I motivi per cui i Cristiani festeggiano lo stesso giorno i nonni e gli Angeli Custodi

“I nonni e le nonne italiane sono primi in Europa per cura dedicata ai nipoti. E’ il segno di come la nostra cultura di base sia fortemente radicata nei valori tradizionali della famiglia. All’intera società italiana spetta il compito accudirli e festeggiarli”


Discorso pronunciato in Senato da Elisabetta Alberti Casellati in occasione della premiazione relativa all’iniziativa “Io e i miei nonni” – Sala Koch, 4 giugno 2019


I numeri relativi alla partecipazione dei ragazzi rappresentano meglio di ogni altra cosa il successo di “Io e miei Nonni: esperienze e riflessioni”, progetto lanciato in occasione della Festa dei Nonni lo scorso 2 ottobre: ben 2414 alunni, appartenenti a istituti scolastici di ogni ordine e grado, hanno infatti inviato i loro componimenti raccontando esperienze e sentimenti personali. È questa a mio avviso una ulteriore e significativa dimostrazione di come i nonni siano fondamentali ed insostituibili nella vita dei nipoti, soprattutto per il contributo che danno nelle fasi più delicate della crescita, dall’infanzia all’adolescenza.


Un ruolo che aiuta, sostiene e integra, senza indebolire, quello che ogni giorno compiono tra mille difficoltà e impegni lavorativi i genitori, ai quali questo supporto offre la possibilità di non sottovalutare e non trascurare le tante esigenze familiari. Personalmente ritengo questa manifestazione particolarmente utile e strategica, non solo per gli aspetti quantitativi che sono assolutamente importanti e ne attestano il successo, ma anche per i contenuti dei lavori che sono stati elaborati e presentati dai ragazzi. Sono infatti certa che i componenti della giuria, ai quali va il plauso per il grande lavoro effettuato, potranno illustrarci aspetti psicologici e affettivi che devono essere valorizzati e posti alla base anche delle stesse politiche pubbliche.


Sapere cosa pensano i ragazzi, dar loro la possibilità di far conoscere gli aspetti principali nei quali si concretizza l’azione dei propri nonni è infatti uno spaccato prezioso delle dinamiche affettive e della percezione che delle stesse hanno i protagonisti. Tutti i dati economici e sociali ci dicono infatti quanto sia rilevante per l’Italia il contributo quotidiano di nonne e nonni per il funzionamento e il mantenimento delle famiglie. Nel nostro Paese ci sono infatti circa 12 milioni di nonni, più di un terzo dei quali dedica parte della propria giornate ad accudire i nipoti. Un dato che ci vede primi in Europa in questa speciale classifica, a dimostrazione di come la nostra cultura di base sia fortemente radicata nei valori tradizionali della famiglia.


La gran parte dei nonni inoltre contribuisce economicamente alle spese di figli e familiari, mettendo a disposizione dei propri cari sia quanto risparmiato o investito nel corso della propria attività lavorativa, sia utilizzando le eccedenze mensili del proprio reddito, anche nel caso di trattamenti pensionistici. Quest’ultimo è un aspetto che non va sottovalutato: tali eccedenze sono in realtà spesso il frutto di sacrifici e generosità che oltre alla rilevanza economica rappresentano una insostituibile lezione di vita. Un esempio virtuoso che diventa insegnamento concreto e tangibile e che contribuisce al rafforzamento di modelli di vita positivi per le giovani generazioni. Celebrare e valorizzare i nonni è pertanto una scelta giustissima e condivisibile. Da nonna, prima ancora che da rappresentante delle istituzioni, non posso non sottolineare come la Festa dei Nonni, una ricorrenza civile che come sapete si celebra il 2 ottobre, costituisca un’opportunità irrinunciabile per le famiglie e per l’intera società italiana.


Avendo contribuito al percorso legislativo che si concluse con l’approvazione della legge che la istituì, non posso inoltre non salutare positivamente l’organizzazione di manifestazioni come questa che ne valorizzano l’idea di base e ne estendono il raggio d’azione. In tanti Paesi del mondo ci sono infatti ricorrenze simili, sulla scia di quanto promulgato negli Stati Uniti nel 1978. In Italia, dopo che già alla fine degli settanta si avviarono le prime iniziative da parte di associazioni e comitati, si è giunti alla istituzionalizzazione formale attraverso la legge n. 159 del 31 luglio 2005. E non a caso si decise il 2 ottobre, che nel calendario liturgico celebra la giornata dedicata agli Angeli Custodi.


In realtà questo sono per nipoti, familiari e comunità i Nonni: dei veri e propri angeli custodi, sempre presenti, sempre disponibili, sempre pronti a dare una mano; attivi in tutte le incombenze e desiderosi di mettere a disposizione il portato delle esperienze maturate nell’arco della vita. Tra nonni e nipoti, generalmente, si sviluppa una relazione unica, il miglior presupposto per preparare i ragazzi a quello che sarà il confronto con la vita. E se da un lato spesso i nonni sono fonte di svago e di divertimento, dall’altro possono insegnare a un nipote ad avere atteggiamenti più rispettosi, anche in considerazione dei diversi ritmi di vita di chi ha “una certa età”. Uno scambio reciproco, tanto che secondo una recente ricerca effettuata dall’istituto Ipsos, il 77% dei nonni ha dichiarato di sentirsi ancora utile soprattutto quando è coinvolto nel prendersi cura della famiglia e nelle faccende domestiche.


Oltre a questi compiti, il loro contributo pro-attivo si concretizza – secondo questa speciale classifica dell’utilità – nel cucinare, fare da animatori e intrattenitori, conducenti, prendersi cura degli animali domestici e dare ripetizioni – in particolare di storia. Senza dimenticare altri aspetti che potremmo definire pedagogici. La loro presenza è infatti particolarmente utile anche per far abituare i bambini alle inevitabili fasi di distacco dai genitori. Stare con i nonni li aiuta a vivere serenamente i momenti di assenza di madri e padri, producendo nella loro personalità maggiore indipendenza e capacità di socializzazione. In ultimo consentitemi una riflessione finale, legata proprio a quella che potremmo definire la “funzione 2.0” dei nonni.


Nell’epoca digitale i ragazzi corrono alcuni rischi che in passato non erano così frequenti, a partire dalle troppe ore passate – spesso in solitudine – sul web o comunque con apparecchi elettronici. Questo da un lato rappresenta un pericolo di alienazione, dall’altro pone con forza il tema del controllo o comunque del monitoraggio di quanto i giovani si dicono e si scambiano via social. Non si tratta di censurare, ma di accompagnare, spiegare, ragionare insieme sulle possibili conseguenze nel trattare contenuti che – come purtroppo ci ricordano troppo spesso le cronache quotidiane – possono assumere talvolta tratti di violenza, di odio, di pericolosità sociale. E allora i Nonni 2.0 hanno la possibilità di far breccia nell’intimità dei nipotini molto più genitori. A partire dalla reciprocità che ne contraddistingue il rapporto.


Non è detto infatti che la tecnologia debba essere un fattore invalidante, può essere esattamente il contrario. Mi riferisco in particolare alla possibilità che siano proprio i nipoti a spiegare ai nonni il funzionamento di Pc, tablet o telefoni cellulari, in un inedito ma importante ribaltamento dei ruoli. Momenti che possono trasformarsi in ulteriori occasioni di complicità, di gioco o di apprendimento. Tutti aspetti che certamente possono avere ricadute positive e che consentono ai ragazzi di non isolarsi attraverso le tante opportunità della rete.


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