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Il giocattolo si è rotto e, probabilmente, per ricomporlo non sarà sufficiente un rimpasto. Si legga pure governo istituzionale, cioè quello che consentirebbe di salvare il salvabile e di impostare quanto si era messo in agenda, dalle riforme economiche alla conservazione delle frontiere, da un rapporto diverso con l’Europa alle misure per la crescita dell’Italia nel suo complesso. Ma si tratta di uno scenario praticabile o saranno le altre due ipotesi (quella di un governo tecnico o di larghe intese tra Pd e M5S) a prevalere? Sull’argomento è intervenuta la responsabile di Rec News Zaira Bartucca, questo pomeriggio ospite della trasmissione “Potere al Popolo” condotta da Sammy Varin.

I possibili scenari

“Se guardiamo ai tre possibili scenari – ha detto Bartucca – un governo di larghe intese tra Pd e M5S non sarebbe assolutamente espressione del sentire popolare e ci farebbe retrocedere economicamente. L’Europa chiede che l’Italia sia la nuova Grecia e sia i renziani che gli altri sono pronti a svenderla. Per quanto riguarda un possibile governo tecnico, lo scenario internazionale è cambiato assieme al livello di consapevolezza degli italiani, quindi pensare a personaggi alla Monti o alla Cottarelli non farebbe che lasciare spazio a possibili sommosse popolari sull’esempio di quanto sta già succedendo in Francia o in Cina. Forse anche in maniera peggiore, visto che gli italiani sono già da diverso tempo sotto pressione per la questione migranti. Un governo istituzionale e dunque un rimpasto potrebbe permettere di conservare i progressi fatti nel corso del governo passato in tema di gestione dei migranti e nell’istituzione di un rapporto meno supino con l’Unione europea, ma se non si riescono a tenere più le fila di tutto è ovvio che bisogna andare ad elezioni anticipate per capire cosa vogliono gli italiani”.

Quei sistemi “pericolosi” che potrebbero tornare

“Sistemi come questi – ha chiesto il conduttore Sammy Varin – potrebbero tornare in auge con un’alleanza Pd-M5S?”. Per quello che riguarda il borgo reggino la risposta si può desumere dal libro I padroni di Riace che la responsabile di Rec News ha presentato, ma anche nei legami tra i “cosiddetti democratici” e i dem d’oltralpe, che condividono piattaforme e metodi di finanziamento. “Per quanto riguarda Bibbiano – la risposta – la questione è anche più ampia e grave perché c’è un filo rosso che lega i cosiddetti democratici italiani agli altri. Negli Stati Uniti per esempio i dem sono quelli di Clinton e Obama, di Epstein e dello scandalo Pizzagate, che non è una teoria cospirazionista ma un’inchiesta portata avanti dai giornalisti investigativi di Wikileaks. C’è un disegno di distruzione della famiglia e della famiglia naturale in particolare e ci sono – ha concluso ricordando il nostro Osservatorio Minori e Tv – mire di sfruttamento dei più piccoli e della cancellazione della loro innocenza”.

LAZIO

Dopo le critiche ai termovalorizzatori, il secondo di Legambiente passa al Comune di Roma

L’associazione appena qualche giorno fa aveva criticato la volontà di Roberto Gualtieri di avviare una stagione tutt’altro che attenta all’ambiente nella Capitale. Oggi l’annuncio dell’ingresso nell’Ufficio “Clima” del gabinetto del sindaco

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Dopo le critiche ai termovalorizzatori, il secondo di Legambiente passa al Comune di Roma | Rec News dir. Zaira Bartucca

Edoardo Zanchini, già vicepresidente e membro della segreteria nazionale di Legambiente, è stato nominato direttore dell’Ufficio “Clima” del Comune di Roma, emanazione del Gabinetto del sindaco. L’associazione appena qualche settimana fa aveva criticato la volontà di Roberto Gualtieri di avviare una stagione tutt’altro che attenta all’ambiente nella Capitale, con la previsione della costruzione di nuovi termovalorizzatori. Quale sarà la posizione di Zanchini sull’argomento? Non si sa, e comunque a passaggio avvenuto le acque si sono calmate e il clima si annuncia più che disteso.

Legambiente ha già inviato il suo bigliettino virtuale di felicitazioni: “Auguri di buon lavoro per il nuovo prestigioso incarico. Roma ha bisogno della sua competenza ed esperienza”. I termovalorizzatori ora non sono più un problema: il baricentro si è già spostato sulla “diffusione degli impianti a fonti rinnovabili, gli interventi per l’efficientamento energetico degli edifici e i progetti di forestazione per contribuire a combattere la crisi climatica”: questi i punti indicati dal presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani assieme alla “decarbonizzazione”.

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POLITICA

Petrocelli silurato, la Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente

Le manovre per il suo insediamento – supportate anche dalla Lega di Salvini, che oggi si è complimentato via social – sono la conseguenza…

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Petrocelli silurato, la Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente | Rec News dir. Zaira Bartucca
Immagine Angelo Carconi (Ansa)

La Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente: è Stefania Craxi, figlia di Bettino. Le manovre per il suo insediamento – supportate anche dalla Lega di Salvini, che oggi si è complimentato via social – sono la conseguenza dell’addio di Petrocelli. Il pentastellato è stato costretto a lasciare la commissione e anche il M5S dopo aver espresso posizioni critiche verso l’invio di armi in Ucraina e verso l’operato del governo Draghi.

Negli scorsi giorni la Giunta per il regolamento aveva votato a favore dello scioglimento della Commissione Esteri dopo che venti membri di tutti i partiti avevano annunciato le loro dimissioni.

Rec News dir. Zaira Bartucca

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POLITICA

Chiesta la sfiducia di Draghi

Ma a sostenere l’operato del premier con le dimissioni di massa dalla Commissione Affari Esteri ci sono esponenti di tutti i partiti. Anche i “pacifisti” della Lega con a capo Matteo Salvini e la cosiddetta opposizione di Fratelli d’Italia. Petrocelli: “Hanno votato tutti la delega in bianco per armare l’Ucraina fino a dicembre 2022, tutto il resto è propaganda”

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Chiesta la sfiducia di Draghi | Rec News dir. Zaira Bartucca
Immagine di repertorio (Imagoeconomica)

“Togliere la fiducia a Draghi” e “fermare l’invio di tutte le armi” all’Ucraina. E’ quanto ha chiesto oggi il presidente della Commissione Esteri al Senato Vito Petrocelli. E’ l’epilogo di tensioni che si sono manifestate nel corso di tutta la settimana, prima con la promessa di ricorrere alla Corte Costituzionale e poi con le dimissioni di diversi componenti della commissione.

Ad abbandonare l’organismo in segno di protesta verso le recenti prese di posizione di Petrocelli negli scorsi giorni sono stati esponenti di tutti i partiti. Ci sono anche i leghisti “pacifisti” a difendere l’operato del premier Draghi e l’invio di armi all’Ucraina: Matteo Salvini, Tony Iwobi, Stefano Lucidi, e Manuel Vescovi.

Non resta fuori neanche la cosiddetta opposizione di Fratelli d’Italia, che ha confermato le dimissioni del presidente del Copasir Adolfo Urso. A fare blocco contro la via diplomatica sono poi stati Stefania Craxi (Forza Italia), Alberto Airola (M5S), Laura Garavini (Italia Viva) e Pier Ferdinando Casini.

“Tutti i partiti – ha detto Petrocelli – hanno votato la delega in bianco per armare l’Ucraina fino a dicembre 2022. Tutto il resto sono chiacchiere e propaganda elettorale”.

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