Greta come gli ideologi pro-vax: la mia è scienza, se non lo capirete farò pressioni

L’entrata teatrale della Thunberg e la convinzione di custodire il sapere universale: “ignorerò la gente perché non capisce”. E su fondamenta così instabili pensa di costruire “un movimento di opinione mondiale”. Una sorta di nuovo ordine per metereopatici

(Foto di Maja Hitij – Getty Images) Mai entrata fu più teatrale: arriverà a New York, dove è attesa a un summit mondiale sul riscaldamento globale, a bordo della barca a vela “a impatto zero” guidata dal principe Pierre Casiraghi. Ci metterà due settimane, ma vuoi mettere la differenza rispetto al volo su un aereo che, Greta o meno, partirà comunque “rovinando” l’ambiente? Una delle tante incoerenze cui ci ha abituato Greta Thunberg, la bimba prodigio che ha deciso di insegnare a tutti come vivere, con buona pace di esperti di clima come Gunter Pauli, l’autore di Blue economy 2.0. 200 progetti implementati, 4 miliardi di dollari investiti, 3 milioni di nuovi posti di lavoro creati. Altro che traversate in barca e bisogni nel secchio.


Testimonial privilegiata dell’Onu e della sua Agenda 2030, Greta come documentato da diversi media è in realtà una fan sfegatata della plastica e, ammette lo stesso Pauli, nel corso dei suoi scioperi scolastici di fine settimana, i fast-food delle varie piazze “ambientaliste” registrano il tutto esaurito. E lì, certo, non si mangiano verdurine e non ci si pulisce il muso con i tronchi d’albero grezzi. Poco, importa: Greta, figlia di una cabarettista e di un attore, non solo ha deciso di rinunciare alla formazione scolastica, ma è qui per farsi portatrice della scienza.


Nutre, insomma, la convinzione di essere la custode del sapere universale, più o meno come i pro-vax: “molta gente non comprende e non accetta la scienza – ha detto di recente – per questo dovrò continuare a fare quello che ho fatto: ignorarli e dire quello che dice la scienza, per creare un movimento di opinione mondiale per fare pressione sui dirigenti mondiali”. Una bella sfida, soprattutto se si considera il risveglio comune, che porta a credere sempre meno ai paladini-megafono di disegni imposti dall’alto.


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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.