Gli aiuti dell’Italia alla Repubblica democratica Araba del Sahrawi

Dichiarata indipendente nel 1976 e riconosciuta dall’Unione africana, l’Onu ne occupa il territorio con la missione Minurso. Come se l’organizzazione intergovernativa decidesse, un giorno, che il referendum italiano del ’46 non ha valore e presidiasse Roma

Il caro mensa, i soffitti di scuola che franano sui banchi, l’istruzione pubblica gratuita, ma solo in teoria. Per le nuove generazioni, almeno per quelle del posto, sembra non esserci tutta questa attenzione. Per le classi medie che abitano al di fuori dei confini nazionali, invece, sì. E allora accade che mentre le famiglie italiane si misurano con difficoltà crescenti che riguardano soprattutto la crescita dei minori e dei bambini in particolare, in Italia si facciano venire a spese dello Stato 400 bambini provenienti dalla Repubblica Democratica Araba del Sahrawi.


Si badi bene ai termini “Repubblica Democratica” perché, per quanto l’Onu non ne voglia riconoscere l’indipendenza e occupi strumentalmente il territorio con la missione “Minurso” (Missione “di pace” delle Nazioni unite), il territorio appena menzionato è ufficialmente indipendente dal 1976. Di più: è riconosciuto dall’Unione africana. Come se l’organizzazione intergovernativa per qualche misteriosa ragione, un giorno si svegliasse e negasse i risultati del referendum italiano del 1946 che hanno stabilito l’assetto repubblicano e, di conseguenza, si stanziasse con delle truppe a difesa del nulla. Un paradosso rigettato dagli stessi Stati appartenenti all’Onu: più di 80 federati hanno, infatti, voltato le spalle sulla questione sahrawiana, ma evidentemente la macchina deve andare avanti.


Da tale assetto distorto che non tiene conto della situazione politica reale, deriva il mutuo soccorso dell’Italia e dell’Europa allo Stato africano. E il continente, di questi tempi, agli aiuti ripetuti e – abbiamo dimostrato – inutili, ci è abituato, anche da quelli che arrivano da zone che scontano una crisi estrema come l’Italia. Succede, allora, che sia già attivo un intergruppo parlamentare di solidarietà con il Popolo Saharawi di cui fa parte anche la senatrice Laura Boldrini, e che ben 400 bambini provenienti dalla Repubblica africana siano ospiti dell’Italia per i mesi di luglio e agosto. Diciotto, sono stati ricevuti ieri in Senato dal presidente Casellati. L’Africa povera, intanto, rimane povera. E povera Italia.


Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
error:
WhatsApp chat

Consigliati

Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.