Nomine Ue, Weber dribbla i diktat

Il capogruppo dei popolari continua a tenere banco a Timmermans e ai presunti euro-favoriti. Dopo le trattative fiume di ieri, il summit per tentare di trovare la quadra sarà riconvocato alle 11 di domani

Il vertice di Osaka è stato – prima che il raduno dei grandi 20 – il tentativo di trovare la quadra attorno alla nomina dei nuovi vertici dell’Ue. “Nomina” perché, anzitutto, il criterio che si sta tentando di imporre per decidere chi trainerà la nuova Europa è più politico che squisitamente elettorale. E allora succede che il favorito, quel Manfred Weber espressione dei popolari usciti vincitori lo scorso 26 maggio, da capofila diventi un outsider. Accade più nella percezione comune che nella realtà. Il capogruppo del PPE continua infatti a tenere banco anche contro i pronostici che considerano Timmermans (favorito della Merkel) il vincitore indiscusso.


Le correnti, del resto, sono tante. C’è chi vuole la figura femminile a tutti i costi (e poco importa se così si facciano dei favoritismi a prescindere), e chi strizza l’occhio alla deriva bulgara che ha già rastrellato diversi incarichi chiave tra la manovalanza europea. C’è, anche, chi le elezioni le vuole mandare a strafriggere, e vede nella liberale Margaret Vestager un porto sicuro per far approdare all’interno degli Stati sovrani i diktat dei burocrati europei e le varie agende numerate, dalla 2030 sul clima e la cancellazione dei sessi alla 2063 sul predominio africano.


Annunci

Weber, intanto, resta silente. Non per volontà propria, ma per la scomunica decisa dalla stampa mainstream, nazionale e internazionale. Uno sforzo comune e congiunto, quello dei megafoni e degli urlatori che fanno le veci degli amministratori di condominio di Bruxelles, che tuttavia non sta sortendo gli effetti sperati. Prova ne sia che dopo le trattative fiume l’accordo – al netto delle imposizioni collaterali – non solo non è stato trovato, ma anzi ben undici dei rappresentanti sentiti hanno allontanato con un no secco il cosiddetto “pacchetto Osaka”. Chiara la posizione di Conte: “Non accettiamo – ha detto il premier italiano – nomi suggeriti da contesti che non sono competenti”.


L’Europa clientelare, quella che si doveva salutare dopo le elezioni, la vecchia guardia che si sente di imporre tutto, dal cibo da mangiare ai gusti sessuali fino ad arrivare – appunto – a chi deve comandare sugli Stati sovrani, continua a non piacere agli stessi occupanti degli scranni di Bruxelles. Solo, continua a mancare lo scatto d’orgoglio per relegarla alla posizione di mero garante degli equilibri formali, come suggerirebbe la totale assenza di una Costituzione che la regolamenti.


Annunci

Commenta

error:
WhatsApp chat

Consigliati

Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.