Maite, la “cugina” spagnola che chiese sanzioni per l’Italia con la scusa di Salvini

Mentre lo scorso anno a insediamento del governo Conte c’era chi se non altro si esponeva chiedendo penalità per il Belpaese, c’era anche chi – nell’ombra – inviava letterine indirizzate all’Austria. Il caso della progressista di Ciudadanos

Mentre lo scorso anno – contestualmente all’insediamento dell’esecutivo Conte – c’era chi se non altro si esponeva chiedendo sanzioni all’Italia, c’era anche chi, nell’ombra, inviava letterine in Austria indirizzate all’Agenzia per i Diritti fondamentali dell’Ue. E’ il caso della “cugina” Maite Pagazaurtundùe, laddove il rapporto di parentela indica la solidarietà cui storicamente sarebbero richiamati spagnoli e italiani. La progressista di Ciudadanos – partito progressista filo-migrante a quanto pare poco incline a rapporti distesi con gli italiani – non la pensava così. Tanto da inviare una lettera piccata a Micheal O’ Flaherty, titolare della FRA (European union agency for fundamentals rights).


A disturbarla, alcune dichiarazioni di Matteo Salvini sui campi rom, che in realtà richiamavano alle sacche di degrado che l’etnia iper-protetta porta con sé. Un aspetto che Pagazaurtundùa nella missiva del 19 giugno dello scorso anno (sotto), non menzionava mai, limitandosi a dare del “razzista” e dello “xenofobo” al titolare del Viminale, scomodando così tutto il repertorio dei Dem tipico di ogni latitudine. Nemmeno le parole di riferimento venivano citate, sostituite da invettive di vario genere. La colpa, in ogni caso, era dell’Italia, che andava “sanzionata” e colpita dai “numerosi strumenti normativi”. Un’azione senz’altro utile per i vari commissari europei, che già a giugno si agitavano per impedire i primi passi del neonato governo.



“Stimato signor O’Flaherty – sono le parole di Pagazaurtundùa – le scrivo in relazione alle ultime dichiarazioni del nuovo vicepresidente del governo e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, le cui dichiarazioni sono intollerabili in un ministro di un paese dell’Ue”. Per delle parole, la progressista richiamava a leggi da attuare per “frenare questo comportamento, aborrirlo e sanzionarlo” perché, continuava, “è immorale permettere tutto questo. Data la gravità e l’urgenza della situazione e la competenza del Fra, mi permetto di sollecitare un suo intervento sul caso. In quest’ottica – concludeva la spagnola – sarebbe utile elaborare raccomandazioni specifiche al nuovo governo italiano”, che nel sentire dell’europarlamentare avrebbe dovuto pagare per delle dichiarazioni che, in Italia, erano invece motivate dall’emergenza campi rom.


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