Dal Conte bis imposto al Johnson tradito, vorrebbero disabituare al voto

La Gran Bretagna tenuta lontana dalle urne dai progressisti che vogliono tornare indietro. Come l’Italia. La mozione della maggioranza per giungere a elezioni anticipate non è passata nonostante i 298 voti favorevoli e i 59 contrari. E’ mancata la maggioranza qualificata. L’iter che seguirà ora il ddl sulla Brexit

(askanews) – Non è passata alla Camera dei Comuni la mozione di Boris Johnson, con cui il premier britannico chiedeva di indire elezioni generali anticipate nel Paese il 15 ottobre. I deputati hanno respinto la mozione con 59 voti contrari e 298 favorevoli. Anche se il governo ha avuto la maggioranza, per passare la mozione di Johnson aveva bisogno del supporto dei due terzi del parlamento (434 deputati); ma il Partito Laburista, Snp (Partito nazionale scozzese) e Liberaldemocratici avevano già annunciato che avrebbero votato contro.


Il capo del governo aveva immediatamente optato per questa iniziativa dopo che i deputati avevano approvato, anche in terza lettura, il disegno di legge per bloccare una Brexit senza accordo (No deal) se il primo ministro non avesse negoziato un nuovo accordo con l’Ue entro la scadenza del 31 ottobre. Il disegno di legge per bloccare la Brexit senza accordo andrà ora alla Camera dei Lord per l’approvazione.


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