“La morte di Falcone non sarà onorata finché ci saranno mafia e corruzione”

Il presidente del Senato ha ricordato la strage di Capace di 27 anni fa, in occasione della quale è stato ucciso il giudice del pool antimafia, la moglie Francesca Morvillo e tre uomini della scorta

«Il 23 maggio 1992 rappresenta una ferita mai rimarginata nel cuore dell’Italia: un giorno di lutto e di morte che ancora oggi provoca sofferenza e sdegno. E fino a quando mafia e corruzione continueranno ad esercitare i loro effetti devastanti sul nostro Paese, la memoria di Giovanni Falcone non potrà mai dirsi davvero onorata». Lo ha detto il presidente del Senato Elisabetta Casellati ricordando la strage di Capaci nella quale 27 anni fa persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.


Il presidente Casellati ha aggiunto: «Da quel tragico attentato che ha segnato le vite di tutti noi, l’azione dello Stato contro le organizzazioni mafiose è riuscita a conseguire risultati molto importanti. I clan mafiosi sono stati disarticolati e colpiti nei loro patrimoni in tutta Italia, ma il loro potere sui territori è ancora forte e pervasivo. Per portare a termine la battaglia serve uno sforzo costante da parte di tutto il Paese sano. Giovanni Falcone diceva che la mafia è un fenomeno umano e come tale è destinata a morire. Le forze migliori delle istituzioni e della società, con il loro impegno quotidiano contro le mafie e per la legalità, possono fare sì che la sua profezia si avveri al più presto» ha concluso.


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