Autonomia, il Nord vuole replicare le bassezze compiute prima dell’Unità

“La lega che totalizza più voti al Sud dopo campagne elettorali incentrate su altro, blatera di scissione. La scusa è buona: non andrà ad incidere sul tessuto meridionale. Salvini è, addirittura…”

La lega che totalizza più voti al Sud che al Nord ora, dopo campagne elettorali incentrate su tutt’altro, blatera di autonomia. La scusa è buona: non andrà ad incidere sul tessuto meridionale. Salvini è, addirittura, stato eletto senatore in Calabria, ma in questo momento storico per l’Italia e l’Europa in cui ci si gioca per ovvi motivi un po’ tutto, si sente di alzare la voce per l’autonomia. Il ministro e la sua compagnia settentrionale – quella di cui fanno parte per esempio il governatore Zaia e chi andava a elemosinare voti in quel di Crotone, dove avvenivano anche diversi festini – sembrano avere le idee chiare: il piano iniziato con l’Unità d’Italia deve continuare.


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Il Sud, un tempo ricco, va isolato. Titola Imola Oggi: “Il Nord sempre più in Europa, il Sud altrove”. Quell’altrove è l’Africa o la nuova Africa che sarà il Sud se non si interviene. Al ministro – è chiaro – la migrazione piace anche se è in grado di dare un contentino alla criminalità più legata a dinamiche elettorali, e soprattutto se è in grado di acuire il divario con il Nord. Che ne sarebbe del Sud con l’autonomia? Quali sarebbero gli effetti concreti delle migrazioni, con Ong e barchini, barconi (e bacioni) che devono passare per forza da lì e lì rimarrebbero? Salvini parla tra le righe, ma chiaro: la responsabilità è del territorio dove si sbarca. Questo non vuol dire solo che in causa sono chiamati gli Stati con cui si di è recente confrontato ma, un domani, che il tutto sarà sulle spalle delle regioni meridionali già uccise da malagestione e politiche fallimentari.



Salvini ha fatto l’ennesimo passo falso, senza mai considerare cosa potrebbe comportare questo per lo stesso Nord in termini di risorse. Non si vive di sola polenta. Non considera, anche, il desiderio del Sud, non di sopravvivere e di tirare a campare, ma di rialzarsi a seguito delle scorrettezze settentrionali e degli sbagli storici, e – dunque – di cercare alleanze internazionali che getterebbero il Settentrione nella condizione di isolamento che crede di preparare per il Sud. Il Mediterraneo è, da questo punto di vista, territorio ampio e piene di possibilità, che il Nord non sarebbe anche solo logisticamente in grado di governare.


Il Nord, lo si legge più sui libri di storia all’estero che in Italia, ha sempre raggirato il Sud rubando e tentando di abbassare la parte meridionale dell’Italia. Purtroppo, tra razzie, omicidi e scorrettezze varie, ci è riuscito. Si cerca la rovina del Sud, e la Lega non è l’unico partito a volerla. I tempi sono maturi per smetterla con vecchie idee illuminate e vecchia politica. E’ arrivato il momento di fare per i cittadini, e un governo eletto da milioni di meridionali ha il dovere (non l’opzione), di fare per quei meridionali. La gente del Sud ha sacrificato per questa Italia gli uomini più coraggiosi, le donne migliori, i “briganti”, in realtà proprietà terrieri che difendevano i loro averi. Sul loro sangue, il rosso della bandiera, è stata fatta questa Italia.


Salvini non deve mai dimenticarlo: non deve dimenticare i peccati degli antenati del Nord, non deve dimenticare il coraggio e lo spirito della gente del Sud. Hanno reagito una volta, lo faranno una seconda in tempi di crisi estrema. La guerra civile che potrebbe prospettarsi potrebbe essere peggio di allora, e non è scontato che ad uscirne vincitore sia stavolta il Nord. Chi è ricco oggi, potrebbe essere povero domani. Basti pensare a come cambierebbero subito le logiche elettorali. Ringrazio chi legge.


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