto oggi il ministro uscente all’Agricoltura Gian Marco Centinaio, che abbiamo intervistato negli scorsi giorni e che si è detto preoccupato per il mantenimento dei livelli occupazionali e per l’azione “incoerente” del governo. “Con la chiusura del governo – ha detto – 15mila cittadini italiani rischiano il posto di lavoro. Tutto questo ha dei responsabili: Renzi, Grillo, Zingaretti e Conte”. Al primo ha domandato per quale motivo abbia “votato l’emendamento della Lezzi. Forse – ha continuato – è per passare da servitore della Patria, ma in realtà per prendere lo zero virgola in più”. Centinaio non ha risparmiato critiche neppure al ministro Bellanova: “Chiede l’intervento del governo ma il governo ora è lei, quindi – ha concluso – è lei che deve agire”.


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