Riceviamo dall’Unicef e pubblichiamo

Riceviamo e pubblichiamo tramite la disponibilità del documento completo (scaricabile in formato Pdf), la rettifica che ci è pervenuta in merito all’articolo “Lucano, L’Unicef e la compravendita di Palazzo Pinnarò”



Riceviamo e pubblichiamo tramite la disponibilità del documento completo (scaricabile in alto e in basso in formato Pdf), la rettifica che ci è pervenuta dall’Unicef in merito all’articolo “L’Unicef, Lucano e la compravendita di Palazzo Pinnarò” pubblicato il 24 c.m. su questo sito. Corre, tuttavia, l’obbligo di segnalare alcuni punti:


– In riferimento al presunto accostamento dell’associazione al sistema Riace, è insindacabile che una delle due parti in causa (nella fattispecie il signor Capone) fosse già imputato nell’ambito del processo Xenia. Quest’ultimo non riguarda il Fondo per l’Infanzia, né nell’articolo si afferma mai qualcosa di simile. Il riferimento a Lucano si spiega invece con il ruolo realmente ricoperto dall’ex sindaco di Riace in relazione a Città futura, associazione da lui fondata e – stando ai rilevamenti della Procura di Locri e della Guardia di finanza – nei fatti gestita.


– Per quanto riguarda la presunta agibilità di alcuni ambienti di cui Unicef fa menzione, richiamiamo al D.P.R. 6 giugno 2001 – T.U. delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia – che notoriamente prevede il rilascio di un certificato dopo aver attestato che in un immobile (non in un singolo ambiente) sussistano condizioni di sicurezza;


-“Palazzo Pinnarò” viene continuamente richiamato nei documenti prodotti a supporto dell’operazione Xenia, nella fattispecie in luogo della pubblicazione delle intercettazioni ambientali. Segno evidente che fosse già frequentato da personale di Città futura, almeno dal 2017.


– Laddove Unicef parla della mancata “corrispondenza al vero delle argomentazioni di titolo e articolo”, facciamo presente che la firmataria del pezzo si è limitata a dare conto di una compravendita, così come è avvenuta e così come è documentata nelle 41 pagine entrate in possesso di questo sito;


– Non può, infine, non saltare all’occhio che l’avvocato Panzella che ci scrive, è la stessa che ha preso parte agli episodi di cui si fa menzione.


Fatte salve le precisazioni di Unicef cui prendiamo atto e di cui stiamo dando conto, in caso di azioni provvederemo a tutelare in tutte le sedi opportune il nostro diritto di informare su vicende che riguardano persone e organismi di pubblica rilevanza. Siamo forti delle fonti documentali in nostro possesso, di tutti i particolari a noi noti che non sono stati eviscerati e, non da ultimo, delle vicende che continuano a interessare Palazzo Pinnarò.



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